Andrea Degortes

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«Nessuno al Palio di Siena, almeno in quello dei tempi moderni, è riuscito a fare ciò che ho fatto io ed anche i miei avversari, se non sono faziosi, non possono che riconoscere che sono stato il migliore di tutti e che difficilmente nascerà qualcuno capace di superarmi.»

(Andrea Degortes, prefazione al libro Aceto Re del Palio)
Andrea Degortes
Andrea Degortes.jpg
Nazionalità Italia Italia
Equitazione Equestrian pictogram.svg
Specialità Corse a pelo
Carriera
Palio di Siena
Soprannome Aceto
Esordio 2 luglio 1964
Bruco
Ultimo Palio 2 luglio 1996
Torre
Vittorie 14 (su 58 corse)
Ultima vittoria 3 luglio 1992
Aquila
Palio di Legnano
Esordio
Ultimo Palio
Vittorie
Ultima vittoria 1974
Sant'Erasmo
 

Andrea Degortes detto Aceto (Olbia, 1º maggio 1943) è un ex fantino italiano.

Palio di Siena[modifica | modifica wikitesto]

Il "Re della piazza"[modifica | modifica wikitesto]

A fare grande la fama di Aceto è stato il Palio di Siena, corsa nella quale il fantino sardo ha colto ben 14 vittorie (solo una di meno rispetto al record detenuto ex aequo da Bastiancino e dal Gobbo Saragiolo) su 58 partecipazioni.

Trasferitosi giovanissimo in Toscana, Andrea Degortes si mise in luce nelle corse di cavalli disputate nei centri della provincia di Siena, naturali "trampolini di lancio" verso la rassegna senese. Qui l'esordio avvenne assai presto, quando Degortes aveva solo 21 anni: per il palio del 2 luglio 1964, chiamato dal Bruco, contrada che aveva ben poche pretese per quella carriera, avendo ricevuto in sorte il cavallo esordiente Olimpico. Andrea Degortes fu segnato con il soprannome Penna Nera: non vinse, ma il Bruco lo confermò per il palio dell'Assunta dello stesso anno per montare Topolone, uno dei più forti cavalli di ogni tempo.

Ad un anno esatto dall'esordio, il 2 luglio 1965, Degortes, che fu definitivamente soprannominato Aceto, colse la prima vittoria: chiamato, infatti, dall'Aquila a montare proprio Topolone, Aceto vinse nonostante la presenza della rivale Pantera, decisa ad ostacolare il binomio aquilino.

Due anni dopo avvenne l'incontro con quella che sarebbe stata la sua storica contrada, l'Oca. Aceto esordì con i colori di Fontebranda il 16 agosto 1967 su Danubio, per poi vincere il suo secondo palio (il primo con l'Oca) un anno esatto dopo, montando la cavalla Livietta in una carriera quanto mai rocambolesca. Partita in testa, infatti, Livietta rischiò di compromettere gli sforzi di Aceto al secondo San Martino, quando la cavalla andò a dritto, favorendo così il passaggio di ben sei contrade. La corsa pareva arridere al Leocorno che condusse fino all'ultimo Casato, quando una caduta generale riportò clamorosamente l'Oca in testa. Aceto era peraltro ignaro di aver vinto (aveva tagliato il bandierino superando un monturato lecaiolo in festa) e quando fu raggiunto dagli ocaioli cercò di spiegare l'errore al secondo San Martino, non sapendo che essi volevano portarlo in trionfo[1].

Il legame con l'Oca si era ormai fatto ben saldo e Aceto ne divenne il fantino di contrada. Ciò significava che Aceto era legato solo all'Oca, che poi, in determinate carriere, avrebbe potuto prestarlo ("girarlo" nel linguaggio paliesco) a qualche consorella. Ciò accadde nei due palii ordinari del 1969, quando Aceto corse a luglio con la Lupa (all'epoca alleata dell'Oca) e ad agosto con il Valdimontone. Il fantino tornò a correre per Fontebranda il 21 settembre 1969, in occasione del "Palio della Luna" (la carriera straordinaria indetta per celebrare lo sbarco dell'uomo sulla Luna avvenuto il 20 luglio dello stesso anno). La sorte assegnò all'Oca il forte Topolone e Aceto, come da pronostico, vinse il terzo palio della sua carriera.

