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Ansar al-Islam

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Ansar al-Islam (in arabo: انصار الاسلام‎, "Ausiliari dell'Islam",[1]) è un gruppo islamico sunnita curdo, che promuove un'interpretazione radicale dell'Islam e del Jihad.

All'inizio dell'invasione dell'Iraq nel 2003, il gruppo islamico controllava circa una dozzina di villaggi e numerose vette nel nord dell'Iraq, al confine con l'Iran. Sottoposto a bombardamenti durante il conflitto, si è sfaldato in diverse fazioni, la principale delle quali è Ansar al-Sunna, che ha compiuto decine di attacchi suicidi, tra cui il più clamoroso fu quello all'interno della mensa di una base militare americana a Mossul, il 21 dicembre 2004, che causò la morte di 14 militari americani.

Ha condotto violente campagne terroristiche contro i partiti e le istituzioni curde, con attacchi suicidi contro le sedi dell'Unione Patriottica del Kurdistan (UPK) e contro sedi governative. Nel corso del 2008 ha ripreso la denominazione di Ansar al-Islam.

Responsabilità nel rapimento di due giovani attiviste italiane[modifica | modifica wikitesto]

Hussam Atrash, leader del gruppo Ansar al-Islam, basato ad Abzimo (Aleppo), nell'ottobre del 2015 è stato condannato dal "tribunale islamico" del Movimento "Nureddin Zenki" (Nur al-Din al-Zanki, cfr. Esercito dei Mujaheddin) per avere intascato 5 dei 12 milioni e mezzo di dollari del riscatto ricevuto dallo Stato italiano per il rilascio delle attiviste Greta Ramelli e Vanessa Marzullo[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il termine usato vuole rievocare l'eccellenza della fede e della condotta degli Ansar medinesi che sostennero Maometto dopo l'Egira a Medina.
  2. ^ Siria: "Pagati 11 milioni per il riscatto di Greta e Vanessa" - Lo dicono fonti giudiziarie di Aleppo Ansa.it 5 ottobre 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]