Andrej Donatovič Sinjavskij

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La tomba di Andrej Donatovič Sinjavskij

Andrej Donatovič Sinjavskij, in russo: Андрей Донатович Синявский? (Mosca, 8 ottobre 1925Parigi, 25 febbraio 1997), è stato uno scrittore e critico letterario sovietico. Prigioniero politico per lunghi anni, sopravvisse all'esperienza dei gulag.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Autografo di Andrej Donatovič Sinjavskij. Varese, Italia, aprile 1983

Nato a Mosca in una famiglia nobile deve al padre Donat Evgen'evič Sinjavskij, iscritto al Partito Socialista Rivoluzionario (internazionalista),[1] la passione per la letteratura. Oltre alla rivoluzione infatti il padre ebbe sempre un'altra grande passione: la letteratura. Scrisse e pubblicò poi negli anni Venti un'opera, che riscosse però scarso successo e per tutta la vita continuò a presentarla agli editori senza ottenere però risposte positive. Il contesto familiare fu caratterizzato per lo più da grandi difficoltà economiche spesso la famiglia poteva fare affidamento solo sullo stipendio della madre di Andrj, bibliotecaria. La figura del padre fu tuttavia determinante per Andrej, tanto che nel 1984 scrisse dedicò proprio al padre un suo racconto Buona notte (Спокойной ночи).

A. D. Sinjavskij iniziò la scuola a Mosca e fu costretto poi a terminarla a Syzran'[2], dove aveva trovò rifugio la sua famiglia in seguito alla Guerra Patriottica[3]. Nel 1943 cominciò a prestare servizio nell'esercito svolgendo la funzione di radiotecnico nel campo di aviazione e dal 1945 al 1949 studiò presso facoltà di Filologia dell'Università statale di Mosca, occupandosi in particolare del seminario riguardante la creatività di Vladimir Vladimirovič Majakovskij che fu anche l'argomento dei suoi primi lavori risalgenti al 1950 Sull'estetica di Majakovskij e I principi fondamentali dell'estetica di Majakovskij.

Discussa la tesi di dottorato nel 1952, iniziò a lavorare presso L'istituto Mondiale di Letteratura intitolato a Maksim Gorkij e a insegnare giornalismo presso l'Università Statale di Mosca e letteratura russa presso la scuola d'arte MChAT (in russo: МХАТ?) Teatro dell'arte di Mosca. Inoltre dalla fine degli anni '50 Sinjavskij pubblica attivamente sulla rivista Novyj Mir[4] articoli di critica letteraria.

Risalenti a questo periodo sono anche alcune opere narrative che descrivono per lo più in chiave satirica la realtà che si vive nell'Unione Sovietica di quegli anni Compagni entra la corte (Суд идёт, 1959), La gelata (Гололедица, 1961); Ljubimov (Любимов, 1964) e altri in cui con tono talvolta negativo o grottesco criticava e descriveva la realtà e la letteratura sovietica di quegli anni. Queste opere furono scritte sotto lo pseudonimo Abram Terc e pubblicate all'estero.

Il processo e la condanna[modifica | modifica sorgente]

Andrej Sinjavskij subì insieme ad un altro poeta, scrittore e traduttore russo Julij Markovič Daniel'[5] un processo conosciuto come Il processo Sinjavskij-Daniel' iniziato nell'autunno del 1965 e terminato nel febbraio del 1966. Le opere di Sinjavskij che portarono alla sua condanna per pubblicazione all'estero di opere anti sovietiche furono il saggio Che cos'è il realismo socialista? (Что такое социалистический реализм?), nel quale per la prima volta lo scrittore rifiutava i canoni di realismo imposti dal regime riconoscendo come unica alternativa lo stile e la scrittura fantastica di Gogol' e Dostoevskij; Ljubimov, La gelata e gli altri racconti poi raccolti in Racconti fantastici di Abram Terc e la breve collezione di aforismi Pensieri sparsi (Мысли врасплох).

Molte sono le versioni riguardo a come il KGB riuscì ad attribuire la paternità degli scritti dei due autori pubblicati sotto pseudonimo all'estero. Unanimità c'è invece nel riconoscere che il processo fu volutamente epocale e utilizzato come spettacolo di propaganda e monito per tutti coloro che avrebbero pensato ad intraprendere una strada simile ai due scrittori. Si raccolsero oltre mille firme raccolte nei vari circoli intellettuali di Mosca e tantissime furono le lettere aperte di scrittori e critici di grande valore e importanza. Ma né la difesa di gran parte degli intellettuali dell'epoca, né la difesa di Sinjavskij che non dichiarò mai le sue opere come anti sovietiche, ma solo come libera espressione del pensiero di uno scrittore egli fu condannato a 7 anni di lavori forzati presso un lager penale per attività anti sovietica e propaganda reazionaria contro il regime sovietico.

