Anna May Wong

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Anna May Wong

Anna May Wong (Los Angeles, 3 gennaio 1905Santa Monica, 2 febbraio 1961) è stata un'attrice statunitense. È stata la prima star del cinema cinese-americana[1], e la prima asia-americana a diventare una celebrità internazionale.[2] La sua carriera lunga e variegata ha attraversato sia il cinema muto che quello sonoro, la televisione, il teatro e la radio.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nata da genitori di origini cinesi nei pressi di Chinatown, celebre quartiere di Los Angeles, Anna Wong si infatuò del cinema e iniziò a recitare in giovanissima età. Durante l'era del cinema muto, ebbe il ruolo di protagonista in The Toll of the Sea (1922), uno dei primissimi film realizzati a colori e una parte importante ne Il ladro di Bagdad (1924) con Douglas Fairbanks. Grazie a queste sue interpretazioni, Wong divenne un'icona di stile e ottenne popolarità in tutto il mondo.

Tuttavia, l'attrice restava confinata in ruoli stereotipati che recitava con riluttanza, mentre Hollywood continuava ad assegnarle parti di secondo piano mentre quelle principali erano affidate ad attrici pesantemente truccate da orientali. Verso la fine degli anni venti, partì per l'Europa, dove le furono affidati ruoli di grande importanza, fra cui nel film Piccadilly (1929), mentre l'anno successivo fu la protagonista del suo primo film parlato, girato contemporaneamente in tre versioni: inglese "the Flame of Love", francese "L'Amour maître des choses" e tedesca "Hai-Tang", riuscendo a padroneggiare benissimo i tre idiomi, ma il film ebbe solo critiche negative.

La Wong passò la prima metà degli anni trenta viaggiando fra gli Stati Uniti e l'Europa. Apparve in alcuni film degli inizi del sonoro, come La figlia di Fu Manchu (1931) e, accanto a Marlene Dietrich, in Shanghai Express (1932) di Josef von Sternberg[3].

Ritratto di Anna May Wang del 22 settembre 1935

Nonostante avesse ruoli importanti, il suo compenso non era però tanto alto quanto quello di altri attori che comparivano solo pochi minuti sullo schermo. Nel 1935, Anna Wong dovette affrontare la delusione più grande della sua carriera quando la Metro-Goldwyn-Mayer rifiutò di prenderla in considerazione per il ruolo principale in La buona terra, tratto dall'omonimo romanzo di Pearl S. Buck, scegliendo al suo posto, come protagonista, l'attrice tedesca Luise Rainer. La Wong trascorse l'anno seguente viaggiando in Cina, visitando i luoghi delle sue origini e studiando la cultura cinese. Alla fine degli anni trenta, comparve in numerosi B movie della Paramount Pictures, dando al personaggio della cinese-americana una caratterizzazione positiva, rispetto agli standard. Prestò meno attenzione alla propria carriera di attrice durante gli anni della seconda guerra mondiale, dedicando invece le proprie energie e le proprie risorse finanziarie al sostegno della causa cinese contro il Giappone. Anna Wong ritornò sotto i riflettori negli anni cinquanta, con numerose apparizioni televisive, oltre che nella sua serie The Gallery of Madame Liu-Tsong del 1951, il primo programma della televisione statunitense ad avere come star una donna di origine asiatica[4]. Dopo un'apparizione nel film Ritratto in nero (1960), Anna Wong aveva intenzione di ritornare al cinema con Fior di loto, quando morì nel 1961 all'età di cinquantasei anni.

Per decenni dopo la sua morte, Anna Wong fu ricordata principalmente per i personaggi stereotipati che nell'immaginario cinematografico sono legati alla figura della donna orientale. La sua vita e la sua carriera furono rivalutati in occasione del centenario della sua nascita in tre principali opere letterarie e rassegne cinematografiche. L'interesse per la storia della sua vita continuò e un'altra biografia, Shining Star: The Anna May Wong Story, fu pubblicata nel 2009[5].

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chan, Anthony B. Perpetually Cool: The Many Lives of Anna May Wong (1905–1961). Lanham, MD: The Scarecrow Press, 2003, p. xi.
  2. ^ Gan, Geraldine. "Anna May Wong." Lives of Notable Asian Americans: Arts, Entertainment, Sports. New York: Chelsea House, 1995, p. 83.
  3. ^ Zia 1995, p. 415
  4. ^ "Film reveals real-life struggles of an onscreen 'Dragon Lady'." (2008)
  5. ^ Maughan, Shannon. "Spring 2009 Sneak Previews: Shining Star by Paula Yoo, illus. by Lin Wang, a biography of Chinese-American actress Anna May Wong." Publishers Weekly Volume 255, Issue 29, July 2008, p. 125. Retrieved: August 1, 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Ray Stuart Immortals of the Screen, Bonanza Books, New York 1965

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN56811987 · LCCN: (ENno89006298 · ISNI: (EN0000 0000 6654 8256 · GND: (DE128686936 · BNF: (FRcb14045634q (data)