Anniversario dell'Unità d'Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Festa dell'Unità d'Italia
Emblem of Italy.svg
Tipo di festa nazionale
Data 17 marzo[1]
Celebrata in Italia Italia
Oggetto della celebrazione Nascita del Regno d'Italia nel 1861
Data d'istituzione 1911

L'anniversario dell'Unità d'Italia viene fatto coincidere con il 17 marzo, ricordando la promulgazione della legge n. 4671 del Regno di Sardegna con la quale il 17 marzo 1861, in seguito alla seduta del 14 marzo dello stesso anno della Camera dei deputati nella quale fu approvato il progetto di legge del Senato del 26 febbraio 1861, Vittorio Emanuele II proclamò ufficialmente la nascita del Regno d'Italia, assumendone il titolo di re per sé e per i suoi successori.

La ricorrenza è stata solennemente festeggiata nel 1911 (50 anni), nel 1961 (100 anni) e nel 2011 (150 anni).

50º anniversario[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Saverio Nitti (a sinistra) con il re Vittorio Emanuele III (2º a sinistra) al cinquantenario dell'unità d'Italia (Torino, 1911)

Nel 1911, tra i mesi di marzo ed aprile, fu celebrato il 50º anniversario dell'Unità con una serie di mostre a Roma, Firenze e Torino. In quest'ultima città si tenne l'Esposizione internazionale dell'Industria e del Lavoro. Nella capitale, il cui sindaco a quel tempo era Ernesto Nathan, venne organizzata l'Esposizione etnografica delle regioni (inaugurata il 21 aprile) e la Rassegna internazionale d'arte contemporanea, fu inaugurato il Vittoriano, il ponte "Vittorio Emanuele II" e, sul Gianicolo, il faro degli italiani di Argentina. A Firenze si tenne da marzo a luglio la "Mostra del ritratto italiano dalla fine del XVI secolo al 1861" e l'Esposizione internazionale di floricoltura. Il materiale esposto alla Mostra Etnografica di Roma del 1911 fu successivamente raccolto ed è attualmente esposto nel Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari (MAT) a Roma.

A corredo delle celebrazioni del cinquantenario fu pubblicato il volume "Le tre capitali: Torino-Firenze-Roma" scritto da Edmondo De Amicis nel 1898[2].

Il regista Luigi Maggi diresse il film Nozze d'oro, basato su una storia del Risorgimento, facendo un parallelo ideale fra il cinquantesimo dell'Unità d'Italia e il cinquantesimo di matrimonio di un bersagliere, combattente nella seconda guerra d'indipendenza, giocando sul fatto che questo anniversario nuziale tradizionalmente è noto come nozze d'oro.

Il 1º maggio 1911 fu emessa una serie di francobolli per commemorare l'avvenimento appunto nota come Cinquantenario dell'Unità d'Italia.

Queste celebrazioni furono, per ovvi motivi, le uniche a cui parteciparono i reduci sopravvissuti degli avvenimenti legati alla seconda guerra di indipendenza e alla Spedizione dei Mille.

100º anniversario[modifica | modifica wikitesto]

De Gaulle e Gronchi alla sfilata militare rievocativa di Magenta (23 giugno 1959)
La monorotaia costruita a Torino per le celebrazioni del Centenario

Le celebrazioni del centenario iniziarono nel 1959 con la visita del generale De Gaulle, dal 23 al 27 giugno a celebrare il ricordo dell'alleanza franco piemontese che permise la vittoriosa seconda guerra d'indipendenza, che costituì la molla, da cui nel volgere di due anni avvenne l'unificazione nazionale, la visita vide riviste militari e manifestazioni sui campi di battaglia di Magenta, Solferino e San Martino e visita dell'altare della Patria a Roma[3]


Nel 1961, in occasione della ricorrenza del 100º anniversario dell'Unità d'Italia, a Torino furono organizzate tre rassegne: la Mostra Storica dell'Unità d'Italia, la Mostra delle Regioni Italiane e l'Esposizione Internazionale del Lavoro conosciuta anche come Expo 1961.[4]

Roberto Rossellini regista di numerosi film aventi come oggetto periodi o personaggi storici d'Italia, diresse due film centrati sul risorgimento: il celebrativo Viva l'Italia! in cui ricostruisce la spedizione dei Mille e del più intimista Vanina Vanini ambientato ai tempi dei moti carbonari.

