Anoura carishina

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Anoura carishina
Immagine di Anoura carishina mancante
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Phyllostomidae
Sottofamiglia Glossophaginae
Genere Anoura
Specie A.carishina
Nomenclatura binomiale
Anoura carishina
Mantilla-Meluk & Baker, 2010

Anoura carishina (Mantilla-Meluk & Baker, 2010) è un pipistrello della famiglia dei Fillostomidi endemico della Colombia.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Pipistrello di piccole dimensioni, con misurazioni esterne non riportate ma simili a quelle di Anoura geoffroyi.[3]

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

La pelliccia è lunga. Il colore generale del corpo è bruno-cannella, con la base dei peli bianca. Il muso è allungato e fornito all'estremità di una piccola foglia nasale lanceolata. La lingua è sottile, allungabile e provvista di papille filiformi sulla punta. Le orecchie sono relativamente piccole e separate. È privo di coda, mentre l'uropatagio è ridotto ad una sottile membrana lungo la parte interna degli arti inferiori ed è cosparso di peli, particolarmente lungo il margine esterno.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre di nettare e polline.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è conosciuta in tre località della Colombia settentrionale e sud-occidentale.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie, essendo stata scoperta solo recentemente, non è stata sottoposta ancora a nessun criterio di conservazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Anoura carishina, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Mantilla-Meluk & Baker, 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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