Ankylosaurus magniventris

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Anchilosauro
Stato di conservazione: Fossile
Ankylosaur head - cast - Custer County Montana - Museum of the Rockies - 2013-07-08.jpg
Cranio di Ankylosaurus,(AMNH 5214), in visione frontale, al Museum of the Rockies.
Intervallo geologico
cretaceo superiore
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Sauropsida
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Archosauromorpha
Superordine Dinosauria
Ordine † Ornithischia
Sottordine † Thyreophora
Infraordine † Ankylosauria
Famiglia † Ankylosauridae
Sottofamiglia † Ankylosaurinae
Tribù † Ankylosaurini
Genere Ankylosaurus
Brown, 1908
Specie A. magniventris
Nomenclatura binomiale
† Ankylosaurus magniventris
Brown, 1908

L'anchilosauro (Ankylosaurus magniventris Brown, 1908 - il cui nome dal greco significa letteralmente "lucertola fusa") è una specie estinto di dinosauro thyreophoraneo, i cui fossili sono stati ritrovati nelle formazioni geologiche del Cretacico superiore, circa 68-66 milioni di anni fa, in quella che oggi è il Nord America, il che lo rende uno degli ultimi dinosauri a comparire prima della Grande Estinzione dei Dinosauri. Ankylosaurus fu descritto per la prima volta nel 1908, da parte del paleontologo Barnum Brown, e attualmente è l'unica specie ascritta al genere Ankylosaurus. Da quando è stato scoperto, sono stati scoperti solo una manciata di esemplari frammentari di Ankylosaurus, ma non è mai stato ritrovato uno scheletro completo. Anche se la maggior parte dei membri di Ankylosauria sono rappresentati da materiali fossili ben più completi, Ankylosaurus è spesso considerato come l'archetipo del suo gruppo.

Con una lunghezza massima di 6,25 m (20,5 piedi), un altezza di 1,7 m (5,6 piedi) e un peso di 6 tonnellate (13.000 lb), nonostante lo scarso materiale fossile, Ankylosaurus è ancora oggi considerato il genere più grande di Ankylosauria. Il suo corpo ampio e robusto era sorretto da quattro corte ma robuste zampe, ed era ricoperto da una spessa corazza di osteodermi, disposti ad anelli che circondavano anche la regione del collo. La sua lunga coda corazzata finiva di una grossa mazza caudale fatta d'ossa fuse. La sua testa larga e bassa, disponeva di due piccole corna che diramavano all'indietro e un altro paio della stessa forma ma che invece puntavano verso il basso. La parte anteriore delle mascelle erano coperte in un becco corneo, dotato di una fila di piccoli denti a forma di foglia. Le ossa del cranio erano fuse, il che dava maggiore resistenza alle ossa, tale caratteristica dà anche il nome al genere.

Ankylosaurus è un membro della famiglia degli Ankylosauridae, e i suoi parenti più stretti sembrano essere Anodontosaurus ed Euoplocephalus. A causa della suo imponente corazza, l' Ankylosaurus non doveva essere un animale molto veloce, quindi si pensa che fosse un'animale lento, in grado di fare movimenti rapidi e scattanti solo in caso di necessità. Il suo muso largo e appiattito indica che era un erbivoro, poco selettivo in grado di masticare e strappare qualunque tipo di vegetale. I seni e le cavità nasali erano eccezionalmente sviluppati il che indica uno sviluppatissimo senso dell'olfatto, oltre ad aver fatto supporre ai paleontologi che l'animale potesse emettere vari tipi di vocalizzazione. La grande mazza caudale posta alla fine della coda di Ankylosarus era probabilmente usata dall'animale in vita come arma di difesa e offesa contro i predatori o nei combattimenti intraspecifici. I fossili di questo animale sono stati ritrovati nelle formazioni Hell Creek, Lance e Scollard, ma in tutte le formazione sembra essere stato un'animale piuttosto raro nel suo habitat. Anche se ha vissuto accanto ad un altro anchilosauride Edmontonia, pare che i de animali non siano mai entrati in competizione in quanto occupavano nicchie ecologiche differenti, infatti, l' Ankylosaurus sembra abbia abitato le zone più montane. Questo animale visse negli stessi luoghi e nello stesso periodo in cui vissero altri famosi giganti come Tirannosauro, il Triceratopo e l'Edmontosauro.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Outline of human superimposed on outline of Ankylosaurus
Dimensioni di A. magniventris, a confronto con un uomo