150º anniversario[modifica | modifica wikitesto]

150º Anniversario dell'Unità d'Italia
Logo 150 anni dell'Unità d'Italia.png
Tipo di festa nazionale
Data 17 marzo 2011
Celebrata in Italia Italia
Oggetto della celebrazione Unità d'Italia
Data d'istituzione 2011

In occasione del 150º anniversario, ricorrente il 17 marzo 2011, sono stati celebrati in tutta Italia i festeggiamenti per ricordare l'Unità d'Italia ed è stata proclamata la festa nazionale con scuole, uffici e attività lavorative sospese.

Preparativi[modifica | modifica wikitesto]

I preparativi per la festa sono stati iniziati con l'emanazione del decreto dell'allora Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi datato 24 aprile 2007[5]. Con tale atto è stato istituito un comitato interministeriale guidato dal ministro per i beni e le attività culturali affiancato dai ministri dell'economia e finanze, delle infrastrutture e trasporti, dell'istruzione, università e ricerca, della difesa, per lo sviluppo economico, per i rapporti con le regioni, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dal segretario del Consiglio dei ministri, dal sottosegretario alla Presidenza con delega al turismo e dal segretario generale della Presidenza del Consiglio[6].

Serata Tricolore a Firenze (17 marzo 2011)

Il comitato, insieme alle amministrazioni regionali e locali interessate, si cura delle attività di pianificazione, preparazione ed organizzazione degli interventi e delle iniziative connesse alle celebrazioni del 150º anniversario dell'unità nazionale. In particolar modo promuove lo sviluppo di un programma di interventi ed opere di carattere culturale e scientifico, specialmente nelle città simbolo del processo di unificazione, e il modo con cui finanziare tali interventi[6].

Il programma delle iniziative decise dal comitato interministeriale è monitorato da un comitato dei garanti guidato da Giuliano Amato, succeduto il 20 aprile 2010 a Carlo Azeglio Ciampi[7][8].

A partire dal 15 giugno 2007, secondo quanto scritto in un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri[9], esiste anche una "Struttura di Missione" nata con lo scopo di aiutare il comitato interministeriale nello svolgimento dei suoi compiti ecc. ecc. L'11 settembre 2008 la Struttura di Missione è passata alle dipendenze del Segretariato Generale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Grazie alla sua attività la Struttura di Missione ha permesso di stilare un piano preliminare concernente gli interventi strutturali affini al 150º anniversario, curandone gli aspetti amministrativi e tecnici. In base all'ordinanza n. 3772 del 19 maggio 2009[10] emanata da Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio dei ministri dal maggio 2008) la Struttura di Missione ha cambiato nome in "Unità Tecnica di Missione"[11].

I luoghi della memoria[modifica | modifica wikitesto]

I luoghi sono stati scelti da dei garanti, nella riunione del 28 settembre 2009, come primo aspetto da rivitalizzare e valorizzare dato il suo stretto legame con la storia d'Italia. Le città chiave di questa iniziativa sono Torino, Milano, Napoli, Genova, Venezia, Palermo, Firenze, Bologna Roma e altre città

Luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Scoglio dal quale partì la spedizione dei Mille la notte del 5 maggio 1860

Le celebrazioni per il 150º anniversario sono iniziate il 5 maggio 2010 a Quarto dei Mille che hanno visto la partecipazione del presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, del presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, del presidente del Senato Renato Schifani, dei ministri Ignazio La Russa e Sandro Bondi e di altre autorità. La località è stata scelta dietro proposta di Carlo Azeglio Ciampi perché proprio da Quarto dei Mille iniziò, il 5 maggio 1860, la spedizione dei Mille capitanata da Giuseppe Garibaldi.

Napolitano si è recato poi a Marsala l'11 maggio 2010 per presenziare alla ricostruzione dell'arrivo dei Mille nella città, dopodiché ha depositato una corona al monumento dedicato all'evento. Sempre Napolitano è viaggiato in seguito a Salemi e Calatafimi per onorare, insieme a Ignazio La Russa, i caduti della battaglia di Calatafimi consumatasi il 15 maggio 1860[12].

