Angelo Dimai

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Angelo Dimai, detto "Deo" (Cortina d'Ampezzo, 14 novembre 1819Cortina d'Ampezzo, 13 maggio 1880), è stato un alpinista e militare austro-ungarico.

Angelo nasce a Chiave, una piccola frazione di Cortina, da Andrea Dimai e Caterina Lacedelli. L'appellativo Deo significa appunto figlio di Andrea ed è un soprannome di famiglia.

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Fin da giovane intraprese la carriera militare e presta servizio nell'esercito austro-ungarico sia durante la prima guerra d'indipendenza (23 marzo 1848 - 24 marzo 1849) sia durante la seconda (26 aprile - 12 luglio 1859) entrambe le volte contro il Regno di Sardegna. Nel 1859, di ritorno dalla guerra, viene nominato guardaboschi e guardiacaccia, professione che svolgerà fino alla vecchiaia.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1853 sposa Giuditta Rachele Lorenzi, da cui avrà un figlio che proseguirà la carriera alpinistica del padre, Arcangelo Dimai. Nel 1866 in seconde nozze sposa Marianna Dallago, da cui avrà un altro figlio alpinista Antonio Dimai. La famiglia Dimai darà nelle successive generazioni altri importanti alpinisti, tra cui spiccano particolarmente Fulgenzio Dimai (fratello di Angelo), Angelo Dimai junior, Giuseppe Dimai e Pietro Dimai.

Alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

L'attività di guardaboschi contribui ad avvicinarlo all'alpinismo, e gli consentirono nel 1868 di diventare ufficialmente guida alpina. Dal 1863 infatti la richiesta di guide era in costante aumento tra i ricchi turisti di Cortina d'Ampezzo. Dimai continuerà l'attività di guida alpina fino al 1878, cioè fino all'età di cinquantanove anni.

Partecipò alla conquista di alcune tra le più spettacolari vette delle Dolomiti. Il 14 settembre 1865, insieme al grandissimo alpinista austriaco Paul Grohmann e al compaesano Santo Siorpaes partecipò alla prima ascensione sulla vetta del Cristallo, situato tra la Valle d'Ampezzo e la Val Pusteria.

Prime[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Fini, C. Gandini, Le guide di Cortina d'Ampezzo, Italia, Zanichelli, maggio 1983.