Aniello Dellacroce

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Aniello "Neal" Dellacroce (New York, 15 marzo 1914New York, 2 dicembre 1985) è stato un mafioso statunitense, influente e rispettato "capo" della famiglia Gambino; fu il "maestro" nonché capo di John Gotti prima di morire di cancro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Si sa poco dei primi anni di vita di Aniello, se non che nacque a Little Italy, il celeberrimo quartiere italiano di Manhattan (New York), il 15 marzo del 1914 figlio di immigranti italiani. Il padre di Aniello, Francesco, era coinvolto negli affari della famiglia Gambino ed era agli ordini di Vincent Mangano. Cresciuto a Little Italy, Dellacroce divenne presto un sicario di Mangano, e si guadagnò una certa reputazione brutale a causa del suo comportamento sadico. Divenne così il pupillo di Albert Anastasia, che ai tempi era il diretto secondo di Mangano.

Aniello aveva una sorella di nome Mary, nata il 7 novembre 1912 e vissuta a Richmond. Mary sposò in seguito John Ruggiero Sr. e gli diede due figli, che entrarono entrambi nella cosca dei Gambino: Angelo Ruggiero, che divenne il secondo in comando della famiglia, e Salvatore Ruggiero, che ne divenne il capo e che più tardi seguì lo zio nel mondo della criminalità organizzata.

Fu prozio di John Ruggiero Jr., Angelo Ruggiero Jr. e Salvatore Ruggiero Jr. Fu proprietario del famoso Ravenite Social Club situato al 247 di Mulberry Street, che includeva diciotto appartamenti.

Aniello era un uomo alto, dalle spalle larghe, con uno sguardo minaccioso, che solitamente ruminava il sigaro. Alcuni dei soprannomi che gli furono dati sono "Father O'Neil", per la sua abitudine di girare vestito da prete (abito con cui commise anche un omicidio), "The Archangel of Darkness" (L'arcangelo dell'oscurità), "The Tall Guy" (Lo spilungone') e "The Pollack", perché sembrava polacco.

Dopo la scomparsa ed il presunto assassinio di Mangano, Anastasia divenne il boss della famiglia e nominò Dellacroce caporegime della sua nuova squadra.

La scalata alla famiglia Gambino[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 ottobre 1957 Anastasia venne assassinato in una barberia di un albergo di New York e il comando della famiglia andò a Carlo Gambino, che presumibilmente aveva organizzato l'uccisione. Per placare Dellacroce, che era stato un forte sostenitore di Anastasia, Gambino lo nominò suo secondo.

Nel 1951 nacque a Staten Island il figlio di Aniello, Armond Dellacroce, che seguì la carriera paterna e morì poi nel 1988.

Il 21 settembre 1961, Dellacroce stava cenando in un ristorante di Manhattan quando ebbe una furiosa lite con Joe Gallo ed alcuni membri della sua banda, in cui finì per avere la peggio. Undici anni dopo, Gallo venne ammazzato a colpi di pistola a Little Italy.

Il regime di Castellano[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine degli anni sessanta, Aniello ebbe una relazione con la moglie di Ernesto Grillo, Rosemary Connelly Grillo, che gli diede due figli illegittimi, Shannon e Sean Connelly. Secondo le leggi della malavita, Dellacroce avrebbe potuto essere condannato a morte per questo suo affronto; ma poiché era molto rispettato all'interno della famiglia, quando l'infuriato Grillo venne a sapere della relazione si lasciò convincere ad accettare un risarcimento in denaro e la promessa che la relazione sarebbe stata troncata lì.

Quando fu il momento di passare il comando della famiglia, però, Carlo Gambino si ricordò di questo affare e passò oltre Dellacroce, scegliendo come successore il suo cugino e cognato Paul Castellano. La mossa era molto pericolosa, ma Gambino riuscì ad evitare una faida intrafamiliare convincendo Castellano a tenere Dellacroce come secondo; in più, Castellano accettò di farsi carico delle imprese meno sanguinarie della famiglia, come le truffe ed il racket, ma lasciò a Dellacroce il comando delle azioni mafiose più "tradizionali", come le rapine, le estorsioni e i rapimenti.

Con la morte di Gambino, Castellano divenne il boss come programmato e bandì la droga dagli affari della famiglia. Quest'ordine fu comunque ignorato da molti membri della famiglia, incluso l'ambizioso John Gotti. Gotti divenne così audace da deporre Castellano e prendere il comando della famiglia, ma fu fermato da Dellacroce.

Aniello "Neil" Dellacroce morì il 2 dicembre 1985 di cancro al polmone, all'età di 71 anni. Fu sepolto nel cimitero di St. John nel distretto di Queens a New York.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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