Il logo ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Il logo ufficiale dell'anniversario è costituito da tre bandiere italiane rappresentanti il 50º, 100º e 150º anniversario dell'Unità d'Italia. Il simbolo ha lo scopo di ricordare il coraggio, il sogno e la gioia che caratterizzarono il processo unitario, ed è stato disegnato ispirandosi al volo degli uccelli, a delle vele gonfie e alle feste.

La semplicità e le forme dell'immagine si prestano ad essere accostate ai simboli di ogni altra manifestazione[13].

Numismatica[modifica | modifica wikitesto]

La moneta commemorativa da 2 euro dei 150 anni dell'Unità d'Italia

Per la ricorrenza, la Banca di Italia ha emesso un nuovo 2 euro commemorativo celebrante i 150 anni dell'Unità del paese e raffigurante le tre bandiere adottate come stemma dei festeggiamenti.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Coppa del 150º anniversario dell'Unità d'Italia.

Giornata dell'Unità nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Con la legge del 23 novembre 2012, n. 222, relativa alle "Norme sull'acquisizione di conoscenze e competenze in materia di «Cittadinanza e Costituzione» e sull'insegnamento dell'inno di Mameli nelle scuole", è stata approvata in maniera definitiva l'istituzione della "Giornata nazionale dell'Unità, della Costituzione, dell'inno e della bandiera" a cadenza annuale. Pur rimanendo un giorno lavorativo, il 17 marzo viene considerato come "giornata promuovente i valori legati all'identità nazionale".

« La Repubblica riconosce il giorno 17 marzo, data della proclamazione in Torino, nell'anno 1861, dell'Unità d’Italia, quale «Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera», allo scopo di ricordare e promuovere, nell'ambito di una didattica diffusa, i valori di cittadinanza, fondamento di una positiva convivenza civile, nonché di riaffermare e di consolidare l'identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica. »
(Parlamento italiano, art. 1, comma 3, legge 23 novembre 2012, n. 222)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Italia 150: Senato, maggioranza battuta - Top News - ANSA.it
  2. ^ Il Cinquantenario del 1911 in italiaunita150.it. URL consultato il 18 marzo 2011.
  3. ^ Stéphane Mourlane,Le voyage officiel en Italie du général de Gaulle (23-27 juin 1959), Cahiers de la Mediterranee, pag. 95-110 n. 77, 2008 online
  4. ^ Per conoscere in dettaglio la manifestazione si può visitare il sito italia61.it.
  5. ^ Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 aprile 2007 in italiaunita150.it. URL consultato il 10 marzo 2011.
  6. ^ a b Il Comitato Interministeriale in italiaunita150.it. URL consultato il 10 marzo 2011.
  7. ^ Il Comitato dei Garanti in italiaunita150.it. URL consultato il 10 marzo 2011.
  8. ^ Al 9 luglio 2010 il comitato dei garanti è composto da Giovanni Allevi, Gaetano Armao, Maria Lucia Baire, Walter Barberis, Vittorio Bo, Roberto Bolle, Pietrangelo Buttafuoco, Pierluigi Ciocca, Michele Coppola, Piero Craveri, Pasquale De Lise, Ernesto Galli della Loggia, Andrea Giardina, Louis Godart, Stefano Lucchini, Francesco Margiotta Broglio, Claudio Martelli, Alberto Melloni, Fiorenza Mursia, Lorenzo Ornaghi, Francesco Perfetti, Roberto Pertici, Andrea Riccardi, Elena Aga Rossi, Giovanni Sabatucci, Giovanni Tassani, Gianni Toniolo e Marcello Veneziani. Vedi Decreto del 9 luglio 2010 in italiaunita150.it. URL consultato il 10 marzo 2011.
  9. ^ Testo del decreto in italiaunita150.it. URL consultato il 12 marzo 2011.
  10. ^ Testo dell'ordinanza in italiaunita150.it. URL consultato il 12 marzo 2011.
  11. ^ L'Unità tecnica di Missione in italiaunita150.it. URL consultato il 12 marzo 2011.
  12. ^ Verso il 2011 in italiaunita150.it. URL consultato il 12 marzo 2011.
  13. ^ Il logo ufficiale in italiaunita150.it. URL consultato l'11 marzo 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]