Anni difficili
Anni difficili è un film del 1948 diretto da Luigi Zampa, tratto dalla novella di Vitaliano Brancati Il vecchio con gli stivali.
La pellicola rappresenta la prima parte di una trilogia ideata e sceneggiata da Vitaliano Brancati, i cui altri titoli sono Anni facili (1953) e L'arte di arrangiarsi (1954).
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Modica, 1935. Un semplice e onesto impiegato municipale, Aldo Piscitello, è costretto a iscriversi, non proprio entusiasticamente, al Partito Nazionale Fascista.
Il figlio dell'impiegato intanto, soldato, partecipa a varie battaglie e in tutte queste riesce a scampare dalla morte, ma muore però ucciso a tradimento da alcuni soldati tedeschi mentre ritorna a casa col rimpianto di non aver mai visto suo figlio, nato mentre lui era in guerra.
Nel 1943, allo sbarco degli Alleati, Piscitello si ritrova ad essere epurato dallo stesso sindaco che, quando era podestà, gli aveva imposto di prendere la tessera fascista.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Francesco De Feo operò in qualità di aiuto regista e Mauro Bolognini di assistente alla regia; Mario Montuori di operatore di ripresa.
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Il film venne presentato al Festival di Venezia il 4 settembre 1948, accendendo alcuni dibattiti accompagnati da frasi come «Diffama l'Italia!», «Gli italiani non erano tutti così», «È un film senza luce».[2]
Polemiche
[modifica | modifica wikitesto]Dopo l'uscita nelle sale, nel novembre 1948, il film suscitò delle proteste, anche da parte di tanti personaggi influenti della scena politica tanto da finire come dibattito alla Camera dei deputati; i deputati democristiani furono quelli ad accanirsi maggiormente: Giuseppe Magliano, Mario Cingolani e Giovanni Persico (quest'ultimo socialista) chiesero al Senato la rimozione del film dalla circolazione cinematografica[3] accusando il film di offendere la Patria e di dipingere gli italiani come vigliacchi[4]; Filadelfio Caroniti e Giovanni Battista Adonnino presentarono un'interrogazione parlamentare tacciando il film di essere «immondo, bugiardo e calunnioso», e di gettare discredito sulle autorità statali e sulla «civiltà plurimillenaria della Sicilia, isola incantevole e perla del Mediterraneo»[5]. Il film venne però difeso da Andreotti in persona, che in qualità di sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega allo Spettacolo aveva sbloccato il film dalle maglie della censura. Andreotti riconobbe che nella "storia di un povero diavolo che fa le spese di tutti i rivolgimenti politici" una realtà "che tanti italiani han conosciuto".
Altri, come il comunista Pietro Secchia sostennero il film come un buon prodotto politico e cinematografico.[6]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1949, sulle pagine de L'Unità, Italo Calvino pubblica una recensione su Anni difficili, pubblicata postuma:
Un articolo che forse illumina sulla sua posizione nei confronti del cinema contemporaneo. [...] Al centro della vicenda c'è l'impiegato Aldo Piscitello di Modica e la sua sofferta adesione al fascismo, cui segue la successiva epurazione subita ingiustamente dopo la caduta del regime. L'elemento che Calvino sottolinea è quello dell'anti fascismo e soprattutto «lo studio dei giovani cresciuti sotto il fascismo». Il film gli pare un atto d'accusa delle nuove generazioni contro le vecchie. La letteratura tutta politica in chiave attuale e antidemocristiana prevale nella recensione. Calvino usa per questa pellicola la definizione di «cinema-giornalismo»; lo definisce «un saggio di costume pieno di notazioni acutissime sulla vita e la cultura di diverse classi». Il giovane sanremese [...] possiede un occhio attento all'elemento provinciale, che coglierà anni dopo nel coetaneo riminese Fellini: un'Italia conformista su cui si è innestato prima il fascismo e a seguire il partito cattolico.[9]
Restauro
[modifica | modifica wikitesto]Il restauro del film si è concluso nel giugno 2009 a cura di Fondazione Cineteca Italiana di Milano, Cineteca di Bologna, Museo nazionale del Cinema di Torino e Briguglio film.
Scene del film
[modifica | modifica wikitesto]- Sacchi (Olinto Cristina)
- Sebastiano Caputo (Natale Cirino)
- L'avvocato Mascali (Giovanni Grasso)
- Fegarotta (Agostino Salvietti)
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Accreditata come Odette Bedogni
- 1 2 La chiusura della Mostra del Lido. Il Gran Premio ad "Amleto" di Olivier, La Stampa, 5 settembre 1948
- ↑ Schermi su e giù, di Alfredo Panicucci, Avanti!, 19 novembre 1948
- ↑ Spettacoli. Prime visioni. Anni difficili, di Alfredo Panicucci, Avanti!, 29 dicembre 1948
- ↑ Nuovo attacco al cinema italiano. "In nome della legge" non piace ai clericali, l'Unità, 12 aprile 1949
- ↑ Rumore intorno a un film, di m. l. s., Stampa Sera, 13 aprile 1949
- ↑ Il festival si è chiuso in orbace, Avanti!, 5 settembre 1948
- ↑ Teatri-cinema-radio. Le prime, l'Unità, 20 ottobre 1948
- ↑ Belpoliti, M. (a cura di), Guardare. Disegno, cinema, fotografia, arte, paesaggio, visioni e collezioni, Eredi Calvino e Mondadori Libri, Milano, 2023
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario del cinema italiano. Dall'inizio del secolo a oggi i film che hanno segnato la storia del nostro cinema, Roma, Editori Riuniti, 1995, ISBN 88-359-4008-7.
- Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1945 - 1955
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Anni difficili, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Anni difficili, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Anni difficili, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l..
- Anni difficili, su Archivio del Cinema Italiano, ANICA.
- Anni difficili, su Comingsoon.it, Anicaflash.
- (EN) Anni difficili, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Anni difficili, su AllMovie, All Media Network.
- (EN, ES) Anni difficili, su FilmAffinity.
- (EN) Anni difficili, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) Anni difficili, su BFI Film & TV Database, British Film Institute (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2018).
