Analisi esistenziale

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Con la locuzione analisi esistenziale, antropoanalisi, antropologia fenomenologica o antropologia esistenziale o daseinsanalyse, si è soliti indicare gli sviluppi in ambito psicologico e psicoanalitico della fenomenologia di Husserl e dell'ontologia esistenzialistica di Heidegger. In particolare, i principali esponenti dell'antropoanalisi furono Ludwig Binswanger e Medard Boss.

La dottrina[modifica | modifica wikitesto]

L'antropoanalisi, come dottrina e come prassi terapeutica, si può a buon diritto far rientrare nell'ambito della cosiddetta psicologia umanistica, ovvero quell'ambito della psicologia che - diversamente ad es. dalla scuola comportamentista - tende ad esaltare la specificità dell'uomo e il suo primato ontologico quale unico ente capace di svolgere una riflessione esplicita su sé stesso. In particolare, la filosofia di Heidegger riconosce nell'uomo, come dasein, ovvero esser-ci, l'ente che sperimenta in modo privilegiato la relazione con l'essere, vissuta attraverso le tre dimensioni della temporalità. Binswanger, da un punto di vista più antropologico che filosofico, sviluppa questa riflessione sulla tridimensionalità del tempo vissuto dell'uomo, mostrando in particolare come è proprio l'alterata relazione con la temporalità la causa dell'impossibilità, per un individuo, di esperire in modo autentico la propria vita. In questo senso la patologia insorge, secondo l'analisi esistenziale, come esplicitazione di un'anomalia nel tempo vissuto dell'individuo; il soggetto malato, in altre parole, non è più in grado di rappresentarsi le tre dimensioni della temporalità in modo da distinguerle correttamente l'una dall'altra, ma piuttosto le sovrappone, proiettando ad es. nel futuro le esperienze del passato, o viceversa.

Nella prassi dell'antropoanalisi, fondamentale e carismatica risulta essere la figura del terapeuta, il quale deve svolgere il ruolo di facilitatore più che un ruolo tecnico vero e proprio. Viene così ad essere privilegiato il momento presente del rapporto terapeutico, rispetto alla ricerca delle radici profonde e inconsce delle patologie dell'individuo.

In Italia la riflessione filosofica proposta dall'antropoanalisi è stata divulgata e proseguita, fra gli altri, dal filosofo e critico d'arte triestino Gillo Dorfles.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G.Dorfles, L'intervallo perduto, Einaudi, Torino, 1980
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