Anna Marconi (attivista)

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Anna Marconi

Anna Marconi (Roma, 27 luglio 1938Roma, 17 ottobre 2010) è stata un'attivista e pacifista italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Volontaria della ONG "Un ponte per...", è stata ideatrice, promotrice e responsabile nazionale della campagna di solidarietà “Un ponte per... Diyarbakir; è considerata una delle fondatrici del movimento di solidarietà con le popolazioni kurde in Italia[1].

Insegnante di storia, sin dagli anni '70 è impegnata in attività di solidarietà internazionale in particolare con il Sudafrica, il Cile, il Mozambico, sia come attivista che come membro della commissione internazionale di Rifondazione Comunista.

Nel 1992 aderisce alla associazione "Un ponte per Baghdad" entrando a far parte del comitato nazionale. Come attivista di "Un Ponte Per..." è stata una delle prime attiviste italiane a recarsi, all’inizio degli anni ’90, nel Kurdistan turco per prendere visione direttamente della condizione di quelle popolazioni, dedicando il resto della sua vita a diffonderne la conoscenza in Italia.

A questo fine organizza conferenze e manifestazioni culturali e musicali[2] kurde in Italia e numerose visite di attivisti italiani nel nord est della Turchia, dal 2000 partecipa come referente italiana alla campagna internazionale contro la costruzione della diga di Ilisu[3]. Nel 1998 mentre accompagna una delegazione viene fermata dalla polizia ed espulsa dalla Turchia, paese nel quale non potrà più tornare.

Ha scritto il libro "Il popolo kurdo. Storia di una diaspora sconosciuta"[4], distribuito insieme ad un ipertesto e al documentario “Alfabe”, è uno dei pochi testi in italiano dedicati alla storia delle popolazioni kurde.

È morta a Roma il 17 ottobre 2010, le è stata dedicata la III edizione del festival del cinema kurdo "Heviya Azadiye"[5].

La casa delle donne e dei bambini di Dogubeyazit[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 promuove, approfittando dell'opportunità apertasi nei primi anni del processo di adesione della Turchia all’Unione Europea, un progetto di cooperazione decentrata per la costruzione della "Casa delle donne e dei bambini" nel comune di Dogubeyazit. Il progetto, fortemente voluto dalla sindaca Mukaddes Kubilay, consisteva nella realizzazione e attrezzatura di un edificio a tre piani dedicato alla protezione e promozione delle donne che è stato poi gestito dalla municipalità e da una cooperativa di donne. Al progetto hanno partecipato le Province di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Rovigo e il Comune di Orvieto, riunite nel CISCASE (Comitato Italiano per la Solidarietà e la Cooperazione nel Sud Est dell'Anatolia).[6] La realizzazione del progetto ha impiegato tre anni. La Casa delle donne e dei bambini è stata inaugurata nel 2004 alla presenza dell'ambasciatore italiano in Turchia[7].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Marconi, Il popolo kurdo : storia di una diaspora sconosciuta, San Domenico di Fiesole, Edizioni Cultura della Pace, 2001, ISBN 88-87183-38-4.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sito Un Ponte Per