Opere del periodo del lager[modifica | modifica sorgente]

Nel lager lavorò soprattutto come scaricatore. Al periodo dei lavori forzati risalgono: Passeggiate con Puškin (Прогулки с Пушкиным, 1966-1968); Una voce dal coro (Голос из хора, 1966-1971) e l'inizio di All'ombra di Gogol (В тени Гоголя, 1970-1973). In Passeggiate con Puškin l'autore descrive il primo poeta russo come libero da qualsiasi dottrina e anzi libero nell'utilizzare anche uno stile basso o grottesco. La reazione della stampa russa e dei russi emigrati all'estero verso quest'opera fu fortemente critica. Sinjavsikij fu accusato di non aver riconosciuto il grande valore del poeta e scrittore russo per eccellenza e di odiare gli scrittori e il popolo russo in generale in seguito a ciò che era avvenuto ed era stato detto su di lui prima, durante e dopo il processo. Nell'opera Una voce fuori dal coro, il coro rappresenta la voce del lager, ma è anche un'occasione che lo scrittore coglie per riflettere sul rapporto con Dio, il significato profondo della vita, della creazione artistica, della morte, dei sentimenti e delle caratteristiche e proprietà peculiari del popolo e della mentalità russa.

L'8 giugno 1971 venne liberato dal lager a regime duro e decise con la moglie Marja Rozanova[6] e il figlio Igor' di intraprendere la via dell'emigrazione e trasferirsi a Parigi dove divenne nel 1973 professore di Letteratura Russa alla Sorbona.

I rapporti con l'intelligencja russa anche con gli intellettuali emigrati in Europa furono sempre molto tesi fino a che si arrivò ad un punto di rottura segnato dall'interruzione della collaborazione con la rivista Kontinent[7] nel 1976 e la decisione con la moglie Marja Rozanova di fondare una nuova rivista Sintaksis[8] di pubblicistica e critica che raccolse le prime voce della dissidenza russa che fu più estetica che politica. In essa egli ha raccolto le più grandi testimonianze letterarie degli autori della nuova emigrazione sovietica.

La riabilitazione[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1989 poté andare liberamente a visitare la sua patria dove le prime sue opere furono pubblicate a partire dal 1990. Il 7 ottobre 1991 Izvestja pubblicò per la prima volta la revisione di alcuni processi tra cui quello Sinjavskij-Daniel' dai quali non era stato commesso in realtà nessun reato. Nel 1998 verrà pubblicato postumo il suo libro La casa del gatto (Кошкин дом. Роман дальнего следования, 1998), nel quale il protagonista è una sorta di "detective universale" che deve ricercare la causa del male nel mondo Morì nel 1997 a Fontenay-aux-roses nella provincia di Parigi.

Sinjavskij e Abram Terc[modifica | modifica sorgente]

Andrej Sinjavskij fu il professore barbuto e saggio di letteratura russa presso i più grandi istituti di cultura russa della sua epoca, autore anche di una serie di articoli di critica letteraria presso la famosa rivista Novij mir e di saggi su grandi autori russi, sul modo di fare letteratura dei suoi connazionali e di come secondo lui andava fatta la letteratura. Allo stesso tempo Abram Terc è colui che gli permette di pubblicare all'estero i racconti fantastici e i saggi di critica letteraria e linguistica nei quali si scaglia con tono grottesco e graffiante contro i canoni della sua epoca. Abram Terc rappresenta per lui dunque qualcosa di più di uno pseudonimo probabilmente è colui che attraverso l'elemento del fantastico narrativo lo fa vivere al di là della realtà quotidiana e permette al professore posato e colto di dar vita alle sue pagine e alle sue storie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ partito politico russo attivo dai primi anni del Novecento. Riuniva i gruppi socialisti rivoluzionari che si erano venuti a creare dalla fine dell'Ottocento.
  2. ^ Città della Russia europea sud-orientale che si trova nella Regione di Samara della Federazione russa
  3. ^ Resistenza del popolo e dell'esercito russo e delle truppe alleate durante la Seconda Guerra mondiale sul fronte orientale contro i le truppe tedesche.
  4. ^ Rivista pubblicata a partire dal 1925. In principio vicina alla politica comunista finì per allontanarsene sempre di più a partire dal 1945 e a spostare la linea editoriale verso le prime forme di dissidenza sovietica fino ad arrivare negli anni Ottanta a un'aspra critica del regime sovietico.
  5. ^ Scrittore russo, traduttore, poeta e saggista che collaborò a lungo con la rivista Novij Mir come Sinjavskij e che pubblicò come lui all'estero alcune opere con lo pseudonimo Nikolaj Aržak.
  6. ^ Editrice, redattrice e insieme al marito fondatrice della rivista Syntaksis fu una delle figure più importanti del dissenso sovietico.
  7. ^ Rivista trimestrale fondata da V. E. Maksimov a Parigi nel 1974. Fu la principale rivista di dissidenza russa e si basava su 4 pilastri antitotalitarismo, apartiticità, idealismo religioso e democrazia.
  8. ^ Giornale pubblicato dal 1978 al 2001 che ebbe come fondatori Sinjavskij e la moglie Maria Rozanova che ne fu capo-redattore.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 88373684 LCCN: n/80/73839