Amphiprion percula
Il pesce pagliaccio orientale (Amphiprion percula Lacepède, 1802) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Pomacentridae.[1]
È la "specie gemella" del pesce pagliaccio occidentale (Amphiprion ocellaris).
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Vive nelle barriere coralline dell'Oceano Pacifico occidentale, nelle Sulawesi (Indonesia), in Melanesia (nella Nuova Guinea indonesiana, nella Papua Nuova Guinea, in Nuova Britannia, nelle isole Salomone e nei vari arcipelaghi ed isole circostanti) e nell'Australia nord-orientale (Grande Barriera Corallina, Queensland), associato alle attinie o anemoni di mare con le quali instaura una simbiosi mutualistica.[1] Vive in acque basse costiere dalla superficie fino a 10-15 m di profondità.[2]
Descrizione
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Raggiunge al massimo 8-11 cm di lunghezza. È molto simile al pesce pagliaccio occidentale (Amphiprion ocellaris) con cui è spesso confuso, da cui si distingue a malapena in base al numero dei raggi delle pinne e per la colorazione leggermente meno vivace. Presenta un corpo relativamente cilindrico, allungato, solo leggermente bombato sul dorso; il peduncolo caudale è robusto; la bocca, relativamente piccola, è in posizione terminale e rivolta verso l'alto, è dotata di labbra carnose protattili e di denti conici, piccoli ma aguzzi.
La pinna caudale è lunga e tonda; la pinna dorsale, non particolarmente sviluppata, è nettamente divisa in due parti; la prima parte è sostenuta da 9 o 10 spine rigide, delle quali le prime 5 molto più lunghe delle altre, e può essere inarcata a piacere o portata piatta sul dorso; la seconda parte, più sviluppata in altezza dell'anteriore e separata dalla prima da una profonda concavità ha 14/17 raggi molli che non possono essere abbassati e termina con una punta arrotondata che non supera l'inizio del peduncolo caudale; la pinna anale, a sua volta sostenuta da 2 spine rigide e da 11/13 raggi molli, è simmetrica alla seconda parte della pinna dorsale; le pinne pettorali e ventrali sono di forma trapezoidale, sviluppate, sia in lunghezza che in altezza, e con il bordo molto arrotondato.

La livrea è particolarmente appariscente e colorata, molto simile a quella del pesce pagliaccio occidentale (Amphiprion ocellaris) con cui viene spesso confuso. Il corpo e le pinne sono interamente rosso arancione brillante, talvolta violetto o addirittura nero, con tre larghe bande verticali bianche o leggermente turchesi bordate di nero, una sul peduncolo caudale, una a metà corpo e l'ultima sull'opercolo branchiale. Il bordo nero che circonda le bande bianche può essere più o meno spesso a seconda della località.[2]
La prima di queste bande, a forma di parentesi tonda avvolge quasi interamente la testa e, passando sulla fronte, si collega alla sua omologa dell'altro lato; rimane solo, sotto la gola, una piccola zona arancione.
La seconda delle barre avvolge anularmente il pesce all'altezza della divisione della pinna dorsale e presenta un dosso rivolto in direzione della testa; la terza banda avvolge quasi completamente il peduncolo caudale lasciandone solo una piccola parte arancione all'attaccatura della pinna caudale.
La pinna caudale, la parte posteriore della pinna dorsale, la pinna anale e le pinne pettorali hanno un doppio bordo, nero internamente e turchese esternamente; la parte anteriore della pinna dorsale, le pinne pettorali e quelle ventrali hanno solo un bordo nero.
Ecologia
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Come tutti i pesci pagliaccio, vive in simbiosi mutualistica obbligata con gli anemoni di mare, in particolare con le specie Radianthus magnifica, Stichodactyla gigantea e Stichodactyla mertensii. Si rifugia tra i tentacoli urticanti dell'anemone, al cui veleno il pesce pagliaccio è immune grazie al muco che ricopre la sua pelle, e oltre a proteggersi dai predatori si nutre degli avanzi e tiene pulito l'anemone dai parassiti. Inoltre, il pesce pagliaccio protegge attivamente l'anemone di mare che lo ospita da potenziali predatori (ad esempio i pesci farfalla), quindi entrambi gli organismi, sia l'anemone di mare sia il pesce pagliaccio, traggono un vantaggio da questa associazione, che è talmente forte ed importante per questi due organismi che entrambi non sopravviverebbero a lungo l'uno senza l'altro.[3][4][5]
Spesso vive in piccoli gruppi.[6] In uno studio sul pesce pagliaccio orientale è stato osservato che gli individui di un gruppo mantengono una rigida gerarchia basata sulle dimensioni corporee. I subordinati regolano il proprio tasso di crescita in modo da rimanere significativamente più piccoli dell’individuo immediatamente dominante, riducendo così il rischio di conflitto ed espulsione dal gruppo.[7]
Nel pesce pagliaccio orientale è stata osservata una relazione tra le dimensioni dell’anemone ospite e quelle del gruppo sociale. Gli anemoni più grandi tendono a ospitare gruppi più numerosi e individui dominanti di maggiori dimensioni. Anemoni più grandi ospitano gruppi più numerosi e individui dominanti più grandi, inoltre, la dimensione della femmina dominante influenza quella degli individui subordinati, indicando che la disponibilità di spazio e risorse offerta dall’ospite influenza direttamente la struttura sociale dei pesci.[8]
Riproduzione
