Annibale Betrone

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Annibale Betrone in un'immagine degli anni venti

Annibale Betrone (Torino, 9 dicembre 1883Roma, 11 dicembre 1950) è stato un attore italiano di cinema, teatro e radio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figura importantissima del teatro italiano della prima metà del Novecento, non fu come tanti suoi colleghi del tempo figlio d'arte: era nato da un sarto, ma trovò il modo, essendo appassionato di teatro, di studiare recitazione con Domenico Bassi. Il suo esordio avvenne a soli 17 anni, nel 1900, con la qualifica di secondattore nella compagnia dei fratelli Marchetti. Assunto dalla compagnia di Ermete Novelli, con il quale restò dal 1901 al 1908, passò da generico, ad amoroso, a primattor'giovane sino a divenire primattore. Passò poi con Virgilio Talli per un lungo periodo, dal 1909 al 1921 dove compose, assieme a Maria Melato e Alberto Giovannini, una triade famosissima. Poi formò compagnie teatrali proprie e ditte famose con alcune delle più note attrici fra le due guerre, come Maria Melato, Giannina Chiantoni, Tatiana Pavlova, Emma Gramatica, Paola Borboni, Kiki Palmer, Margherita Bagni, Olga Solbelli e Anna Magnani. Nel 1940 è accanto a Maria Letizia Celli e Angelo Calabrese, ma sin dallo scoppio del conflitto ed all'immediato dopoguerra riduce la sua presenza sul palcoscenico.

Attore dal forte temperamento drammatico, spinto fino all'irruenza, spaziò in un repertorio assai vasto. Raggiunse grande fama e tra i suoi successi maggiori ricordiamo quelli riportati in Il beffardo di Nino Berrini e nel Glauco di Ercole Luigi Morselli; fu inoltre l'interprete di Anfissa di Leonid Andreev e di La sonata a Kreutzer di François Nozières tratto dall'omonimo romanzo di Lev Tolstoj. Fu Bruneri-Canella ne L'uomo n. 15 di Edward Wooll, ma recitò anche opere di Pier Maria Rosso di San Secondo (Il delirio dell'oste Bassà) e Diego Fabbri (Inquisizione che fu l'ultima sua rappresentazione).

Betrone fu molto attivo nel cinema nel quale esordì nel 1916 con il film muto Tigrana di Edouard Micheroux de Dillon. Per attendere però una prova che desta grande impressione nel pubblico e nella critica bisogna attendere il 1933 quando, all'alba del sonoro, interpretò Vittorio Emanuele II nel lungometraggio Villafranca di Giovacchino Forzano. Fu poi ammirato come l'umano zio di Piccolo mondo antico di Mario Soldati del 1941 - dove rivaleggiò con l'algida Ada Dondini - e il sensibilissimo padre di Doris Duranti in Nessuno torna indietro di Alessandro Blasetti del 1943.

Si sposò il 20 febbraio 1912 con Elvira Sanipoli - che prese successivamente il nome di Elvira Betrone - e che gli sarà lungamente a fianco in svariate pellicole e sul palcoscenico. Era inoltre il padre del giovane regista, soggettista e sceneggiatore Cino Betrone, tenente degli alpini caduto sul fronte greco-albanese nel 1941 e alla cui memoria venne dedicato il film uscito postumo Quelli della montagna del quale Cino ebbe l'idea del soggetto e che Annibale interpretò.

Nel dopoguerra fu sporadicamente attivo, fatta eccezione per la radio.

Fu iniziato in massoneria nella loggia Dante Alighieri di Torino il 28 maggio 1917 e divenne Maestro il 3 gennaio 1919[1].

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Annibale Betrone con Mariù Pascoli in Piccolo mondo antico 1941

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Erasmo ed., Roma, 2005, pp. 37-38.

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