Antagonista (biochimica)

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Gli antagonisti bloccheranno il legame di un agonista ad una molecola recettore, inibendo il segnale prodotto da un accoppiamento recettore-agonista

Una molecola si definisce antagonista quando, pur legandosi selettivamente ad un recettore, non lo attiva, cioè blocca la trasduzione del segnale. Gli antagonisti sono dotati di affinità per il recettore, ma sono privi di efficacia intrinseca, non sono in grado di provocare da soli effetti misurabili. Se un antagonista viene aggiunto ad un sistema in cui sono presenti sia l'agonista corrispondente che il recettore, si nota una diminuzione della risposta rispetto ad una situazione analoga in cui ci sia solo l'agonista.

Tipologie di antagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due grandi categorie di antagonisti: ortosterici ed allosterici.

Gli antagonisti ortosterici (competitivi o sormontabili) si legano al recettore nello stesso sito in cui si lega l'agonista. Possono a loro volta essere distinti in reversibili e irreversibili. Nel caso di un antagonista reversibile, un aumento della concentrazione di agonista può spiazzare l'antagonista e ripristinare l'attività del recettore (es. morfina/naloxone). Nel caso di un antagonista irreversibile, solo l'uso di uno specifico antidoto può portare alla scissione del legame stabile tra antagonista e recettore. In condizioni fisiologiche l'unico modo di recuperare l'attività è di sintetizzare nuovi recettori.

Gli antagonisti allosterici (non competitivi o non sormontabili) si legano in un sito del recettore che non è sfruttato dall'agonista e modifica la conformazione del recettore in modo tale da diminuire l'affinità o l'efficacia dell'agonista. L'interferenza di un antagonista nella formazione di un complesso agonista-recettore prende il nome di antagonismo farmacologico.

Altri antagonismi[modifica | modifica wikitesto]

Col termine antagonismo ci si riferisce genericamente ad un'interazione che porta a perdita di effetto di una sostanza.

L'antagonismo funzionale o fisiologico riguarda sostanze che agiscono su recettori diversi che hanno effetti contrastanti (es: istamina/noradrenalina).

Nell'antagonismo biochimico o farmacocinetico l'antagonista riduce indirettamente la concentrazione di agonista riducendone l'assorbimento (per farmaci e nutrienti) o la sintesi (per composti endogeni) o influenzando processi di distribuzione, metabolismo ed escrezione.

L'antagonismo chimico è quello in cui intercorre una reazione chimica tra agonista ed antagonista (ad esempio l'uso di chelanti, come antidoto, nell'avvelenamento da metalli pesanti quali il piombo, essi sono in grado di complessare stabilmente gli ioni e ridurne la tossicità).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Paola Dorigo, Farmacologia generale, 3ª ed., Padova, Cedam, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]