Anfiteatro di Termini Imerese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Coordinate: 37°59′14.26″N 13°41′37.15″E / 37.987294°N 13.693653°E37.987294; 13.693653 L'anfiteatro sorge nel piano di S. Giovanni, alla periferia della città antica in una zona poco densamente popolata. Sebbene l'esatto rapporto con il piano della città antica ci sfugga, nel parallelismo degli assi della cosiddetta "Curia" (Termini Imerese) e dell'anfiteatro si può rintracciare, oltre la volontà di risolvere il problema dell'afflusso e del deflusso degli spettatori, il tentativo di una sistemazione razionale di un intero complesso monumentale di edifici.

L'anfiteatro di Termini Imerese è un edificio di modeste dimensioni (l'ellissi esterna misura m. 98 x m. 75) il cui pessimo stato di conservazione rende difficile qualsiasi ipotesi di ricostruzione.

L'arena (m. 53 x m. 30), di cui oggi appare visibile solo la parte settentrionale, venne scavata direttamente nel sottosuolo, così come parte del podio e del primo meniano della cavea. Il piano dell'arena infatti si trova a circa 3 metri al di sotto del piano del portico esterno.

Sono anche visibili due ingressi all'arena: quello principale a nord (largo circa 4 metri), e quello secondario posto ad ovest del primo (largo 1,25 metri).

La cavea risulta divisa in due parti, una in elevato, l'altra scavata nel terreno.

La facciata esterna era costituita probabilmente da una sola fila di archi, e sormontata da un attico. Non ci sono tracce di decorazioni marmoree.

L'esecuzione dell'edificio si deve a maestranze locali, come testimonia la tecnica dell'opus vittatum. La cavea era realizzata in opus caementicium, costituito da spezzoni di pietra calcarea, misti a sassi, terra e frammenti di mattoni, legati tra loro da abbondante malta.

Incerta la data di realizzazione dell'edificio che oscillerebbe tra l'età tardo flavia e quella traianea. Non mancano però ipotesi di datazione più alte.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento si presenta in un pessimo stato di conservazione e per oltre la metà della sua estensione è ricoperto da abitazioni civili. In parziale rovina già dal XVI secolo, venne completamente distrutto, secondo una notizia riportata dal Biscari, per costruire le opere avanzate del Castello in previsione dell'assedio spagnolo del 1718. Oggi sono visibili poche strutture portate alla luce in seguito agli scavi condotti dal Salinas nel 1909-1911.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • O. Belvedere, Opere pubbliche ed edifici per lo spettacolo nella Sicilia di età imperiale in:ANRW II.1, 1988, Berlin - New York.
  • R. Wilson, Sicily under the Roman Empire, 1990, Worminster.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]