Angelo Corbo

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Angelo Corbo (Palermo, 3 luglio 1965) è un poliziotto italiano, deputato alla scorta del giudice Giovanni Falcone, sopravvissuto alla Strage di Capaci. Ha ricostruito la strage, in un suo recente libro mettendo in evidenza gli aspetti critici. Attualmente gira per le scuole per portare la sua testimonianza come contributo ulteriore alla lotta alla mafia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato negli anni Sessanta nel quartiere Noce di Palermo, frequentò la scuola primaria "Edmondo De Amicis", la scuola media "Principessa Elena di Napoli". I suoi genitori, originari di Canicattì temevano l'ambiente palermitano, tendevano ad isolarlo, ma al tempo stesso lo hanno educato a rigorosi valori morali e di legalità[1]. Divenne agente di polizia nel 1987 e fu deputato a sorvegliare l'abitazione di Sergio Mattarella. Successivamente passò alla scorta di Giovanni Falcone. Dopo la Strage di Capaci, ottenne il trasferimento alla Polizia Scientifica. Ora prosegue la battaglia contro la mafia parlando ai ragazzi delle scuole.

La strage di Capaci[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 maggio 1992, essendo il più giovane degli uomini di scorta, si trovava nella macchina che seguiva il giudice, seduto dietro, incaricato di controllare il lato posteriore. I tre uomini della sua auto riportarono gravi ferite, ma sopravvissero: con Angelo Corbo, c'erano Gaspare Cervello e Paolo Capuzza. Sopravvisse anche l'autista giudiziario Giuseppe Costanza, che si trovava seduto dietro, nella automobile guidata dal giudice Giovanni Falcone. Morirono i tre agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, oltre a Giovanni Falcone e alla moglie Francesca Morvillo. Angelo Corbo fu testimone di quanto avvenne quel giorno, poiché riuscì ad uscire subito dall'auto, benché ferito.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Corbo ha recentemente pubblicato: "Strage di Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze",

Qui egli analizza gli aspetti umani della strage, le emozioni di quel momento, e soprattutto apre una finestra sull'atteggiamento dello stato italiano verso le vittime, sviscerandone alcuni aspetti critici. Descrive la vita quotidiana degli uomini che prestano servizio di scorta. Illustra anche le ragioni che lo hanno indotto ad entrare in polizia: nell'istituto superiore "Ettore Maiorana" subì gravi atti di bullismo, che lo costrinsero a marinare la scuola, e che si sommarono alle prepotenze già subite da bambino. Inoltre fu scosso dall'uccisione di Claudio Domino, undicenne che conosceva bene.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Angelo Corbo, Strage di Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze., Firenze, Diple edizioni, 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Corbo, "Strage di Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze", Diple edizioni, 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]