Antero de Quental

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Antero de Quental intorno al 1887

Antero Tarquinio de Quental (Ponta Delgada, 18 aprile 1842Ponta Delgada, 11 settembre 1891) è stato un poeta, filosofo e scrittore portoghese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« È un poeta che sente, ma è un raziocinio che pensa. Pensa ciò che sente, sente ciò che pensa.[1] »

Nacque a Ponta Delgada, isola di São Miguel, nell'arcipelago delle Azzorre da una famiglia di antica tradizione liberale. Suo nonno, André da Ponte Quental e Câmara, era stato amico del poeta Bocage, mentre suo padre, Fernando de Quental, fu uno dei 7500 “bravos” che nel 1832 sbarcarono a Mindelo con il re Pietro IV. Dopo aver frequentato il Colégio do Pórtico di Ponta Delgada (1852-1853), continuò gli studi a Lisbona (1853-1855) e poi a Coimbra (1856-1858), prima di iscriversi alla Facoltà di Legge di questa città, in cui rimase fino al 1865. Tuttavia prevalsero i suoi interessi filosofici e letterari, che ne fecero la figura di riferimento intellettuale del mondo studentesco. È proprio in questo periodo che vennero pubblicati i suoi primi libri di poesia: i Sonetos de Antero (1861) e le Odes Modernas (1865). Quest'ultima raccolta contribuì all'esacerbarsi della polemica letteraria poi divenuta celebre con il nome “Bom-Senso e Bom-Gosto”, in cui si contrapponevano il canone cosiddetto lirico-romantico (principalmente rappresentato da António Feliciano de Castilho e Pinheiro Chagas) e la nuova generazione della poesia “sociale” (tra cui Antero de Quental, Ramalho Ortigão e Teófilo Braga).

È di questa epoca anche la prosa Defesa da Carta Encíclica de Sua Santidade Pio IX. Tra il 1866 e il 1867, mosso principalmente dalla volontà di mettere in pratica le idee socialiste, intraprese la professione di tipografo, prima a Lisbona e poi a Parigi. Nel 1868 pubblicò l'opuscolo Portugal perante a Revolução de Espanha, in cui sosteneva la necessità di un'unione federale iberica, e nel 1869 compì un viaggio in Nord America, visitando New York e Halifax[2].

Al ritorno da questo viaggio cominciò a formarsi a Lisbona il gruppo del cosiddetto “Cenacolo”, di cui fecero parte, tra gli altri, anche gli amici José Maria Eça de Queirós, Oliveira Martins e Teófilo Braga. Molti di coloro che parteciparono a queste riunioni, che Eça definì «un centro di spirito, di fantasia e di idee», contribuiranno poi alla realizzazione delle “Conferenze democratiche” del 1871, di cui Antero sarà mentore e figura principale, presentando la polemica conferenza Causas da Decadência dos Povos Peninsulares[3]. Nel 1872 pubblicò Primaveras Românticas, una raccolta di versi giovanili, mentre cresceva costantemente l'impegno politico, sia tramite la diffusione del pensiero socialista mediante opuscoli e interventi su riviste e giornali, sia attraverso il contributo alla realizzazione di una delegazione portoghese dell'Internazionale.

Tormentato da uno stato di salute instabile, nel 1882 si ritirò in una piccola cittadina costiera, Vila do Conde, dove resterà, eccetto brevi interruzioni, fino al 1891, dando alla luce alcune delle sue opere più importanti, sia in poesia che in prosa: i Sonetos Completos, A filosofia da Natureza dos Naturalistas (entrambe pubblicate nel 1886) e Tendências Gerais da filosofia na Segunda Metade do Século XIX, apparso sulla Revista de Portugal nei primi mesi del 1890 [4]. Nel giugno del 1891 ritornò a Ponta Delgada dove, la sera dell'11 settembre dello stesso anno, si tolse la vita [5].

La figura di Antero e la sua genialità di poeta e pensatore ne faranno uno dei punti di riferimento delle generazioni successive e in particolare della cosiddetta generazione di Orpheu, di cui fecero parte Fernando Pessoa, Almada Negreiros e Mário de Sá-Carneiro, che vedevano nel poeta di Ponta Delgada un precursore della modernità letteraria portoghese[6].

