Angelo Jannone

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Angelo Jannone
26 gennaio 1962
Nato a Andria
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Carabinieri
Reparto Raggruppamento Operativo Speciale (ROS)
Anni di servizio 1978 - 2003
Grado tenente colonnello
Studi militari Scuola Militare Nunziatella, Accademia Militare
Pubblicazioni Nel corpo della voce
Altre cariche docente universitario [2]
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Angelo Jannone (Andria, 26 gennaio 1962) è un ex ufficiale dei Carabinieri italiani, poi consulente e docente universitario.

Autore di numerose importanti inchieste su mafia, riciclaggio e narcotraffico a fianco del giudice Giovanni Falcone, è successivamente entrato come dirigente nel Gruppo Telecom Italia. Coinvolto nel processo Telecom dalle accuse di una delle persone già sotto inchiesta e successivamente condannate, si è dimesso dalla sua posizione per potersi difendere in sede processuale, nella quale è stato successivamente assolto.

La carriera[modifica | modifica wikitesto]

Ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella e l'Accademia Militare di Modena.[1]

Arma dei Carabinieri[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Jannone è stato comandante della compagnia carabinieri di Corleone dal 1989 al 1991 ed autore con Giovanni Falcone delle indagini sul patrimonio di Totò Riina[2][3] e sul commercialista Pino Mandalari[4][5][6][7]. Da Corleone fu trasferito per ragioni di sicurezza, poiché entrato nelle mire del Clan dei Corleonesi.[8]

Dopo Corleone a Catania ha comandato il Nucleo Investigativo ed è stato al centro di una cruenta sparatoria, nel corso della quale, il 18 giugno 1992, fu catturato un intero gruppo di fuoco del clan dei Cursoti. Dopo Catania, in Calabria ha comandato la compagnia di Roccella Ionica, ed è stato protagonista di diverse importanti operazioni contro le famiglie della Locride ed i Piromalli. Sempre in Calabria ha firmato l'informativa dell'operazione Galassia, che portò all'arresto di 187 esponenti di Cosa Nostra e delle famiglia della Sibaritide[9]. Dalla Calabria viene trasferito dopo che un pentito aveva rivelato un progetto di attentato nei suoi confronti voluto dalle Ndrine della Locride.[10] In seguito ha comandato per tre anni il Nucleo operativo di Mestre, ove è stato alla ribalta per indagini contro la corruzione della Guardia di Finanza, e per una cruenta sparatoria con una banda di giostrai;[7] durante la quale è stato sfiorato da colpi di Kalashnikov. È stato poi trasferito al Raggruppamento Operativo Speciale di Roma nell'estate del 2000[11] e ha lasciato l'Arma nel dicembre 2003, con il grado di tenente colonnello.

Durante il periodo al ROS si è infiltrato in Italia ed all'estero in organizzazioni di narcotrafficanti colombiani legati a camorristi permettendo il sequestro di 280 chilogrammi di cocaina e l'arresto di oltre 43 persone, tra Napoli, Milano, Roma, Amsterdam ed il Venezuela. La vicenda è raccontata dal libro di Giorgio Sturlese Tosi "Una vita da Infiltrato" ed Rizzoli, 2010. Al ROS ha comandanto anche il Reparto Analisi durante il quale ha collaborato alla stesura del primo rapporto Economia, Criminalità e Finanza in Italia, con il capitolo "Indicatori di infiltrazioni nel settore dei pubblici appalti". Nel corso degli anni trascorsi nell'Arma Jannone è stato insignito di numerosi riconoscimenti per i meriti di servizio[12].

Settore privato[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 è entrato in Telecom Italia e ha assunto diversi incarichi dirigenziali, tra cui quello di responsabile della sicurezza di Telecom per l'America Latina.[13] Si dimette da Telecom nel marzo 2007. Attualmente è Amministratore Delegato di una società di consulenza nel settore Audit & Compliance aziendale, insegna all'Università La Sapienza di Roma[14][15] e collabora con l'Osservatorio Criminalità di Eurispes.[16]

Autore di numerose pubblicazioni su Guida al Diritto (Il Sole 24 Ore) e su Rivista 231, nel 2003 quale coautore ha pubblicato Crimini e Soldi, ed. Igea (coautore Donanto Masciandaro e altri) e nel novembre 2010 ha pubblicato "Intelligence, un metodo per la ricerca della verità" ed. Eurilink, con la prefazione di Roberto Pennisi, Procuratore Aggiunto Nazionale Antimafia [17].

Nel 2012 ha pubblicato Eroi Silenziosi, libro di natura autobiografica, con la prefazione del generale Luigi Federici, già Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri [18].

