Anna Carafa della Stadera

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Anna Carafa della Stadera
Anna Carafa della Stadera.jpg
Ritratto di Anna Carafa della Stadera
Viceregina consorte di Napoli
Stemma
In carica 13 novembre 1637 – 6 marzo 1644
Predecessore Eleonora de Guzmán y Pimentel
Successore Luisa de Sandoval-Rojas y de Padilla
V Principessa di Stigliano
In carica 22 gennaio 1630 – 24 ottobre 1644
Predecessore Luigi Carafa della Stadera
Successore Nicola Maria de Guzmán y Carafa
Sovrana del Ducato di Sabbioneta
(senza titolo ducale)
In carica 10 febbraio 1637 – 24 ottobre 1644
Predecessore Isabella Gonzaga
Successore Nicola Maria de Guzmán y Carafa
Trattamento Donna
Altri titoli
Nascita Palazzo Capuano, Portici, Regno di Napoli (oggi Italia), novembre 1607
Morte Palazzo Capuano, Portici, Regno di Napoli (oggi Italia), 24 ottobre 1644 (36 anni)
Luogo di sepoltura Basilica di San Domenico Maggiore (Napoli, Italia)
Dinastia Carafa
Padre Antonio Carafa della Stadera
Madre Elena Aldobrandini
Consorte Ramiro Felipe Núñez de Guzmán
Figli Nicola Maria de Guzmán y Carafa
Domenico de Guzmán y Carafa
Aniello de Guzmán y Carafa

Donna Anna Carafa della Stadera (Portici, novembre 1607Portici, 24 ottobre 1644), fu una nobildonna italiana, figlia di Antonio Carafa della Stadera e di Elena Aldobrandini.

Suo padre Antonio era l'unico figlio ed erede di Luigi Carafa della Stadera, IV principe di Stigliano e IV duca di Mondragone, e di Isabella Gonzaga, duchessa di Sabbioneta. Tuttavia, sia suo padre sia i suoi due fratelli maschi premorirono sia a Luigi sia a Isabella. Per questo, Anna, in quanto unica sopravvissuta, divenne erede universale di un ricchissimo bouquet di titoli e feudi.

Così, oltre ai vari feudi e titoli minori, successe il padre e il nonno nei titoli di principessa di Stigliano e duchessa di Mondragone, e succese la nonna nel Ducato di Sabbioneta ma senza titolo ducale, poiché passò per concessione imperiale a un altro ramo dei Gonzaga.

Si sposò con il nobile spagnolo Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, che venne nominato viceré di Napoli e la rese viceregina consorte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita e famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Donna Anna nacque nel novembre del 1607 in una delle più antiche, importanti ed influenti famiglie nobiliari del Regno di Napoli, quella dei Carafa, ed apparteneva ad uno dei due rami cadetti principali, quello dei Carafa della Stadera.

Era la secondogenita dei tre figli (lei l'unica femmina) di Antonio Carafa della Stadera, duca di Mondragone, e di Elena Aldobrandini.

Tramite suo padre, Anna poteva vantare una illustrissima ascendenza. Infatti poteva annoverare tra i suoi avi ben due papi (Giulio II e Paolo III), un re (Ferdinando I di Napoli), la famiglia Gonzaga, quella dei Colonna, quella degli Orsini e la Casa reale di Trastámara della Corona d'Aragona.

Tramite la madre, invece, Anna poteva vantare la parentela con un terzo ed ennesimo papa, poiché Elena era figlia di una nipote di papa Clemente VIII.

Erede universale[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Isabella Gonzaga, duchessa di Sabbioneta e nonna paterna di Anna Carafa.

Il fratello primogenito di Anna, Onofrio, morì intorno ai due anni di vita nel 1607 e ben presto anche l'altro fratello, Giuseppe, e il padre stesso moriranno prematuramente.

Alla morte di tutti e tre i maschi più prossimi della sua famiglia, i nonni di Anna erano ancora entrambi in vita. Per questo lei si ritrovò a rimanere l'unico membro ancora vivente dell'illustre dinastia Carafa del ramo dei Principi di Stigliano e Duchi di Mondragone. Fu così designata come erede universale delle enormi fortune dei nonni.

Luigi Carafa morì il 22 gennaio 1630 a 62 anni. Qualche anno dopo lo seguì anche la moglie Isabella Gonzaga, il 10 febbraio 1637 a 72 anni. Così, alla morte dei nonni, Anna si ritrovò a possedere grosse fortune, molti titoli e molti feudi, tra cui i più illustri erano il Ducato di Sabbioneta, il Principato di Stigliano, il Ducato di Mondragone e la Contea di Fondi.

