Annessione

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L'annessione è l'atto tramite cui uno Stato amplia il proprio territorio, nella maggior parte dei casi a scapito di un altro stato.[1]

L'annessione può avvenire a danno di una porzione del territorio di un altro Stato, che continua ad esistere (annessione propriamente detta). Oppure può riguardare l'intero territorio di un altro Stato, che cessa pertanto di esistere, specialmente se a seguito di sconfitta militare (debellatio e incorporazione). In tale secondo caso, l'annessione era giustificata dalla necessità di mantenere la sicurezza all'interno del territorio.[1]

L'annessione non è il contrario né della cessione né della secessione e non è sinonimo di fusione. L'annessione, difatti, è un atto unilaterale in cui il territorio viene tenuto da uno Stato e legittimato attraverso il riconoscimento generale da parte degli organismi internazionali.

Nel diritto internazionale contemporaneo, l'annessione illegale di un territorio da parte di una potenza occupante si deve considerare privo di effetti giuridici (si veda l'esempio del Sahara Occidentale e della Crimea).

Fino al termine della prima guerra mondiale e alla messa al bando dell'uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, l'annessione poteva essere la conseguenza legale della sconfitta militare e debellatio dell'avversario.

In passato, l'annessione poteva anche fare seguito all'occupazione militare di territori che non sono sotto sovranità di alcuno Stato (res nullius). In tal caso, l'annessione deve essere effettiva e con l'intenzione di sottoporre il territorio alla propria sovranità, oltre che notificata agli stati terzi, come definito dalla Convenzione di Berlino del 1885.[1]

Quando l'annessione avviene tramite accordo internazionale, specie se in cambio di contropartita in denaro (es., la cessione delle isole Caroline da parte della Spagna alla Germania nel 1899 per 25 milioni di pesetas, o la vendita della Louisiana dalla Francia agli Stati Uniti) o come compensazione per danni di guerra (es., i territori tedeschi passati al Belgio o a Polonia e Unione Sovietica), si parla di cessione.

Durante la seconda guerra mondiale, l'impiego delle annessioni ha privato intere popolazioni dei diritti previsti dal diritto internazionale in materia di occupazione militare. I fautori della quarta Convenzione di Ginevra hanno reso molto più difficile per uno Stato l'aggiramento del diritto internazionale attraverso l'uso di un'annessione.

Nel suo parere del 2004 sulla legittimità del muro di Israele, la Corte internazionale di giustizia ha ricordato che passate annessioni da parte di Israele (Gerusalemme est) restano non riconosciute e da considerarsi "nulle", e che la costruzione del muro potrebbe trasformarsi de facto nell'annessione illecita di ulteriori parti dei territori palestinesi.[2]

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1936 l'Italia sconfisse e annesse l'Etiopia, nonostante l'aggressione ad un altro stato membro della Società delle Nazioni costò all'Italia pesanti sanzioni e l'isolamento internazionale.[3] L'annessione italiana dell'Etiopia fu inizialmente riconosciuta de facto (1937) e de iure (1938) dal Regno Unito, quindi tale riconoscimento venne revocato (1939).[4]
  • L'Unione Sovietica nel 1940 occupò e annesse illegalmente Estonia, Lettonia e Lituania. Per i tre stati baltici, indipendenti dal primo dopoguerra, quella del 1991 non fu una secessione o una nuova indipendenza, ma piuttosto la restaurazione della sovranità precedente, sospesa durante l'illegale occupazione sovietica.
  • Il Sikkim fu uno stato indipendente fino al 1975, anno in cui fu annesso all'India.
  • Nel 1970 il Sudafrica dell'apartheid annette l'Africa del Sud Ovest (attuale Namibia). Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dichiara nulla tale annessione con la risoluzione 276/1970 e la Corte internazionale di giustizia afferma l'obbligo degli stati di non riconoscere tale annessione (Parere 1971). La Namibia ottiene l'indipendenza nel 1990.[6]
  • A seguito di un'invasione da parte dell'Indonesia nel 1975, il territorio di Timor Est passò all'Indonesia. Quest'annessione non fu mai riconosciuta dalle Nazioni Unite e la popolazione ha resistito in una campagna di guerriglia prolungata con l'Indonesia fino al 1999, anno in cui vi fu la crisi di Timor Est e l'UNTAET. Nel 2002 Timor Est divenne stato indipendente.
  • Nel 1990 l'Iraq invase e annesse il Kuwait. L'ONU dichiara tale annessione nulla e non avvenuta con la Risoluzione 662/1990 del Consiglio di Sicurezza e chiede a tutti gli stati membri di non riconoscerla. Con la guerra del Golfo, una coalizione ONU si propose di ristabilire la sovranità e indipendenza kuwaitiana.
  • Nel 2014 la Russia ha occupato militarmente la Crimea ucraina e l'ha quindi annessa.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Annessione: voce tratta dal “Dizionario di politica”(1939).
  2. ^ Diritto internazionale. Manuale breve. Di Andrea Gioia, p.165
  3. ^ Natalino Ronzitti, Introduzione al Diritto Internazionale, p. 74
  4. ^ Natalino Ronzitti, Introduzione al Diritto Internazionale, p. 53
  5. ^ L'occupazione «ostile» nel diritto internazionale contemporaneo, Di Alessandra Annoni, p.72
  6. ^ Natalino Ronzitti, Introduzione al Diritto Internazionale, p. 55
  7. ^ Perché nessuno riconoscerà l'annessione della Crimea alla Russia, EastJournal

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Annessione: voce tratta dal “Dizionario di politica”(1939).
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