Nel 2013 ha ricevuto una speciale menzione dalla Fondazione Antonino Scopelliti, nell'ambito del memorial dedicato al giudice ucciso dalla Mafia.

Nel 2015 gli è stato tributato a Catania il Premio Livatino-Saetta 2015 per la lotta alla Mafia , dedicato ai Giudici Rosario Livatino e Giuseppe Saetta.

Nel 2016 diventa Internal Auditor di Italiaonline[19] e Vice Presidente di Select Milano[20], comitato costituitosi per supportare la Città di Milano ad accogliere eventuali capitali in uscita dalla City di Londra dopo la Brexit

Procedimento giudiziario[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006, nell'ambito dell'inchiesta milanese sulla Security di Telecom Italia, Jannone è stato indagato perché accusato dall'esoterista ed informatico Fabio Ghioni[21] di aver ordinato, per conto di Telecom Italia, alcune intrusioni informatiche in Brasile legate alla vicenda Brasil Telecom.[22]

Jannone ha contestato gli addebiti di Ghioni[7][23], e quest'ultimo, incalzato dalla difesa di Jannone nel corso dell'incidente probatorio, ha ritrattato ogni accusa. Agli atti risulta che Ghioni, oltre allo stipendio da dirigente di Telecom Italia, venisse pagato da Bernardini e da Cipriani per le intrusioni informatiche, accumulando consistenti fortune su conti svizzeri, intestati a società di copertura e fiduciarie. Per questo Ghioni è stato imputato anche di appropriazione indebita, ma ne è stato assolto in sede di patteggiamento, dove è stato tuttavia condannato in via definitiva a 3 anni e 4 mesi per altre accuse a suo carico[24].

Alle accuse di Ghioni, si sono aggiunte quelle di Marco Bernardini, che con le sue confessioni "fiume" ha evitato l'arresto, in cambio di una possibile pena più blanda, entrando a far parte del programma di confessione premiata del Tribunale di Milano[25]. Bernardini si è successivamente avvalso della facoltà di non rispondere ed il suo legale Vincenzo Carosi, in sede di Udienza preliminare ha dichiarato che il suo assistito avrebbe reso dichiarazioni con il "tintinnio di manette". Jannone ha sempre respinto le accuse di Bernardini, sostenendo anche che la propria attività e quella della sua azienda era una autodifesa di Telecom dagli attacchi portati a Tronchetti Provera da parte del suo socio brasiliano Dantas in Brasil Telecom tramite le contestate illegalità di Kroll (l'agenzia investigativa americana usata dai brasiliani)[26].

Chiusura delle indagini, rinvio a giudizio, sentenza di primo grado[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Scandalo Telecom-Sismi.

A metà luglio 2008 i tre PM di Milano titolari dell'inchiesta (Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi) hanno depositato l'avviso di chiusura delle indagini[27].

Jannone il 6 novembre 2008 ha depositato una memoria difensiva nella quale respinge le accuse formulategli, presentandosi ai Pubblici Ministeri per chiarire il suo ruolo nella vicenda: sostiene di aver presentato in Brasile - in nome di Telecomitalia - una denuncia alla polizia federale. Marco Tronchetti Provera ha confermato al GUP di esser stato lui stesso ad ordinare che fosse presentata una denuncia in Brasile, previa consultazione con i legali dell'azienda. La polizia già a partire dal 2002 indagava nei confronti dell'agenzia di investigazioni americana Kroll e del banchiere brasiliano Daniel Dantas per attività di spionaggio illegale nei confronti - tra gli altri - dei soci italiani di Dantas, ovvero Telecom Italia. “Due anni prima del mio ingresso in Telecom Italia” ricorda Jannone. Su questa complessa vicenda, oltre agli arresti eseguiti il 26 ottobre 2004 in Brasile nei confronti dei dipendenti brasiliani della Kroll a cui è seguito l'arresto del banchiere Dantas, una Commissione Parlamentare d'inchiesta in Brasile ha concluso il 16 aprile 2012 chiedendo l'interdizione perpetua della Kroll in Brasile.[28]

Il procedimento in Italia è noto col nome di Telecom ed è giunto a sentenza di primo grado in Corte di Assise il 13 febbraio 2013[29]. Jannone è stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto dal reato di associazione a delinquere ed è stato altresì escluso dalla condanna al risarcimento di 10 milioni di Euro a favore di Telecom, cui sono stati invece condannati altri imputati[30][31].

L'assoluzione è divenuta definitiva avendo la Procura di Milano rinunciato a proporre appello nei suoi confronti.

È stato invece condannato ad un anno con sospensione condizionale della pena per un reato minore collegato alla guerra tra soci brasiliani e Telecom, che secondo l'accusa sarebbe stato commesso nel 2005 in Brasile. Verso tale provvedimento Jannone ha presentato appello[32] anche se il reato, frattanto si è prescritto.