L' Ankylosaurus è il più grande dinosauro ankylosauride conosciuto, con una lunghezza massima di 6,25 m (20,5 piedi), una larghezza di 1,5 m (4,9 piedi) e un altezza di 1,7 m (5,6 piedi) al livello dell'anca. Queste stime furono pubblicate dal paleontologo americano Kenneth Carpenter, sulla base del più grande cranio noto (NMC 8880), che misura circa 64,5 cm (25,4 pollici) di lunghezza e 74,5 cm (29,3 pollici) di larghezza. Il più piccolo cranio noto (AMNH 5214), invece, misura appena 55,5 cm (21,9 pollici) di lunghezza e 64,5 cm (25,4 pollici) di larghezza, per questo esemplare è stata stimata una lunghezza di circa 5,4 m (18 piedi) di lunghezza e circa 1,4 m (4,6 piedi) di altezza.[3] Altri autori hanno proposto una lunghezza del corpo di circa 7 metri (23 piedi), o di 8-9 m (26-30 ft), o più di 9 metri (30 piedi). Il peso dell'animale è invece stimato per circa 6 tonnellate (13.000 lb).[4]

Image of restored specimen of a squat quadruped with knobby back
Ricostruzione grafica di A. magniventris

A causa degli scarsi resti frammentari, la struttura di gran parte dello scheletro di Ankylosaurus, che comprende il bacino, la parte centrale della coda e i piedi, è ancora sconosciuta. L'animale era senz'altro quadrupede, e gli arti posteriori erano più lunghi di quelli anteriori. La scapola e il coracoide (un osso rettangolare collegato all'estremità inferiore della scapola) dell'esemplare AMNH 5895 erano fusi e possedevano degli entesi (tessuto connettivo) per varie inserzioni muscolari. La scapola era lunga 61,5 cm (24,2 pollici). L'omero (osso del braccio superiore) era molto breve e ampio, e misurava circa 54 cm (21 pollici) di lunghezza, nell'esemplare AMNH 5214. Il femore (osso della coscia) era molto robusto, e misurava circa 67 cm (26 pollici) di lunghezza, nel campione AMNH 5214. Tuttavia i piedi dell'animale sono completamente sconosciuti, ma dal raffronto con animali affini i piedi posteriori probabilmente aveva solo tre dita.[5]

La pelle dell'anchilosauro conteneva massicce piastre ossee dette osteodermi, analogamente a quanto accade nei coccodrilli, negli armadilli e in alcune lucertole. Alcune di queste piastre costituivano piccole sporgenze, altre erano fuse sul cranio formando dei cornetti, e alcune infine erano fuse tra loro sulla coda, formando una massiccia mazza caudale. Aveva il ventre molto grosso, probabilmente perché conteneva uno stomaco concamerato che lo aiutava a digerire le fibre vegetali. [6]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente l'anchilosauro si nutriva quasi in continuazione: aveva zampe troppo corte per arrivare alle foglie delle piante più alte di 2 metri. Strappava rami e foglie con il largo becco, masticandole a lungo prima di inghiottirle.

Se attaccato, si difendeva usando la mazza caudale, che usava per colpire il predatore e forse l'accelerazione del flusso del sangue lo faceva "arrossare", dandogli un aspetto minaccioso.

Ritrovamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il primo ritrovamento di fossili di anchilosauro risale al 1908. Tutti i ritrovamenti fossili sono avvenuti in Nordamerica (Alberta, Montana e Wyoming). Recentemente (1996) sono state ritrovate impronte fossili attribuite a un Anchilosauro nel Sudamerica (Bolivia).

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ankylosaurus magniventris in Fossilworks. URL consultato il 17 novembre 2014.
  2. ^ Breithaupt, B. H., The Encyclopedia of Dinosaurs, Academic Press, 1997, pp. 394–95, ISBN 978-0-122-26810-6.
  3. ^ Bigelow, P., Cretaceous 'Hell Creek Faunal Facies'; Late Maastrichtian. URL consultato il 2014-03-24 (archiviato dall'url originale il 24 January 2007).
  4. ^ Weishampel, D. B.; Barrett, P. M.; Coria, R. A.; Le Loeuff, J.; Xu X.; Zhao X.; Sahni, A.; Gomani, E. M. P.; Noto, C. R., The Dinosauria (2nd), a cura di Weishampel, D. B.; Dodson, P.; Osmolska, H.., University of California Press, 2004, pp. 517–606, ISBN 0-520-24209-2.
  5. ^ Eberth, D. A., The Encyclopedia of Dinosaurs, a cura di Currie, P. J.; Padian, K., Academic Press, 1997, pp. 199–204, ISBN 978-0-122-26810-6.
  6. ^ Jurassic Wars: episodio 1x3, Defenders, K2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]