Anna Fiorilli Pellandi

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Anna Fiorilli Pellandi

Anna Fiorilli Pellandi (Venezia, 26 dicembre 1772Verona, 21 gennaio 1841) è stata un'attrice teatrale italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di attori, Anna Fiorilli cominciò molto giovane a recitare, e nel 1795 sposò Antonio Pellandi, figlio di Giuseppe, nella cui compagnia era entrata il medesimo anno (ne faceva parte anche la sorella Laura). Il 4 gennaio 1797 contribuì alla notorietà dell'allora semisconosciuto Ugo Foscolo interpretando, al Teatro Sant'Angelo di Venezia, Erope, nel Tieste assieme a Domenico Camagna e Gaetano Businelli. In quella circostanza « commosse con la sua arte il pubblico, nelle cui simpatie era da tempo per la sua bellezza ».[1]

L'attrice sapeva esprimersi al meglio nei « drammi lacrimosi »[2], cari al pubblico veneziano dell'epoca, ma voleva cimentarsi anche in ruoli più seri, come quelli prettamente tragici. In questo senso, il Tieste le fornì un'opportunità importante, ed è probabile che il suo volere, sostenuto dall'amico e ammiratore Melchiorre Cesarotti, convincesse la compagnia a portare in scena l'opera di un autore debuttante, fatto altrimenti alquanto inconsueto.[3]

La Fiorilli Pellandi, che si era guadagnata a Padova la stima di Cesarotti - il quale per lei scrisse alcuni endecasillabi, un prologo e tradusse dal francese una commedia di Poullain de Saint-Foix[4] -, si impose presto sulla scena veneziana, avviando una brillante carriera.

Fu prima attrice della Compagnia Vicereale dal 1807 e il 1812 ed in seguito diresse una propria compagnia con Paolo Belli Blanes. Si distinse sia nel repertorio comico che in quello drammatico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nota introduttiva di L. Pollini al Tieste, in U. Foscolo, Poesie e tragedie, Sesto San Giovanni-Milano, Edizioni « A. Barion » della Casa per Edizioni Popolari, 1937, p. 239
  2. ^ G. Ciotti Cavalletto, Attrici e società nell'Ottocento italiano, Milano, Mursia 1978, pp. 23-27
  3. ^ N. Mangini, La vita teatrale nella Venezia del Foscolo e la rappresentazione del « Tieste », in AA. VV., Atti dei convegni foscoliani, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1988, vol. I, p. 251
  4. ^ L. Rasi, I comici italiani, Firenze, Fratelli Bocca, 1905, vol. II, pp. 915-917

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