Angelo Michele Iorio

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Michele Iorio

Presidente della Regione Molise
Durata mandato 20 novembre 1998 –
11 maggio 1999
Predecessore Marcello Veneziale
Successore Marcello Veneziale

Durata mandato 21 novembre 2001 –
26 febbraio 2013
Predecessore Giovanni Di Stasi
Successore Paolo Di Laura Frattura

Vice Presidente della Regione Molise
Durata mandato 10 novembre 1990 –
6 giugno 1995
Presidente Enrico Santoro
Luigi Di Bartolomeo
Giovanni Di Giandomenicantonio
Predecessore Roberto Bernabei
Successore Micaela Fanelli

Sindaco di Isernia
Durata mandato 9 giugno 1980 –
6 maggio 1990
Predecessore Domenico Di Luca
Successore Domenico Testa

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV (Fino al 2/11/2006)
Gruppo
parlamentare
Forza Italia
Circoscrizione Molise
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIV (Fino al 15/01/2003)
Gruppo
parlamentare
Forza Italia
Circoscrizione Molise
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico DI (Dal 2017)
In precedenza:
DC (1975-1994)
PPI (1994-1998)
Forza Italia (1998-2009)
PdL (2009-2013)
Forza Italia (2013-2017)
Titolo di studio Laurea in Medicina
Università Università degli Studi di Roma La Sapienza
Professione Medico

Angelo Michele Iorio (Morrone del Sannio, 17 gennaio 1948) è un politico italiano, ex Presidente della Regione Molise e consigliere di maggioranza[senza fonte] al consiglio regionale della medesima regione.

Ha assunto la presidenza della Giunta Regionale del Molise dal 1998 al 2000: è stato eletto alla carica di Presidente della Regione Molise nel 2001, confermato nel 2006 e nuovamente nel 2011, le cui elezioni sono state però annullate dal TAR in data 17 maggio 2012 e l'annullamento confermato dal Consiglio di Stato in data 29 ottobre 2012

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione accademica e professionale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver conseguito la laurea in medicina presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", svolge l'attività di chirurgo presso l'Ospedale Civile di Isernia.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 aderisce alla Democrazia Cristiana e tra il 1980 e il 1990 riveste diverse cariche presso le amministrazioni locali: assessore ai lavori pubblici della provincia di Isernia, assessore all'urbanistica e sindaco del comune di Isernia.

Nel 1990 è eletto consigliere regionale e viene nominato assessore all'urbanistica, poi assessore ai lavori pubblici e infine assessore alla sanità; assume inoltre la vicepresidenza della giunta regionale dal 1990 al 1995 durante le giunte democristiane dei Presidenti Enrico Santoro, Luigi Di Bartolomeo e Giovanni Di Giandomenico.

Nel 1994, dopo lo scioglimento della DC, aderisce al Partito Popolare Italiano, nelle cui liste è rieletto in occasione delle elezioni regionali del 1995.

Alle elezioni politiche del 1996, è candidato alla Camera dei deputati per la coalizione di centro-sinistra de L'Ulivo; la candidatura, prevista nel collegio uninominale di Isernia, viene tuttavia esclusa a causa di un vizio di forma.

Nel febbraio del 1998 Iorio abbandona il PPI con il quale era stato eletto per aderire a Forza Italia. Successivamente si fa promotore di una maggioranza diversa da quella scaturita dalle elezioni del 1995: sostituisce quindi il presidente ulivista Marcello Veneziale e assume la presidenza della regione Molise.

Alle elezioni regionali molisane del 2000, Iorio è candidato alla presidenza della Regione con il sostegno della coalizione di centro-destra ottenendo 101.295, ma risulta sconfitto per soli 930 voti da Giovanni Di Stasi (Di Stasi 50,2% Iorio 47,8%) che viene quindi eletto Presidente. Tuttavia, a causa di alcuni vizi di forma nella presentazione delle liste, le elezioni vengono invalidate. Le nuove elezioni regionali si tengono nel novembre 2001. Questa volto Iorio riesce ad imporsi nettamente con il 58,2% pari a 115.714 voti contro sempre Giovanni Di Stasi, Presidente del Molise da meno di un anno, per il centrosinistra che crolla al 41,8% pari a 83.089 voti (Di Stati ha perso meno di 20 mila voti mentre al contrario Iorio ne ha guadagnato lo stesso numero).

Alle elezioni politiche del 2001 viene eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia, ricoprendo l'incarico sino al 15 gennaio 2003, quando si dimette per incompatibilità.

