Antifurto

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L'antifurto è un sistema elettronico anti intrusione. Solitamente si distingue tra antifurti con sensori collegati via fili, ovvero cablati, e sistemi antifurto non collegati con fili, ma dotati di trasmissione wireless.

Per gli antifurti wireless sono fondamentali le tecnologie di trasmissione ed in particolare i sistemi ed accorgimenti per impedire l'oscuramento o il disturbo del segnale (modulo anti-accecamento o anti jamming). Per quanto attiene i sistemi senza fili (wifi, wireless), è anche importante verificare le modalità di trasmissioni radio (singola frequenza, doppia frequenza, tripla frequenza) e se la modulazione di frequenza è di tipo a banda stretta o larga[1]. In Europa le frequenze normalmente utilizzati dai sistemi di allarme sono il range dei 433 MHz e quello degli 868 MHz, secondo la normativa R&TTE[2].Aggiornata alla R&TTE 2014/53/EU[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte degli antifurti è dotata di sensori PIR (a singola tecnologia) o PIR+MW (a doppia tecnologia)[4], dispositivi che utilizzano onde elettromagnetiche ad infrarossi per rilevare un movimento nello spazio sorvegliato. Gli infrarossi captano le variazioni di calore: quando una persona si muoverà nella zona controllata i sensori PIR rileveranno una variazione di calore dovuta alla presenza e allo spostamento del corpo.

Anche camminando lenti non si riesce a sfuggire a un sensore PIR; per esempio, un ladro potrebbe provare a camminare lento per sfuggire alla rilevazione del movimento, però appena si avvicinerà al sensore il calore che il suo corpo produce dalla distanza viene spinto contro il sensore che rileverà una variazione del calore e farà scattare l'allarme. In ogni caso anche la minima variazione della velocità o un piede che scivola possono far variare il calore.

Solitamente gli antifurti attuali sono dotati di comando a tastiera numerica installata all'interno dell'edificio protetto con cui il proprietario comanda ogni singola funzione. L'impianto ha ricevuto dall'installatore una programmazione che preve l'attivazione immediata dei dispositivi di allarme visivi, sonori e di eventuale chiamata remota istantanea alla rivelazione di un intruso. L'unica eccezione è il sensore a protezione della porta d'ingresso che dal momento che viene aperta da alcune decine di secondi di tempo per inserire il codice sulla tastiera e "disinserire" l'impianto.

Possono anche essere presenti dei sensori denominati "perimetrali". Tali sensori sono installati sulle porte e finestre indipendentemente dal tipo di Infisso, a protezione della sua apertura. I più comuni sono quelli "magnetici", composti da un elemento fissato sulla struttura fissa dell'infisso che contiene un piccolo interruttore racchiuso in un'ampolla di vetro detto in gergo "reed" e di una parte sulla parte mobile dell'infisso denominata magnete. Contrariamente a quanto di possa pensare la sicurezza di tale semplice sistema di rivelazione è data dall'accuratezza del campo magnetico che si crea tra i due componenti e che se modificato o disturbata genera un allarme.

Esistono tanti antifurti, e il loro costo sostanzialmente non dipende solo dall'intelligenza del sistema di sicurezza (che può essere dotato di combinatore telefonico, chiamata quando viene rilevato uno spostamento, ecc.), ma anche dalla potenza dell'allarme acustico, misurato molto comunemente in Decibel.

Le periferiche e la centrale[modifica | modifica wikitesto]

La centrale è il cuore e il cervello del sistema: quando scatta un segnale d'allarme da un sensore, la centralina apre l'alimentazione agli avvisatori acustici e contemporaneamente attiva l'eventuale combinatore telefonico allertando il proprietario e l'istituto di vigilanza o i carabinieri (se collegati e registrati presso la caserma).

I sensori sono gli elementi che controllano tutti gli eventi che accadono nell'area protetta. Quando la centrale è attiva (armata), se un sensore nota una condizione anomala, apre il relè inviando il segnale d'allarme, e la centrale a sua volta attua tutte le contromisure necessarie.

Le sirene sono periferiche d'uscita importantissime e fondamentali per il funzionamento del sistema di allarme. Il loro compito è di segnalare la condizione d'allarme alle aree limitrofe tramite avviso acustico ad alta potenza e luce lampeggiante, favorendo l'intervento di una pattuglia di vigilanza o di un autopattuglia delle forze dell'ordine. Solitamente le sirene devono essere protette: antistrappo, antiapertura, antischiuma e antiperforazione.

Il combinatore telefonico, ove presente, serve a segnalare una condizione di allarme al proprietario dell'abitazione ed eventualmente alle forze dell'ordine, tramite chiamata via telefono fisso PSTN o reti mobili GSM.