Tre anni dopo, il 2 luglio 1972, Aceto colse una nuova vittoria, stavolta per la Tartuca con la cavalla Mirabella. Ad agosto però giunse la prima grossa delusione. Con il solito giubbetto dell'Oca, Aceto montava l'ottima Rosella, che portò rapidamente in testa. Sembrava ormai fatta, ma all'ultimo San Martino Aceto prese male la curva e cadde, favorendo così il passaggio dell'Onda che vinse il Palio. Il riscatto avvenne un mese dopo (il 17 settembre), nel Palio straordinario indetto per celebrare il quinto centenario della fondazione del Monte dei Paschi di Siena. L'Oca girò Aceto all'Istrice (scatenando peraltro le reazioni della rivale di quest'ultima, la Lupa, che ruppe l'alleanza con la contrada di Fontebranda[2]), cui era toccata in sorte Mirabella, e vinse, sfruttando una caduta della battistrada Torre al secondo San Martino.

Dopo un periodo sfortunato (beffarda la sconfitta con l'Oca il 2 luglio 1974, quando Aceto su Tatiana fu passato all'ultima curva del Casato dal Valdimontone), si aprirono gli "anni d'oro" per Aceto, durante i quali il fantino instaurò il proprio predominio sul Palio, grazie anche ai forti cavalli di cui gli venne affidata la monta. Dal 1974 al 1976 vinse tre Palii dell'Assunta consecutivi con Selva, Chiocciola e Civetta, in tutti e 3 i casi montando Panezio (che con Folco, cavallo della prima metà del Novecento, fu il più vittorioso barbero del XX secolo con 8 vittorie). Ad agosto 1977 tornò alla vittoria con l'Oca su Rimini. Nel 1979 vinse di nuovo per l'Aquila su Urbino, poi il 17 agosto 1980 riportò alla vittoria la "nonna" dell'epoca, il Leocorno (senza successi da 26 anni), montando Uana, nonostante l'insidia di alcuni oggetti (tra cui una sedia) lanciatigli contro da alcune persone in Piazza.

Passarono quindi quattro anni prima di tornare alla vittoria: il 2 luglio 1984 Aceto portò di nuovo al successo l'Oca, montando il barbero Bayardo. Un anno esatto dopo Aceto vinse per la quinta volta per Fontebranda, stavolta su Brandano.

Ma da questo momento il fantino entrò in una fase calante, dovuta all'ascesa di nuovi colleghi (specie Salvatore Ladu detto Cianchino e Giuseppe Pes detto Il Pesse) e ad una crisi societaria dell'Oca. La contrada di Fontebranda infatti, abituata a vincere assai spesso (non a caso è ad oggi la contrada con più vittorie ufficiali, ben 65), non riusciva più a conquistare successi e sul finire degli anni ottanta prese l'inattesa decisione di "scaricare" Aceto. L'esito fu clamoroso: Andrea Degortes infatti, dopo 19 palii (di cui 5 vinti) con l'Oca, accettò la chiamata dell'acerrima rivale, la Torre. La contrada di Salicotto, che aveva già tentato ai tempi del compianto capitano Artemio Franchi, di ingaggiare Aceto, si affidò stavolta a colui che diverse volte l'aveva "purgata", per rompere un lungo digiuno che durava dal 16 agosto 1961. Il barbero da montare era uno dei migliori del lotto, Uberto, ma la sfortuna che perseguitava la Torre da più di trent'anni non mollò la presa neanche stavolta e Aceto cadde già al primo San Martino.

La carriera di Aceto pareva finita, tanto che nel 1991 non corse alcun Palio. L'anno dopo, però, il 3 luglio 1992, il "re della Piazza" tornò a correre il Palio: a chiamarlo fu l'Aquila, che nutriva ambizioni di vittoria avendo ricevuto in sorte il forte cavallo Galleggiante. Le ambizioni di vittoria dell'Aquila erano però ostacolate dalla rivale Pantera, che si affidò a Sebastiano Deledda detto Legno, incaricato di fare di tutto per impedire la vittoria aquilina. Legno prese alla lettera le indicazioni ricevute e già durante il "tondino" prima della mossa provocò aspramente Aceto. I due passarono in breve dalle parole ai gesti e volarono pesanti nerbate reciproche: era la prima volta, per lo meno nelle edizioni recenti del Palio, che due fantini si nerbassero prima della mossa (anche perché proibito, a differenza che in gara, dal Regolamento). Alla mossa l'ostacolo di Legno si ripeté: Aceto partì ultimo, mentre Legno, assicuratosi del grosso ritardo del rivale, riuscì a recuperare diverse posizioni, prendendo addirittura la testa della carriera. Aceto, però, non si dette per vinto: approfittando della caduta di Nicchio e Montone e spingendo al massimo Galleggiante, si portò in seconda posizione già al Casato, lanciandosi all'inseguimento della Pantera. Probabilmente l'accorgersi che il rivale si era rifatto sotto fece cadere la sicurezza di Legno, il quale, al secondo giro, cadde da cavallo al passaggio di fronte a Palazzo Sansedoni (tra la Fonte Gaia e la curva di San Martino), punto non difficile e nel quale le cadute sono alquanto rare. Aceto ne approfittò, prendendo il comando e cogliendo la sua quattordicesima e ultima vittoria.

