Anime pigre

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Anime pigre
ArtistaMatia Bazar
Tipo albumStudio
Pubblicazione1991
Durata33:42
Dischi1
Tracce9
GenereMusica leggera
Pop
EtichettaDDD
ProduttoreMaurizio Bassi
Maurizio Salvadori
ArrangiamentiMaurizio Bassi
RegistrazioneStudio Excalibur (MI)
FormatiLP, CD
Matia Bazar - cronologia
Album precedente
(1989)
Singoli

Anime pigre è il dodicesimo album dei Matia Bazar, pubblicato dalla DDD su vinile (catalogo 719 2 11543 3) e su CD (719 2 62950 3) nel 1991[1][2]. Ristampato su CD dalla BMG giapponese (catalogo BVCP-179) nel 1992.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

È il primo album con Laura Valente che sostituisce Antonella Ruggiero come cantante solista del gruppo[3][4].

Ristampato nel 1992 con l'aggiunta del brano Piccoli giganti con il quale la nuova formazione partecipa al Festival di Sanremo 1992 ottenendo il 6º posto nella sezione "Campioni".

Il brano Volo anch'io è stato presentato, insieme ad altri, al Cantagiro 1991.

L'espressione "Anime pigre", che dà il titolo all'album, è contenuta nel testo del brano Du du du.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Laura Valente firma con lo pseudonimo Lavalente.

Lato A
  1. Volo anch'io – 3:44 (testo: Aldo Stellita – musica: Carlo Marrale)
  2. Soli ci si perde – 3:32 (testo: Aldo Stellita – musica: Sergio Cossu)
  3. Lungo il Po – 3:27 (testo: Aldo Stellita – musica: Lavalente, Sergio Cossu)
  4. Du du du – 3:19 (testo: Aldo Stellita – musica: Carlo Marrale)
  5. Sei come me – 3:53 (testo: Aldo Stellita – musica: Sergio Cossu)
Lato B
  1. Fantasmi dell'opera – 3:49 (testo: Aldo Stellita – musica: Carlo Marrale)
  2. C'era una volta – 4:10 (testo: Aldo Stellita – musica: Lavalente)
  3. Un cuore in gioco – 3:45 (testo: Aldo Stellita – musica: Maurizio Bassi, Sergio Cossu)
  4. Si può ricominciare – 4:03 (testo: Aldo Stellita – musica: Lavalente, Sergio Cossu)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo
Altri musicisti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Discografia album, Matia Bazar, sito ufficiale. URL consultato il 19 gennaio 2014.
  2. ^ Matia Bazar: discografia album, Hit Parade Italia. URL consultato il 19 gennaio 2014.
  3. ^ Giacomo Pellicciotti, Matia Bazar 2, il ritorno, in Spettacoli, la Repubblica, 7 agosto 1991, p. 25. URL consultato il 19 gennaio 2014.
  4. ^ Gloria Pozzi, Matia Bazar: donna nuova, pop nuovo, in archivio storico, Corriere della Sera, 2 novembre 1992, p. 34. URL consultato il 19 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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