[modifica | modifica wikitesto]Come tutti i pesci pagliaccio, è oviparo ed ermafrodita proterandrico: tutti gli esemplari nascono maschi; all'interno del gruppo l'individuo più grande si "trasforma" in femmina funzionale e si accoppia con il maschio secondo per dimensioni. Se si rimuove questo individuo dal gruppo, tra quelli rimasti, il maschio di dimensioni maggiori si trasforma in femmina e il maschio secondo per dimensioni corporee è l'unico maschio sessualmente maturo. Pertanto un singolo individuo può svolgere nell'arco del suo ciclo vitale sia la funzione di maschio sia quella di femmina in momenti diversi del proprio ciclo biologico. Sono ermafroditi proterandrici sequenziali, cioè un individuo può svolgere la funzione maschile nei primi periodi del ciclo biologico e quella femminile successivamente.[9]
Ibridazione
[modifica | modifica wikitesto]È stata osservata in acquario l'ibridazione tra Amphiprion percula e Amphiprion ocellaris.[10]
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]La tassonomia delle specie Amphiprion percula e Amphiprion ocellaris è stata negli anni abbastanza controversa. Le specie si distinguono solamente in base alla distribuzione geografica e al numero dei raggi delle pinne (Amphiprion percula presenta normalmente 9-10 spine dorsali, mentre Amphiprion ocellaris 10-11).[11] Timm et al. (2008) li definiscono come specie gemelle (sibling species), e le analisi molecolari indicano che la situazione genetica è più complessa della semplice divisione morfologica in due specie.[12] Le analisi di DNA barcoding evidenziano ulteriore diversità criptica sia in Amphiprion ocellaris sia in Amphiprion percula, confermando che i limiti tassonomici del complesso non sono banali.[13] Tang (2021) riconosce A. ocellaris e A. percula come due specie distinte e strettamente imparentate, appartenenti allo stesso clade, ma sottolinea che l'argomento necessita ancora di approfondimenti, proprio sulla base di Timm et al. (2008) e degli studi genetici precedenti.[14]
Acquariofilia
[modifica | modifica wikitesto]Viene spesso allevato negli acquari e si è anche riprodotto in cattività.
Conservazione
[modifica | modifica wikitesto]La Lista Rossa della IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) considera Amphiprion percula come specie a rischio minimo di estinzione.[15]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Amphiprion percula, in WoRMS (World Register of Marine Species).
- 1 2 Andrea Ferrari e Antonella Ferrari, Barriere Coralline, Mondadori, 2004, ISBN 9788804451570.
- ↑ (EN) Allen, G. 1997. Marine Fishes of Tropical Australia and South-East Asia. Perth: Western Australian Museum.
- ↑ Fautin, Daphne G. e Allen, Gerald R., Field Guide to Anemone Fishes and Their Host Sea Anemones, Western Australian Museum, 1997, ISBN 9780730983651.
- ↑ Ollerton, Jeff, McCollin, Duncan, Fautin, Daphne G., Allen, Gerald R., Finding NEMO: nestedness engendered by mutualistic organization in anemonefish and their hosts, in Proceedings of the Royal Society of London B: Biological Sciences, vol. 274, 2007, pp. 591-598, DOI:10.1098/rspb.2006.3758.
- ↑ Andrea Ferrari e Antonella Ferrari, Barriere Coralline, Mondadori, 2004, ISBN 9788804451570.
- ↑ Peter Buston, Size and growth modification in clownfish, in Nature, vol. 424, 2003, pp. 145-146, DOI:10.1038/424145a.
- ↑ Juliette Chausson, Maya Srinivasan e Geoffrey P. Jones, Host anemone size as a determinant of social group size and structure in the orange clownfish (Amphiprion percula), in PeerJ Aquatic Biology, 2018, DOI:10.7717/peerj.5841.
- ↑ (EN) Hans Fricke e Simone Fricke, Monogamy and sex change by aggressive dominance in coral reef fish, in Nature, vol. 266, n. 5605, 1977-04, pp. 830-832, DOI:10.1038/266830a0. URL consultato il 17 giugno 2024.
- ↑ Jeyagoby Balamurugan, Kandasamy Kathiresan e Bharathiamma Meenakumari, Interspecific Hybridization and Reproductive Biology of Marine Clownfishes, The Orange Clownfish Amphiprion percula and Clown Anemonefish A. ocellaris, in North American Journal of Aquaculture, vol. 80, 2018, pp. 301-309, DOI:10.1002/naaq.10033.
- ↑ Kuttan Kuravamparambu Anikuttan, Palsamy Rameshkumar e Abdul Khudus Nazar et al., Designer clown fishes: Unraveling the ambiguities, in Frontiers in Marine Science, vol. 9, 6 settembre 2022, DOI:10.3389/fmars.2022.907362.
- ↑ Janne Timm, Malgorzata Figiel e Marc Kochzius, Contrasting patterns in species boundaries and evolution of anemonefishes (Amphiprioninae, Pomacentridae) in the centre of marine biodiversity, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 49, 2008, DOI:10.1016/j.ympev.2008.04.024.
- ↑ Pradipunt Thongtam na Ayudhaya, Narongrit Muangmai, Nuwadee Banjongsat, Worapong Singchat, Sommai Janekitkarn, Surin Peyachoknagul, Kornsorn Srikulnath, Unveiling cryptic diversity of the anemonefish genera Amphiprion and Premnas (Perciformes: Pomacentridae) in Thailand with mitochondrial DNA barcodes, in Agriculture and Natural Resources, vol. 51, 2017, pp. 198-205, DOI:10.1016/j.anres.2017.07.001.
- ↑ Tang, K.L., Stiassny, M.L.J., Mayden, R.L., DeSalle, R., Systematics of Damselfishes, in Ichthyology & Herpetology, vol. 109, 2021, pp. 258-318, DOI:10.1643/i2020105.
- ↑ Amphiprion percula, su iucnredlist.org.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Amphiprion percula, su FishBase. URL consultato il 21.11.2012.