Tuttavia la vittoria con l'Aquila fu il "canto del cigno" di Aceto, che ad agosto infatti fallì nuovamente nel tentativo di scuffiare la Torre (montando ancora il barbero Uberto). Nel 1993 non corse nessuno dei due Palii per squalifica, a causa delle nerbate dell'anno prima con Legno (che dal canto suo fu punito con 4 Palii di squalifica).
Poi, dopo altri due palii persi (il 2 luglio 1994 con l'Aquila e il 2 luglio 1996 con la Torre), decise di abbandonare la carriera di fantino.

Aceto vive oggi ad Asciano (SI), dove gestisce un allevamento di cavalli. Dopo il ritiro ha partecipato come concorrente alla quarta edizione del reality show di Rai 2 "L'isola dei famosi", che ha preso il via il 13 settembre 2006, venendo eliminato nel corso della quarta puntata con il 61% dei voti[3].

Aceto e Trecciolino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Luigi Bruschelli.

Il nuovo "re della Piazza", Luigi Bruschelli detto Trecciolino, pare lanciato a raggiungere, se non addirittura a superare, il traguardo dei 14 trionfi di Aceto. Tuttavia Aceto, nelle numerose interviste in cui gli è stato fatto presente il "rischio" di perdere il primato dei tempi moderni, ha posto l'accento sulla differenza tra il Palio corso ai suoi tempi e quello attuale. Pur non nascondendo la grande stima verso Trecciolino (pienamente ricambiata da quest'ultimo), in una recente intervista Aceto ha sottolineato che «quando correvo io c'erano tanti fantini validi come Il Pesse, Cianchino, Bastiano e prima ancora Bazzino, Bazza e Ciancone. Trecciolino oggi, pur essendo il migliore, non ha tutta questa concorrenza».

Aceto sostiene altresì che, quand'anche il Bruschelli riuscisse ad eguagliare il record di vittorie dei tempi moderni, il suo primato avrebbe comunque maggior valore poiché il Palio vinto da Trecciolino il 2 luglio 2001 per la contrada del Leocorno gli è stato accreditato (come da Regolamento del Palio) anche se a vincere fu il cavallo scosso.

Ha inoltre commentato il fatto che come lui, anche Trecciolino, che prima era fantino dell'Oca, si sia legato alla Torre (contrada che ha riportato alla vittoria dopo 44 anni il 16 agosto 2005), dicendo: «io sono andato nella Torre dopo che l'Oca mi aveva abbandonato, Trecciolino lo ha fatto esclusivamente per soldi»[4].

Presenze al Palio di Siena[modifica | modifica wikitesto]

Aceto con la Tartuca nel luglio 1990

Aceto è stato il fantino più vittorioso del XX secolo: ha superato Angelo Meloni detto Picino, che nella prima metà del Novecento ne colse 13.

Nel computo delle vittorie totali nella storia del Palio di Siena è terzo dietro Bastiancino e al Gobbo Saragiolo, che rispettivamente nel XVIII e nel XIX secolo vinsero 15 volte ciascuno. Oltre alle 5 vittorie con l'Oca Aceto ha vinto tre volte per l'Aquila e una volta ciascuna per Tartuca, Istrice, Selva, Chiocciola, Civetta e Leocorno. Nelle sue 58 partecipazioni al Palio di Siena ha corso almeno una volta per tutte le Contrade, eccezion fatta per Giraffa, Onda e Nicchio. Non ha mai vinto con un cavallo scosso.

Le vittorie sono evidenziate ed indicate in neretto.

