Annalisa Diaz

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Annalisa Diaz
Annalisa diaz.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature X
Gruppo
parlamentare
Sinistra Indipendente
Collegio Cagliari-Oristano-Sassari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
Titolo di studio laureata in giurisprudenza
Professione insegnante

Annalisa Diaz Cao (Cagliari, 19 gennaio 1935) è un'insegnante italiana femminista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1987 al 1992 Annalisa Diaz è stata deputata nelle liste della Sinistra Indipendente, eletta col sostegno di militanti e femministe. Deputata nella X legislatura, non venne poi rieletta nel 1992.[1]

Si candida alla Camera dei Deputati su richiesta di varie compagne di movimento alcune delle quali facevano parte del PCI, nel periodo in cui Livia Turco, con Alessandra Bocchetti e Franca Chiaromonte scrivono la Carta delle donne: dalle donne la forza delle donne,

La storia di Annalisa Diaz attraversa quaranta anni di politica delle donne. È stata fondatrice e animatrice del Centro di documentazione e studi delle donne di Cagliari, gestito dalla cooperativa La Tarantola, che nel 1977 unisce due storici collettivi cagliaritani, Ricerca femminista di via Genovesi e il Collettivo di via Donizetti. L'anno successivo aprono anche la Libreria delle donne. Presidente di La Tarantola, dal 1996 al 2004 è presidente anche della Rete informativa Lilith

Nella attività parlamentare ha messo a frutto le sue competenze giuridiche, partecipando alla formulazione e presentazione di 68 progetti di legge, di cui quindici sono diventati leggi. L'impegno più forte è stato quello relativo al lavoro delle donne e ad alcuni iter professionali che discriminavano fino a quel momento la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Ha lavorato per esempio alle norme di ammissione del personale femminile nel Corpo forestale e nella Guardia di Finanza [Legge 30/6/1990]; a disaggregare per sesso le statistiche, etc. Ha svolto un ruolo importante nella discussione parlamentare sulla violenza sessuale contro le donne. Nel dibattito tra procedibilità d'ufficio e querela di parte si schiera per quest'ultima posizione, con la convinzione che sia quella più vicina ad accogliere le scelte delle donne che hanno subito il danno, affinché siano protagoniste nelle decisioni da affrontare. Nel dibattito sulla legge sull'interruzione volontaria di gravidanza, poi L. 194, è stata favorevole alla depenalizzazione, come una parte importante del movimento femminista che sosteneva la necessità di orientarsi verso l'autodeterminazione delle donne. Ha svolto l'attività in continua relazione con le donne del suo gruppo sardo, con quelle del Circolo della Rosa di Roma

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le vittime illustri del voto (PDF), in Il Messagero Sardo, 10 aprile 1992.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandra Pigliaru, Una scommessa di libertà femminile. Conversazione con Annalisa Diaz. In: I movimenti degli anni '70 tra Sardegna e continente, a cura di Federico Francioni e Loredana Rosenkranz. Sassari, Condaghes, 2017.
  • Centro di Documentazione e studi delle donne di Cagliari ( a cura di). Memorie del movimento delle donne degli anni '70. Contributi di una storia del femminismo in Sardegna. University Press_Ricerche Sociali/Cuec, 2013

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]