È stato membro della Commissione Bilancio e poi Finanze, quando viene dichiarato decaduto dal seggio parlamentare a causa dell'incompatibilità con la carica di presidente della giunta regionale (sarà sostituito da Riccardo Tamburro nel 2005). Nel 2002 Iorio è nominato Commissario straordinario per il terremoto del Molise verificatosi nell'ottobre 2002. Nel 2002 diviene inoltre Vicepresidente della Conferenza Stato-Regioni.

Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto senatore per Forza Italia, ricoprendo anche la carica di membro della Commissione Ambiente e membro della Commissione di Vigilanza RAI. Deve così affrontare nuovamente la questione dell'incompatibilità tra la carica di parlamentare e la presidenza della regione (gli subentra come senatore l'ex Governatore del Molise Luigi Di Bartolomeo). Ricandidato alle elezioni regionali del 2006 per la Casa delle Libertà, sconfigge il candidato de L'Unione, l'ex Vicepresidente del Molise durante la breve Giunta Di Stasi Roberto Ruta riconfermandosi alla Presidenza della Regione con un margine più ristretto: 111.881 a 95.246 ovvero 54% a 46%.

Grazie a un vantaggio sullo sfidante di centrosinistra Paolo Di Laura Frattura di appena lo 0,79% pari a 1.505 voti[1] nelle elezioni regionali dell'ottobre 2011 Michele Iorio è rieletto, per il terzo mandato consecutivo, alla presidenza della Regione Molise con il sostegno de Il Popolo della Libertà con il 46,94% contro il 46,15% (89.142 Iorio contro 87.637 Frattura)[2] e di altre sei liste.[3][4]

Il 17 maggio 2012 il TAR del Molise ha annullato le elezioni regionali del 2011, con conseguente ritorno alle urne per la scelta del nuovo presidente di regione[5]. Il Consiglio di Stato, che ha analizzato i ricorsi, il 29 ottobre dello stesso anno, ha confermato la sentenza del TAR.[6].

Iorio si ricandida per la quinta volta in 13 anni alla guida della Regione. Alle elezioni regionali in Molise del 2013, la coalizione che sostiene Iorio (PdL, UDC, Grande Sud, Progetto Molise e La Destra) subisce una tremenda sconfitta ottenendo solo il 25,80% pari a 49.567 voti (perdendo in meno di un anno oltre 40 mila voti) e viene sconfitta dalla coalizione del centrosinistra, guidata sempre da Paolo Di Laura Frattura, che diventa Presidente della Regione Molise con il 44,70% dei voti pari a 85.881 voti.[7]

Nel gennaio 2017 aderisce a Direzione Italia di Raffaele Fitto abbandonando Forza Italia[8] e a settembre annuncia la propria ricandidatura in vista delle Regionali del 2018.[9][10]

Alle politiche del 2018 è candidato al Senato della Repubblica nel collegio uninominale di Campobasso sostenuto dalla coalizione di centro-destra (in quota Noi con l'Italia) [11] ma viene sconfitto dal grillino Luigi Di Marzio (71.067 voti a 49.294).

Alle elezioni regionali molisane del 22 aprile 2018 viene eletto Consigliere regionale nella lista Iorio per il Molise-Noi con l'Italia con 2106 preferenze.

Provvedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 gennaio 2008 si apprende che Michele Iorio è indagato dalla Procura della Repubblica di Campobasso per concussione e abuso d'ufficio.[12] In autunno, sarà di nuovo indagato, dalla procura di Larino, nello scandalo "Black Hole". Il 22 settembre 2009 cade l'accusa di concussione, ma resta quella per abuso d'ufficio, per cui è rinviato a giudizio. Il 6 dicembre 2010 Iorio è nuovamente indagato nell'ambito dello smaltimento rifiuti per la nomina di Antonio Del Torto, presidente del Cosib, Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno, arrestato nella stessa inchiesta.[13] Il 22 febbraio 2012 è stato condannato in primo grado ad un anno e 6 mesi per abuso di ufficio, indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato, concorso formale per reato reiterato. La sentenza è stata emessa dai giudici del tribunale di Campobasso al termine del processo per la vicenda Bain&Co. All'epoca commissario delegato, avrebbe esteso abusivamente l'area del cratere "non avendone la competenza, né la legittimazione".[14][15] Dopo la conferma in appello, la Cassazione ha poi dichiarato prescritto il reato.

Sotto accusa per abuso d'ufficio in relazione alla cessione delle quote societarie dell’ex Zuccherificio del Molise, il 25 gennaio 2018 la Corte d'Appello di Campobasso lo condanna a 6 mesi di reclusione con interdizione dai pubblici uffici per un anno con pena sospesa ribaltando così la sentenza di assoluzione di primo grado del 20 ottobre 2016; per effetto della Legge Severino decade da consigliere regionale.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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