Come proteggere le periferiche e la centrale[modifica | modifica wikitesto]

Per scongiurare una possibile manomissione da parte di un intruso le centrali, le periferiche (sensori) e le sirene si devono autoproteggere tramite l'ausilio di:

Tamper anti manomissione: si tratta di un semplice tasto posto nella parte posteriore della centralina (la parte da fissare al muro). Questo tasto deve rimanere sempre premuto a contatto col muro, e non appena qualcuno cercherà di strappare la centralina dal muro il tasto viene rilasciato facendo partire le sirene e le segnalazioni telefoniche. Due proteggono la centrale: uno anteriore la protegge dall'apertura non autorizzata e uno posteriore la protegge dallo strappo dal muro.

Sensori ottici: nelle sirene la probabilità di manomissione è alta. La sirena, oltre ad avere un tamper posteriore e uno anteriore, è protetta anche da sensori ottici che rilevano l'immissione di schiuma di poliuretano espanso nella sirena facendo scattare l'allarme sonoro e telefonico (il poliuretano è una schiuma che si potrebbe utilizzare per zittire la sirena).

Sistema antiperforazione: consta semplicemente nel proteggere il cono della sirena e i circuiti con una scatola di acciaio oppure in una maschera di plastica che è attraversata da circuiti che se vengono interrotti fisicamente da un foro fanno generare un allarme.

Sistema antistrisciamento: i sensori di movimento potrebbero essere normalmente elusi strisciando per terra. Questo sistema ha una doppia lente di rilevazione, una davanti (che normalmente capta i movimenti nell'area) e una sotto che capta il cosiddetto "strisciamento".

Sensore antijamming: è un sistema utilizzato nei sistemi radio per impedire il disturbo della frequenza di lavoro tramite un jammer. Se la centralina rileva un'interferenza scatta l'allarme.

Sistema antimascheramento: un modo per interrompere il fascio a infrarossi dei sensori PIR (volumetrici) sarebbe spruzzare lacca o vernice trasparente sulla lente in modo da oscurarla. Questo sensore identifica una copertura non autorizzata da vernice o lacca e fa scattare l'allarme (fonti LeIene).

Componenti che comunemente caratterizzano i sistemi antifurto[modifica | modifica wikitesto]

  • Tastiera - Per impostare e immettere il codice di sicurezza per inserire o disinserire il sistema di antifurto;
  • Telecomando - Per accendere o spegnere il sistema di antifurto;
  • Tastierini di attivazione e disattivazione;
  • Chiavi elettroniche statiche o RFID;
  • Sensori PIR (di movimento);
  • Sensori magnetici (per alcuni tipi di antifurto);
  • Sensori ad integrazione della protezione (fumo, gas, allagamento, ecc);
  • Allarme per abitazione.

Antifurto nebbiogeno[modifica | modifica wikitesto]

l nebbiogeni hanno trovato impiego negli ultimi anni come Antifurto per impedire un furto o una rapina. Collegati ad un qualsiasi sistema di allarme entrano in funzione come una sirena ma, invece che emettere un suono, emettono una impenetrabile nebbia impedendo ad un ladro di vedere all‘interno dei locali protetti. Non esiste nessun modo per potere vedere attraverso la nebbia e quindi non è possibile aggirare le difese di un sistema nebbiogeno. La maggior parte dei furti durano non più di tre minuti ed il tempo medio di intervento delle forze dell‘ordine è di gran lunga superiore. Di qui la necessità di installare un sistema nebbiogeno per garantire la totale protezione nei primi 20 minuti dal tentato furto.

Agevolazioni fiscali[modifica | modifica wikitesto]

Da qualche anno è possibile usufruire di agevolazioni fiscali per l'acquisto e l'installazione di sistemi di allarme[5].La normativa è stata aggiornata ad Aprile 2015[6]. La Legge di Stabilità 2016 ha prolungato ulteriormente la detrazione fiscale per le ristrutturazioni, compreso l'acquisto di sistemi di allarme, sino al 31 dicembre 2016.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antifurti wireless: la doppia frequenza, su www.antifurtocasa.info. URL consultato il 04 gennaio 2016.
  2. ^ Glamm Multimedia, Apparecchiature radio e terminali telecomunicazione R&TTE - 1999/05/CE - IMQ, su www.imq.it. URL consultato il 25 maggio 2015.
  3. ^ Glamm Multimedia, Nuova direttiva R&TTE - 2014/53/EU - TUV, su www.tuv.com. URL consultato il 13 giugno 2015.
  4. ^ Sensori d’allarme: PIR e doppia tecnologia, su www.antifurtocasa.it. URL consultato il 25 maggio 2015.
  5. ^ http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/b817df80426dc23e98b59bc065cef0e8/GUIDA+N3_08.pdf?MOD=AJPERES, su www.agenziaentrate.gov.it. URL consultato il 25 maggio 2015.
  6. ^ Agevolazioni Fiscali da Aprile 2015, su www.agenziaentrate.gov.it. URL consultato il 13 giugno 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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