Palio Contrada Cavallo Note
2 luglio 1964 Bruco Olimpico
16 agosto 1964 Bruco Topolone
2 luglio 1965 Aquila Topolone
16 agosto 1965 Bruco Danubio scosso
2 luglio 1966 Bruco Serenella scosso
17 agosto 1966 Istrice Gabria
16 agosto 1967 Oca Danubio
24 settembre 1967 Oca Beatrice
2 luglio 1968 Leocorno Topolone
16 agosto 1968 Oca Livietta
2 luglio 1969 Lupa Morgan
16 agosto 1969 Valdimontone Ercole scosso
21 settembre 1969 Oca Topolone
2 luglio 1970 Oca Sambrina
16 agosto 1970 Oca Mirabella
2 luglio 1971 Bruco Ortella
16 agosto 1971 Valdimontone Ira scosso
2 luglio 1972 Tartuca Mirabella
16 agosto 1972 Oca Rosella II scosso
17 settembre 1972 Istrice Mirabella
2 luglio 1973 Istrice Lazzarella
16 agosto 1973 Oca Nedo scosso
2 luglio 1974 Oca Tatiana
16 agosto 1974 Selva Panezio
2 luglio 1975 Oca Orbello scosso
17 agosto 1975 Chiocciola Panezio
2 luglio 1976 Oca Tornado
18 agosto 1976 Civetta Panezio
2 luglio 1977 Drago Tobruck
16 agosto 1977 Oca Rimini
3 luglio 1978 Oca Teseo II
16 agosto 1978 Istrice Rimini
16 agosto 1979 Aquila Urbino de Ozieri
17 agosto 1980 Leocorno Uana
7 settembre 1980 Oca Valsandro scosso
2 luglio 1981 Chiocciola Panezio
16 agosto 1981 Drago Torquato Tasso scosso
2 luglio 1982 Selva Panezio
16 agosto 1982 Pantera Benito
3 luglio 1983 Aquila Balente
16 agosto 1983 Oca Cassius scosso
2 luglio 1984 Oca Bayardo
16 agosto 1984 Bruco Sirlad
2 luglio 1985 Oca Brandano
16 agosto 1985 Bruco Bayardo
2 luglio 1986 Civetta Figaro[Nota 1] Non corre
16 agosto 1986 Lupa Brandano scosso
13 settembre 1986 Oca Benito
16 agosto 1987 Istrice Libia
2 luglio 1988 Oca Galleggiante
16 agosto 1988 Civetta Galleggiante
2 luglio 1989 Civetta Figaro
16 agosto 1989 Selva Figaro
2 luglio 1990 Tartuca Bambina
16 agosto 1990 Torre Uberto scosso
3 luglio 1992 Aquila Galleggiante
16 agosto 1992 Torre Uberto
2 luglio 1994 Aquila Oriolu de Zamaglia
2 luglio 1996 Torre Musetto
  1. ^ Aceto non prese parte a questo palio, a causa di un infortunio occorsogli durante le fasi della mossa, quando ricevette un calcio dal cavallo del Drago Ogiva e fu costretto al ritiro. Tale carriera non è conteggiata tra le 58 partecipazioni di Aceto al Palio di Siena.

Altri Palii[modifica | modifica wikitesto]

Palio di Asti[modifica | modifica wikitesto]

Aceto ha preso parte a dieci edizioni del Palio di Asti, arrivando sei volte in finale e riportando 2 vittorie: la prima nel 1968 per il Borgo San Pietro montando il cavallo Stereo, la seconda nel 1984 con i colori del Rione S.Martino-S.Rocco, montando il cavallo Stachys. Va comunque ricordato che nel 1970 il Consiglio del Palio di Asti deliberò di ammettere alla corsa solamente fantini residenti in Piemonte; tale norma è rimasta in vigore fino al 1983.

Ecco nel dettaglio le 10 partecipazioni di Aceto al Palio di Asti. In grassetto sono riportate le vittorie.

1984, Aceto vince il Palio di Asti per il Rione San Martino/San Rocco
Palio Rione, Borgo, Comune Cavallo Piazzamento
1968 Borgo San Pietro Stereo 1º (Palio)
1969 Borgo Don Bosco - Borgo Viatosto Cuba Eliminato in batteria
1984 Rione San Martino San Rocco Stachys (Sotto) 1º (Palio)
1985 Borgo Tanaro Trincere Torrazzo Fulmine 2º (Borsa di monete)
1986 Borgo Tanaro Trincere Torrazzo Gai Time 2º (Borsa di monete)
1987 Borgo Tanaro Trincere Torrazzo Mistic Eyes Eliminato in batteria
1989 Rione Santa Caterina Grinta Eliminato in batteria
1990 Rione San Paolo Stachys 3º (Speroni)
1991 Borgo Don Bosco Losna Eliminato in batteria
1992 Borgo Don Bosco Conte verde 8º (Acciuga)


Altre vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palio dell'Assunta del 1968 di venerdì, 16 agosto - Cronaca tratta da "Daccelo" di Roberto Filiani, su Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 27 marzo 2010.
  2. ^ Amarcord, su Contrada della Lupa. URL consultato il 27 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2013).
  3. ^ Dopo avere vinto la nomination contro Raoul Casadei, è stato eliminato il 4 ottobre, battuto al televoto dall'attore Raffaello Balzo
  4. ^ Aceto, l'ultimo grande Re, su Ocaiolo extramoenia. URL consultato il 27 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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