La Corte d'appello di Milano, su ricorso presentato dagli avvocati di Jannone nonostante la prescrizione, il 13 Dicembre 2016 hanno dichiarato il non luogo a procedere per "difetto di giurisdizione", in quanto il fatto non costituisce reato nel territorio italiano.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia militare al merito di lungo comando (10 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia militare al merito di lungo comando (10 anni)
Croce per anzianità di servizio militare (25 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce per anzianità di servizio militare (25 anni)
Scuola Militare Nunziatella - nastrino per uniforme ordinaria Scuola Militare Nunziatella
Paracadutista Abilitato al lancio - nastrino per uniforme ordinaria Paracadutista Abilitato al lancio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Experian.it, "Carriera di Angelo Jannone"
  2. ^ Alessandra Ziniti, Quei dossier su Gelli e mafia sul tavolo del giudice Falcone. La Repubblica, 19 agosto 1992.
  3. ^ Antonio Delfino, Ecco chi lo proteggeva - la storia di un capitano che poteva prendere Riina e fu fermato svela l'intreccio tra mafia e politica. Con nomi da capogiro. L'Europeo, 11/19 marzo 1993.
  4. ^ Totò Riina, la sua storia di Pino Buongiorno, ed. Rizzoli, 1993
  5. ^ Totò Riina, storie e segreti, odi e amori del dittatore di Cosa Nostra di Enzo Catania e Salvo Sottile, ed. Liber. Internazionale, 1993
  6. ^ La Mafia Politica di Alfredo Galasso, ed. Baldini-Castoldi, 1993
  7. ^ a b c elementary computer project
  8. ^ http://www.storiedimafia.com/1/il_libro_diario_di_giovanni_falcone_2081292.html
  9. ^ Mario Macrì (1995) [Esplora il significato del termine: Appalti e ' ndrangheta, la grande retata Appalti e ' ndrangheta, la grande retata. Il Corriere della Sera.
  10. ^ Gioiosa Jonica, ma chi ha ucciso e perché, l'incensurato Giuseppe Parrelli e ferito Giovanni Schirripa? - MNews.IT
  11. ^ Jannone ai ROS, arriva Vernole, Il Gazzettino di Venezia, 31 agosto 2000
  12. ^ SITO SOCIETA' PUBBLICA, gesem.it, http://www.gesem.it/sites/gesem/files/Curriculum%20Vitae%20-%20dr.%20Angelo%20Jannone.pdf .
  13. ^ Fonte: NewsMobile.it, 16.07.2008 "Brasile, Telecom Italia indagata per tangenti"
  14. ^ Biografia di Angelo Jannone
  15. ^ Scheda Docente Angelo Jannone
  16. ^ Radio24 | Ascolta la diretta e lo streaming
  17. ^ [1]
  18. ^ Eroi silenziosi. L'umanità che vive dietro un'indagine | Tempi.it
  19. ^ Angelo Jannone nuovo internal auditor di Italiaonline, su Diritto24. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  20. ^ Comitato | Select Milano, su www.selectmilano.com. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  21. ^ Sito web ufficiale di Fabio Ghioni
  22. ^ Fonte: Radio24 - Il Sole 24ore, 24.02.2008 "Intervista ad Angelo Jannone"
  23. ^ Fonte: Carta Capital, 01.10.2007 "Intervista ad Angelo Jannone"
  24. ^ Cassazione conferma la condanna a 4 anni per l'ex capo security Telecom Tavaroli
  25. ^ Sergio Lirio: "Além da imaginaçao" ("Oltre ogni immaginazione" ndt) (paragrafo: "Bernardini è un pentito")
  26. ^ Fonte: PoliticamenteCorretto.com, 18.11.2007, "Ma «chi» è Marco Tronchetti Provera?"
  27. ^ Fonte: Il Sole 24 ore, 21.07.2008 "Dossier illegali Telecom, Tronchetti e Buora «vittime»"
  28. ^ Relator de CPI diz que pedirá fechamento da Kroll no Brasil
  29. ^ Fonte: La Repubblica, 14.02.2013, "Dossier illegali, condannati gli spioni Telecom: sette anni per Bernardini, cinque per Cipriani"
  30. ^ Dossier illegali, condannati Bernardini e Cipriani
  31. ^ Processo Telecom, legale Jannone: non deve alcun risarcimento, accesso il 15 febbraio 2013
  32. ^ Telecom, Jannone: «La corte d'assise mi ha assolto dall'associazione a delinquere». Tempi.it, accesso il 14 febbraio 2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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