Andante per flauto e orchestra (Mozart)

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Andante per flauto
Compositore Wolfgang Amadeus Mozart
Tonalità Do maggiore
Numero d'opera K 315 (K6 285e)
Epoca di composizione Salisburgo, 1779-1780
Pubblicazione André, Offenbach 1800
Autografo conservato a Parigi, Bibliothéque du Conservatoire
Dedica sig. De Jean (o Dejan o Dechamps)
Organico

flauto (solista), 2 oboi, 2 corni, archi (violini primi e secondi; viole; violoncelli; contrabbassi)

L'andante in Do maggiore K 315 (K6 285e) venne commissionato a Wolfgang Amadeus Mozart dall'indiano, un ricco olandese che viveva di rendita di nome De Jean (o simile), insieme ad altri facili pezzi per flauto ed alcuni quartetti.

Duecento fiorini erano un ottimo compenso ma Mozart lavorò alle composizioni poco volentieri e se le portò in giro per l'Europa nel viaggio che a quel tempo stava compiendo toccando Monaco, Mannheim e Parigi. Mozart, come scriverà in una lettera al padre Leopold che lo sollecitava a non trascurare il lucroso impegno, si annoiava a comporre più pezzi per lo stesso strumento tuttavia, ben conscio che la sua musica sarebbe passata ai posteri, non poteva permettersi e non voleva scrivere cattiva musica. Non finì mai la commissione e come conseguenza ne ebbe solo una parte del compenso.

Il brano ha una scrittura solistica semplice; lineare è anche la parte sinfonica. Tutto ciò permette al flauto, che come detto non è trattato a livello virtuosistico, di emergere senza dover competere con l'orchestra. Scritto nella classica forma della sonata troviamo due temi (il primo con l'andamento di una serenata ricorda la melodia di un celebre quartetto di Haydn; il secondo è una barcarola soffusa di lieve malinconia) seguiti da un breve sviluppo ed una ripresa in cui la tonalità di Sol minore carica di suggestione il suono del flauto.

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