Anna Bravo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Anna Bravo (Villanova d'Asti, 12 febbraio 1938[1][2]Torino, 8 dicembre 2019[3][4]) è stata una storica, accademica e saggista italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Docente di storia sociale all'Università di Torino, pubblicò numerosi lavori sui movimenti politici e sociali del Novecento, sulla guerra e in modo particolare sul ruolo svolto dalle donne,[5] che pose al centro delle sue ricerche e del suo impegno di militante femminista.[6] In giovane età era stata attivista del Partito Comunista Italiano, entrando poi in contatto con la rivista milanese Mondo Beat, legata ai Provos olandesi, e militò quindi in Lotta Continua.[7][3]

Era membro del Comitato scientifico della Fondazione Alexander Langer e dell'Istituto per la storia della resistenza "Giorgio Agosti".[8]

Nel 2018 ricevette il Premio Nazionale Nonviolenza «per i suoi studi sulle donne, sull'impegno sociale da loro profuso, sulla resistenza armata e su quella nonviolenta, che hanno contribuito alla comprensione, progettazione, costruzione ed edificazione di una società solidale, nonviolenta e pacifica.»[8]

È morta nel dicembre del 2019 per un infarto.[3][4]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato, Torino, 1964
  • Donne e uomini nelle guerre mondiali, Laterza, 1991 (curatela)
  • In guerra senza armi, Laterza, 1995 (con Anna Maria Bruzzone)
  • Donne del '900, Liberal, 1999 (con Lucetta Scaraffia)
  • Storia sociale delle donne, Laterza, 2001 (con Lucetta Scaraffia)
  • Il fotoromanzo, Il Mulino, 2003
  • I Nuovi fili della memoria. Uomini e donne nella storia, Laterza, 2003 (manuale per le scuole superiori, con Anna Foa e Lucetta Scaraffia)
  • La vita offesa, FrancoAngeli, 2004
  • Sopravvissuti, Alinari, 2004 (con Liliana Picciotto Fargion)
  • Comune di donna. Sindache in provincia di Bologna, Clueb, 2004
  • La prima volta che ho votato, Scritture, 2006 (con Caterina Caravaggi e Teresa Mattei)
  • A colpi di cuore. Il Sessantotto, Laterza, 2008
  • Intervista a Primo Levi, ex deportato, Einaudi, 2011 (curatela, con Federico Cereja)
  • La conta dei salvati, Laterza, 2013
  • Raccontare per la storia, Einaudi, 2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anpi, un volume per ricordare Marisa Ombra e Anna Bravo, su lanuovaprovincia.it. URL consultato il 22 luglio 2021.
  2. ^ GU udienza preliminare persone offese identificate, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 22 luglio 2021.
  3. ^ a b c Federico Cravero, Addio ad Anna Bravo, una vita dalla parte delle donne, in Repubblica, 8 dicembre 2019. URL consultato l'8 dicembre 2019.
  4. ^ a b Emanuela Minucci, Addio ad Anna Bravo, studiosa delle donne e dei movimenti politici del novecento, in La Stampa, 8 dicembre 2019. URL consultato l'8 dicembre 2019.
  5. ^ Alberto Leiss, Anna Bravo, storica, su donneierioggiedomani.it. URL consultato il 18 novembre 2018.
  6. ^ Simonetta Fiori, Anna Bravo, femminista: “Sto con Deneuve. Attenzione al vittimismo”, in Repubblica, 14 gennaio 2018. URL consultato il 18 novembre 2018.
  7. ^ Anna Bravo: “Partecipai perché era rivoluzionario partire dal nostro quotidiano”, in La Stampa, 26 novembre 2017. URL consultato il 18 novembre 2018.
  8. ^ a b Sabato 17 novembre la consegna del Premio Nazionale Cultura della Pace - Città di Sansepolcro, su culturadellapace.org. URL consultato il 18 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2018).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN68955794 · ISNI (EN0000 0000 3197 0027 · SBN IT\ICCU\CFIV\058478 · LCCN (ENn88065982 · GND (DE1212077296 · BNF (FRcb12090440n (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n88065982