Annibale e la vestale

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Annibale e la vestale
Titolo originaleJupiter's Darling
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneUSA
Anno1955
Durata95 min
Rapporto2,55 : 1
Generemusicale, commedia, fantastico
RegiaGeorge Sidney
Soggettodal lavoro teatrale The Road to Rome di Robert E. Sherwood
SceneggiaturaDorothy Kingsley
ProduttoreGeorge Wells
Casa di produzioneMetro-Goldwyn-Mayer
FotografiaCharles Rosher e Paul Vogel
MontaggioRalph E. Winters
Effetti specialiMatthew Yuricich (effetti visivi, non accreditato)
ScenografiaCedric Gibbons, Urie McCleary
CostumiWalter Plunkett e Helen Rose
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Annibale e la vestale (Jupiter's Darling) è un film del 1955 diretto da George Sidney e interpretato da Esther Williams e Howard Keel. A fianco dei due protagonisti, i ballerini Marge Champion e Gower Champion (marito e moglie nella vita reale) che si esibiscono negli spettacolari balletti coreografati da Hermes Pan.

Il film, rifacimento di una precedente versione cinematografica dal titolo La vita privata di Elena di Troia diretta da Alexander Korda, è tratto dalla commedia The Road to Rome, primo lavoro di Robert E. Sherwood messo in scena a Broadway[1]. Debuttò il 31 gennaio 1927 e restò in scena fino al gennaio dell'anno successivo per venire ripresa nel maggio del 1928 fino al giugno 1929.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer. Venne girato in California agli studios della MGM al 10202 di W. Washington Blvd. a Culver City e al Sky Valley Ranch, a Santa Susana Mountains. Altre riprese vennero fatte in Florida a Ocala a Silver Springs - 5656 E. Silver Springs Boulevard e a Wewahitchka[2].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer, il film uscì nelle sale cinematografiche USA il 18 febbraio 1955, dopo essere stato presentato in prima a Milwaukee il 10 febbraio e a New York il 17 febbraio 1955[3].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Leo Pestelli sulle pagine de La Stampa scrisse che "in quanto a satira, il film è un'occasione perduta, mancando di spirito e di punta".[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IBDB Robert E. Sherwood
  2. ^ IMDb Locations
  3. ^ IMDb release info
  4. ^ La Stampa del 28 febbraio 1956

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John Douglas Eames, The MGM Story Octopus Book Limited, Londra 1975 ISBN 0-904230-14-7

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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