Ann Reinking

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Ann Reinking

Ann Reinking (Seattle, 10 novembre 1949) è un'attrice, ballerina e coreografa statunitense.

Ha lavorato prevalentemente nel musical teatrale, come ballerina e coreografa, ma è anche apparsa in alcuni film.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Seattle in una famiglia della medio-alta borghesia[1], Ann Reinking iniziò a prendere lezioni di danza classica, studiando con Marian e Iliana Ladre, una coppia di ballerini che avevano lavorato nella compagnia di danza dei Balletti russi, in seguito divenuti i "Balletti Russi di Monte Carlo". All'età di 18 anni, abbandonò Seattle per tentare la fortuna a New York, dopo aver rifiutato la possibilità di ottenere una borsa di studio dal San Francisco Ballet e dal "The Joffrey Ballet"[2].

A due settimane dal suo arrivo a New York, la Reinking entrò nel corpo di ballo del Radio City Music Hall e, in qualità di ballerina di fila, ebbe una parte nel musical Fiddler on the Roof e debuttò a Broadway come una delle artiste del "Kit Kat Club" in Cabaret[3]. Il suo primo ruolo con alcune battute di recitazione risale alla stagione 1969-1970 nel musical Coco interpretato da Katherine Hepburn[4]. Pur in una parte esigua, la giovane ballerina si fece notare dal pubblico per la sua bellezza bruna dalle lunghe gambe, con grandi occhi azzurri e un tono di voce graffiante[5].

Nel 1972 la carriera della Reinking ebbe una svolta grazie all'incontro professionale con il grande ballerino e coreografo Bob Fosse, di cui divenne compagna nella vita e musa ispiratrice[6]. Il musical Pippin, diretto e coreografato da Fosse, e nel quale la Reinking ebbe una parte secondaria, debuttò a Broadway nell'ottobre del 1972, accolto da recensioni generalmente favorevoli ma con scarso riscontro al botteghino nelle prime rappresentazioni[7]. Tuttavia, il ricorso a spot promozionali trasmessi in televisione nelle ore di punta serali, iniziativa mai tentata in precedenza per pubblicizzare un musical di Broadway, diede risultati sorprendenti[8]: Pippin rimase in cartellone per i successivi cinque anni, chiudendo i battenti nel giugno 1977, dopo 1944 repliche.

Nel frattempo la Reinking partecipò ad altri musical di successo a Broadway, Over Here! nel 1974, Goodtime Charley nel 1975, e A Chorus Line. In quest'ultimo spettacolo sostituì Donna McKechnie nel ruolo di Cassie. Candidata al Tony Award e al Drama Desk Award per le sue performance teatrali, in questo periodo ebbe modo di fare un'apparizione televisiva nella serie Ellery Queen, nell'episodio Il trenino elettrico, nel quale interpretò il ruolo di Lorelie Farnsworth, un'aspirante scrittrice che aiuta Ellery (Jim Hutton) nelle indagini sull'omicidio di un eccentrico inventore.

Nel 1977 la Reinking sostituì Liza Minnelli (che a sua volta aveva precedentemente sostituito Gwen Verdon) nel ruolo di Roxie Hart nel musical Chicago, accanto a Jerry Orbach e Chita Rivera, che rimase in cartellone fino all'agosto di quell'anno[9]. Il legame sentimentale con Bob Fosse stava giungendo al termine dopo cinque anni di tumultuosa relazione[10], ma il regista desiderava da anni offrire alla Reinking un'occasione adatta a valorizzare i suoi punti di forza come danzatrice, e pertanto le affidò il ruolo di protagonista nel musical Dancin'[11]. All'interno del numero Sing, Sing, Sing, Fosse coreografò per lei il Trumpet Solo, un assolo che metteva in evidenza le capacità di estensione delle gambe della Reinking e ne valorizzava la bellezza[12]. Il numero Trumpet Solo è considerato una delle prestazioni di danza più sbalorditive mai viste sui palcoscenici di Broadway, nel quale la Reinking fu memorabile nelle sue pose, con una gamba protesa verso l'alto, la schiena incurvata e i lunghi capelli lambenti il pavimento, pose e movenze evocanti i famosi "battements-lampo" della danzatrice classica Suzanne Farrell[13].

Dancin' consentì alla Reinking di diventare una stella di Broadway e di ottenere un'altra candidatura al Tony Award, anche se le recensioni furono severe, in particolare nei confronti di alcune coreografie ideate da Fosse, ritenute audaci e con imbarazzanti sottintesi sessuali[14]. Lo spettacolo, una miscela di disparate forme di danza e di generi musicali, fu comunque un trionfo e tenne il cartellone per quasi quattro anni, con 1774 rappresentazioni[15], mentre Fosse stava già lavorando a quello che sarebbe stato un film semiautobiografico sulla propria vita e sulla propria carriera, All That Jazz - Lo spettacolo comincia (1979). La Reinking vi interpretò il ruolo di Katie Higgins, personaggio ispirato a lei stessa e al periodo di vita in comune con Fosse[16].

Il percorso professionale della Reinking tornò a incrociare quello di Fosse nella stagione 1986-1987, quando fu chiamata a sostituire Debbie Allen nel musical Sweet Charity. Pur maggiormente dotata tecnicamente della Allen, per via del suo retroterra classico, dell'addestramento jazz sviluppato durante gli anni di collaborazione con Fosse e della vulnerabilità che proiettava dal palcoscenico, la Reinking non si rivelò particolarmente adatta alla parte di Charity[17].

Malgrado avesse sostenuto di non provare alcun desiderio di cimentarsi con la coreografia, dopo la morte di Fosse avvenuta nel 1987, la Reinking iniziò a esplorare questo nuovo percorso artistico[18]. Fu chiamata a collaborare alle coreografie del musical Chicago e a svilupparle con ispirazione allo stile di Fosse, arrivando a vincere nel 1997 il Tony Award alla miglior coreografia. Nello stesso periodo riprese anche brevemente il ruolo di Roxie Hart che aveva interpretato sul palcoscenico vent'anni prima. Nel 1998 lavorò in qualità di coregista e coreografa al musical Fosse, concepito come un omaggio al grande coreografo e regista attraverso la rappresentazioni di numeri di danza da lui creati nei suoi musical teatrali. Questo impegno valse alla Reinking il premio "Laurence Olivier Award for Best Theatre Choreographer".

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kevin Boyd Grubb, Bob Fosse, una vita a passo indiavolato, Sperling & Kupfer, 1991. p. 181
  2. ^ Fosse 1991, p. 181
  3. ^ Fosse 1991, p. 181
  4. ^ Fosse 1991, p. 181
  5. ^ Fosse 1991, p. 181
  6. ^ Fosse 1991, p. 221
  7. ^ Fosse 1991, p. 183
  8. ^ Fosse 1991, pp. 184-185
  9. ^ Fosse 1991, p. 221
  10. ^ Fosse 1991, p. 224
  11. ^ Fosse 1991, p. 228
  12. ^ Fosse 1991, p. 228
  13. ^ Fosse 1991, pp. 228-229
  14. ^ Fosse 1991, p. 230
  15. ^ Fosse 1991, p. 234
  16. ^ Fosse 1991, p. 242
  17. ^ Fosse 1991, p. 298
  18. ^ Fosse 1991, p. 316

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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