L'eredità venne valutata in 1 500 000 scudi, oltre a 650 000 ducati in beni mobili, che la rendeva una delle più ricche ereditiere dell'intero Regno di Napoli di quel periodo. Con Sabbioneta ricevette anche il ducato di Traetto e la contea di Fondi, in quanto discendente di Vespasiano I Gonzaga.[1]

Carta con l'indicazione del Ducato di Sabbioneta (contrassegnato coi confini in arancio-rosso, verso sinistra, di forma simil-quadrato).

Il possesso feudale del ducato di Sabbioneta venne da lei mantenuto a vita ma non il titolo ducale, che passò su disposizione imperiale a Scipione Gonzaga, primo principe di Sabbioneta. La sovrana amministrò i territori con fermezza e disinvoltura utilizzando a proprio favore molte prerogative feudali, mentre il consorte opprimeva con tasse e imposizioni i sudditi napoletani.[2]

Matrimonio e vita adulta: la Viceregina di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Incisione del XVII secolo raffigurante Don Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, marito di Anna Carafa.

Infatti, Anna andò in sposa nell'ottobre 1636 (a quasi 29 anni) al nobile spagnolo Don Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, II duca di Medina de las Torres e II marchese di Toral, che venne poco dopo, il 13 novembre 1637, nominato all'illustre carica di viceré di Napoli (la nomina era una condizione del contratto nuziale).

La decisione di sposare quest'uomo venne aspramente disapprovata dalla nonna Isabella, la quale sperava per la nipote in uno sposo italiano che avesse a cuore l'interesse di quegli Stati italiani ed indipendenti che sarebbero stati da lei ereditati. Solo la promessa nella nomina a viceré la addolcì. Isabella morì in quello stesso anno delle nozze e venne successa nei suoi feudi da Anna e il suo neo-marito, il quale si adoperò affinché il Ducato di Sabbioneta restasse sotto il controllo degli Spagnoli.[3]

Anna fu anche protagonista di un riuscito tentativo di bonifica idraulica della Piana di Fondi[4].

Inoltre, la sua figura è saldamente legata al misterioso e celeberrimo Palazzo Medina a Posillipo, poi rinominato Palazzo Donn'Anna in suo onore: infatti, l'edificio fu eretto per volontà della Viceregina e su di esso aleggiano credenze popolari narrate anche dalla scrittrice Matilde Serao.[5]

Il marito fu viceré fino al 6 marzo 1644 e generò con Anna tre figli, tutti e tre maschi.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

La Viceregina morì, all'età di 34 anni, il 24 ottobre 1644 nell'oggi noto Palazzo Capuano a Portici, dov'era nata, a causa di una grave infezione conseguente all'interruzione della quarta gravidanza. La madre la fece seppellire nella Chiesa: “Santa Maria della Consolazione” (Ercolano), all’epoca appartenente ai monaci agostiniani scalzi. La salma sarà poi trasferita nella Basilica di San Domenico Maggiore.[6]

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Anna e Ramiro Felipe ebbero tre figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fiorelli
  2. ^ Roscoe St. John
  3. ^ Lucci
  4. ^ v. Apprezzo dello Stato di Fondi fatto dalla Regia Camera nell'anno 1690, a cura di B. Angeloni e G. Pesiri; Introduzione, pp. XXI-XXIII.
  5. ^ Matilde Serao, Leggende napoletane
  6. ^ Melvetti, p. 26

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittoria Fiorelli, Donne di potere nel Rinascimento, Viella, Roma, 2008
  • Laura Lucci, Donn'Anna Carafa, tip. Luigi Fierro e figlio, Napoli, 1905
  • Onofrio Melvetti, Una viceregina napoletana Anna Carafa, Torre del Greco, 2018
  • Horace Roscoe St. John, The court of Anna Carafa, Tinsley Brothers, London, 1872
  • Giovanni Conte Colino, Storia di Fondi, Napoli, 1901.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Viceregina consorte di Napoli Successore COA Conde-Duque de Olivares.svg
Eleonora de Guzmán 1637 - 1644 Luisa de Uzeda
Predecessore Duchessa di Mondragone Successore Carafa stemma.png
Luigi Carafa della Stadera principe di Stigliano 16301644 Nicola María de Guzmán Carafa
Predecessore Duchessa di Sabbioneta
(senza titolo ducale)
Successore Sabbioneta, stemma ducale.jpg
Isabella Gonzaga 16371644 Nicola María de Guzmán Carafa
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