Annette Bening

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Annette Carol Bening (Topeka, 29 maggio 1958) è un'attrice statunitense.

La carriera professionale della Bening comincia nel 1988 nella commedia Non è stata una vacanza... ma una guerra!, ottenendo consensi per il suo ruolo nel dramma Rischiose abitudini (1990), per il quale ha ricevuto una candidatura per l'Oscar alla miglior attrice non protagonista, nel biografico Bugsy (1991) e nella commedia romantica Il presidente - Una storia d'amore (1996).

Ha ricevuto le lodi per la sua performance nel pluripremiato film American Beauty (1999), per il quale vince il BAFTA alla migliore attrice protagonista e lo SAG Award per la migliore attrice cinematografica. Per American Beauty riceve la sua seconda nomination al Premio Oscar alla miglior attrice. In seguito si è aggiudicata due Golden Globe nella sezione migliore attrice in un film commedia o musicale rispettivamente per La diva Julia - Being Julia (2004) e I ragazzi stanno bene (2010), per i quali ha ricevuto la sua terza e quarta nomination agli Oscar.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Topeka, ultima di quattro fratelli, crebbe nella vicina città di Wichita e poi si spostò con la famiglia a San Diego. Cominciò a recitare durante le scuole superiori nel ruolo principale di The Sound of Music. Studiò recitazione alla Patrick Henry High School dove si laureò in tre anni. Dopo il diploma lavorò per un anno come cuoca a bordo di una nave che organizzava battute di pesca subacquea al largo delle coste dell'oceano Pacifico. Completò l'accademia di teatro all'università statale di San Francisco.

Dopo un primo matrimonio (fallito nel 1986), si spostò a New York dove fece il suo esordio a Broadway, ottenendo una candidatura al premio Tony e il premio Clarence Derwent per il miglior esordio. Nonostante questi brillanti risultati dovette aspettare altri cinque anni per il suo esordio cinematografico, che avvenne con Non è stata una vacanza... ma una guerra! (1988) con Dan Aykroyd. Successivamente recitò come Marchesa di Merteuil in Valmont (1989), cui seguì Rischiose abitudini (1990) per cui ricevette la prima nomination per l'Oscar.

Negli anni successivi ha ricevuto altre due candidature all'Oscar con American Beauty (1999) e La diva Julia - Being Julia (2004). Per quest'ultimo film ha vinto un Golden Globe come miglior attrice protagonista. Nel 2011 ha vinto un Golden Globe come miglior attrice e ha ottenuto la sua quarta nomination all'Oscar per la sua interpretazione nel film I ragazzi stanno bene. Nel 2016 torna al cinema come protagonista della commedia indipendente Le donne della mia vita, per la cui interpretazione ottiene diversi riconoscimenti, tra cui un candidatura al Golden Globe. A settembre 2017 è presidente di giuria della 74ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.[1]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 si sposa con il regista teatrale J. Steven White, ma il loro matrimonio dura solo due anni; i due si separano nel 1986 per poi divorziare nel 1991. Sul set di Bugsy nel 1991 incontra Warren Beatty, che sposa nel 1992. Dal matrimonio sono nati quattro figli: Kathlyn (1992), Benjamin (1994), Isabel (1997) ed Ella (2000). Essendo sposata con Beatty, è cognata di Shirley MacLaine.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Premi e candidature[modifica | modifica wikitesto]

Premio Oscar
Anno Titolo Categoria Risultato
1991 Rischiose abitudini Migliore attrice non protagonista Candidato/a
2000 American Beauty Migliore attrice protagonista Candidato/a
2005 La diva Julia - Being Julia Migliore attrice protagonista Candidato/a
2011 I ragazzi stanno bene Migliore attrice protagonista Candidato/a

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi lavori, Annette Bening è stata doppiata da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'attrice statunitense Annette Bening Presidente della Giuria internazionale del Concorso Venezia 74, La Biennale di Venezia, 5 luglio 2017. URL consultato il 2 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2017).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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