In Italia, i primi a interessarsi all'opera di Antero de Quental furono, già nel XIX secolo, lo scrittore siciliano Tommaso Cannizzaro - che ebbe con l'autore una fitta corrispondenza epistolare e che fu anche il primo traduttore italiano dei sonetti (1898) - e l'erudito e bibliofilo Emilio Teza. All'opera di Antero hanno dedicato degli studi alcuni dei più ragguardevoli lusitanisti italiani, tra cui Giacinto Manuppella, Guido Battelli, Giuseppe Carlo Rossi, Luciana Stegagno Picchio e Antonio Tabucchi. Quest'ultimo, tra l'altro, gli dedicò anche uno degli scritti inclusi nella raccolta Donna di Porto Pim [7]. Alcuni autografi di Antero, appartenuti a Joaquim de Aráujo (a sua volta scrittore ed ex-console portoghese a Genova), tra cui il manoscritto di A Poesia na Actualidade, sono conservati presso la Biblioteca Marciana di Venezia[8].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Sonetos de Antero (1861)
  • Odes Modernas (1865, poi ripubblicato senza la "Nota Final" nel 1875).
  • Bom Senso e Bom Gosto (1865)
  • A Dignidade das Letras e as Literaturas Oficiais (1865)
  • Defesa da Carta Encíclica de Sua Santidade Pio IX
  • Portugal perante a Revolução de Espanha (1868)
  • Causas da Decadência dos Povos Peninsulares nos últimos três séculos (1871)
  • Primaveras Românticas (1873)
  • Considerações sobre a Filosofia da História Literária Portugueza
  • A Poesia na Actualidade (1881, pubblicato inizialmente come saggio introduttivo del volume Lira Íntima, di Joaquim de Araújo)
  • Sonetos Completos (1886)
  • A Filosofia da Natureza dos Naturalistas
  • Tendências Gerais da filosofia na Segunda Metade do Século XIX

Traduzioni e studi monografici in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • A. de Quental, Sonetti Completi, traduzione di Tommaso Cannizzaro, Messina : Tip. Dell'editore, 1898.
  • A. de Quental, Sonetti, a cura di Brunello de Cusatis, Palermo, Novecento, 1991.
  • A. de Quental, Cause della decadenza dei popoli peninsulari, Perugia, Urogallo, 2014
  • Gori, Barbara, Antero de Quental. Memorie di una coscienza, Genova, Liberodiscrivere, 2009.
  • Franceschini, Fabrizio (a cura di), Amore lotte pessimismo morte. Dodici sonetti di Antero de Quental, Pisa, Felici Editore, 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dalla prefazione di Oliveira Martins ai Sonetos Completos di Antero de Quental, pubblicati nel 1886
  2. ^ Almeida Martins, Ana Maria, Antero de Quental e a Viagem à América. Remando contra a Maré, Lisboa, Tinta da China, 2011
  3. ^ Salgado Júnior, António, História das Conferências do Casino (1871), Lisboa, Tipografia Coop. Militar, 1930; a questo proposito si veda anche A. de Quental, Cause della decadenza dei popoli peninsulari, Perugia, Urogallo, 2014
  4. ^ Lourenço, Eduardo, Antero ou a Noite Intacta, Lisboa, Gradiva, 2007.
  5. ^ Carreiro, José Bruno, Antero de Quental — Subsídios para a sua biografia, Instituto Cultural de Ponta Delgada — Livraria Editora Pax, Braga, 1981 (2 voll.)
  6. ^ Serrão, Joel, "De Antero a Pessoa: alguns rumos de investigação", in Colóquio/Letras, n.º 88, Nov. 1985, p. 9-16
  7. ^ Tabucchi, Antonio, Antero de Quental. Una vita, in Donna di Porto Pim, Palermo, Sellerio, 1983
  8. ^ Cfr. Scarsella, Alessandro, "Letterature comparate “fin de siècle” tra Portogallo e Italia. L'eredità dell'Araújo", in Rosa dos Ventos. Atti del Convegno. Trenta anni di culture di lingua portoghese a Padova e a Venezia, Università di Padova, 1992, pp. 129-136

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Actas do Congresso Anteriano Internacional, Universidade dos Açores, Ponta Delgada, 1993.
  • AA. VV., Antero de Quental e o destino de uma geração, a cura di Isabel Pires da Lima, Porto, Edições Asa, 1994.
  • AA. VV., In Memoriam-Anthero de Quental, Porto, Mathieu Lugan, 1896.
  • Almeida Martins, Ana Maria, Antero de Quental e a Viagem à América. Remando contra a Maré, Lisboa, Tinta da China, 2011.
  • Almeida Martins, Ana Maria, Antero de Quental. Fotobiografia, Lisboa, INCM, 2008.
  • Carreiro, José Bruno, Antero de Quental — Subsídios para a sua biografia, Instituto Cultural de Ponta Delgada — Livraria Editora Pax, Braga, 1981 (2 voll.).
  • Carvalho, Joaquim de, Evolução espiritual de Antero e outros ensaios, Angra do Heorismo, Antília, 1983.
  • Cidade, Hernâni, Antero de Quental, Porto, Presença, 1988.
  • Lourenço, Eduardo, Antero ou a Noite Intacta, Lisboa, Gradiva, 2007.
  • Machado Pires, António, A Ideia de Decadência na Geração de 70, Lisboa, Vega, 1992.
  • Salgado Júnior, António, História das Conferências do Casino (1871), Lisboa, Tipografia Coop. Militar, 1930.

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