Antea (Parmigianino)

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Antea
Antea
Autore Parmigianino
Data 1535 circa
Tecnica olio su tela
Dimensioni 135 cm × 88 cm 
Ubicazione Museo di Capodimonte, Napoli

Il Ritratto di giovane donna, detto Antea, è un dipinto a olio su tela (135×88 cm) del Parmigianino, databile al 1535 circa e conservato nel Museo di Capodimonte a Napoli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu Barri, nel 1671 (Viaggio pittoresco per l'Italia), a menzionare per primo il ritratto dell'"innamorata chiamata Antea del Parmigianino" nel Palazzo del Giardino a Parma. Una descrizione estesa, con le dimensioni e l'elenco di dettagli quali il guanto e il visone, nell'inventario dei beni Farnese del 1680. Nel 1734, col resto delle collezioni, approdò a Napoli, dove Ferdinando IV lo inviò a Palermo, dove restò fino al 1816, quando tornò a Napoli. Durante la seconda guerra mondiale venne rastrellato dalle truppe tedesche che lo avevano trovato nei depositi di Montecassino. Trasportato prima a Berlino e poi nella miniera di Alt Ausée in Austria, dove venne recuperato nel 1945[1].

La datazione agli anni trenta si basa sulla somiglianza con opere di quel periodo, in particolare con un angelo della Madonna dal collo lungo, come sostenuto da Freedberg (1950), Bologna (1956), Rossi (1980) e Di Giampaolo (1991)[1].

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

Dettaglio

Antea era una famosa cortigiana romana, ricordata da Benvenuto Cellini e da Pietro Aretino, per questo il ritratto, basandosi sull'identificazione tradizionale, era per lo più datato agli anni del soggiorno romano del Parmigianino (1524-1527)[1]. In parallelo con la coppia Raffaello/Fornarina, veniva letto nella misteriosa effigiata la passione dell'artista durante le notti romane[2].

Ferdinando Bologna invece, analizzando attentamente l'abbigliamento della donna, pervenne alla conclusione che la donna non aveva niente a che fare con le prostitute della Città eterna, collocandosi invece tra le dame seguaci della moda in vigore nelle corti dell'Italia settentrionale nei primi decenni del Cinquecento. Si è cercato allora di trovare un nome nella nobilità parmense dell'epoca, ma nessuno dei tentativi finora intrapresi ha dato frutto insindacabilmente (Lavice, 1862, spinazzola, 1894, Rossi, 1980, Bertini, 2002)[1]. Alcuni hanno pensato a Ottavia Camilla Baiardi, nipote di Elena e Francesco Baiardi, amici e committenti dell'artista; essa andò in sposa quattordicenne al conte Magrino Beccaria, cantata poi dai poeti per il suo fascino e la sua allegria[2].

La fanciulla ritratta su sfondo scuro è tagliata all'altezza delle ginocchia, secondo un nuovo formato verticale che si trova anche nel Ritratto di Pier Maria Rossi di San Secondo. La fanciulla, dalla corporatura esile rispetto all'ampiezza della veste, ha i capelli raccolti in un'elaborata acconciatura con diadema e indossa due orecchini con pendente. Guarda verso lo spettatore con uno sguardo carico di intensità, e porta una mano al petto, con anello al mignolo, mentre l'altra indossa un guanto e, stringendo l'altro guanto, regge anche una pellicca di visone appoggiata elegantemente sulle spalle. Il vestito è "alla francese", con una tunica fatta di stoffe pregiate, intessute d'oro, e le maniche a sbuffo sulle spalle, che diventano più aderenti lungo il braccio. Il polsino è pieghettato e ricamato. Una catena pende accanto alla scollatura. Indossa anche un grembiule finemente ricamato (lo "zinale"), un dettaglio presente anche nella Schiava turca[1].

La sua figura è un'apparizione improvvisa e inquietante, dal naturalismo solo apparente, negato dall'ingrandimento "allucinante di tutto il braccio e la spalla destra, su cui la pelle di martora pesa a dismisura, la deformazione abnorme che codesta spaurita, dall'aria consunta e rassegnata, ostenta come un penoso sfallo di natura"[3]. Ma tali incongruenza sono attenuate e messe in secondo piano dalla bellezza verginale e pudica della fanciulla, la sua sobrietà davanti a tanto sfarzo sartoriale, la sua aristocraticità innata[2].

Media[modifica | modifica sorgente]

Nell'episodio La ragazza di Renoir della IV stagione della serie televisiva Una mamma per amica, Antea viene interpretata dall'attrice statunitense Alexis Bledel (Rory) nella riproduzione "vivente" del quadro, annunciata dal personaggio di Taylor con puntuali note sul Parmigianino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Di Giampaolo-Fadda, cit., p. 152.
  2. ^ a b c Viola, cit., pag. 75.
  3. ^ Ferdinando Bologna

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luisa Viola, Parmigianino, Grafiche Step editrice, Parma 2007.
  • Mario Di Giampaolo ed Elisabetta Fadda, Parmigianino, Keybook, Santarcangelo di Romagna 2002. ISBN 8818-02236-9
  • Pierluigi Leone de Castris, in Parmigianino e il manierismo europeo, pp. 236-237, Cinisello Balsamo, Silvana editoriale 2003. ISBN 88-8215-481-5

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