Amor nello specchio

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Amor nello specchio
Amornellospecchio-1999-Maira.png
Simona Cavallari e Anna Galiena in una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1999
Durata109 min
Generecommedia
RegiaSalvatore Maira
SoggettoSalvatore Maira
SceneggiaturaSalvatore Maira (collaborazione di Massimo Franciosa)
ProduttoreMariella Li Sacchi e Gian Mario Feletti
Produttore esecutivoAmedeo Letizia
Casa di produzioneFactory srl, G.m.f. srl in collaborazione con RAI – Radiotelevisione Italiana
Distribuzione (Italia)Warner Bros. Italia
FotografiaMaurizio Calvesi
MontaggioAlfredo Muschietti
MusicheNicola Piovani
ScenografiaAntonello Geleng e Marina Pinzuti
CostumiLuigi Bonanno
TruccoMaurizio Silvi, Alfredo Tiberi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Amor nello specchio è un film del 1999 scritto e diretto da Salvatore Maira. Prodotto da Mariella Li Sacchi e Gian Mario Feletti

Il film racconta le vicende artistiche e sentimentali del capocomico e drammaturgo della prima metà del Seicento Giovan Battista Andreini durante la scrittura, le prove e la prima rappresentazione della commedia che dà il titolo al film (e di cui lo stesso Maira ha curato un'edizione critica).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1619, presso la corte dei Gonzaga a Mantova presta servizio la celebre compagnia dei Fedeli, guidata da Giovan Battista Andreini. Quando questi si infatua della giovane e ambiziosa Lidia e la accoglie nella compagnia, scatenando la furibonda gelosia sentimentale e professionale della moglie e primadonna Virginia, decide di sfruttare abilmente questa situazione di conflitto come ispirazione per una nuova commedia, sperando anche di placare la rivalità tra le due donne facendo condividere loro il palcoscenico e spingendole a rispecchiarsi nei ruoli che sono chiamate ad interpretare.

Mentre la compagnia è impegnata ad allestire il nuovo spettacolo al teatro di Sabbioneta, con l'aiuto degli straordinari meccanismi ottici inventati da Padre Attanasio, arte e vita finiscono per intrecciarsi e influenzarsi a vicenda: le due attrici, che nella finzione si innamorano l'una dell'altra per un equivoco, nella realtà sviluppano prima un'ambigua amicizia, alimentata deliberatamente da Virginia con l'intento di conquistare con il proprio carisma la donna più giovane e portarla al suo fianco contro il marito, e poi un'autentica passione amorosa, speculare a quella della commedia.

Ottenuto finalmente dal Duca il permesso di lasciare Mantova per raggiungere Parigi ed accogliere l'invito di esibirsi di fronte al re Luigi XIII di Francia, i Fedeli presentano con grande successo alla corte francese le loro opere più conosciute ed anche una prima, incompleta versione della nuova commedia. Quando sono però costretti ad andarsene, per motivi politici che non li riguardano direttamente, Virginia e Lidia lasciano prevalere il sentimento reciproco sul senso di appartenenza alla compagnia e se ne vanno via insieme, da sole, abbandonando Andreini e compagni ad un tormentato tragitto di ritorno verso casa, durante il quale il capocomico, benché colpito dall'assenza delle sue muse, da nuovi abbandoni e dalla morte di Artemio, uno dei suoi più importanti collaboratori, riesce a completare la commedia.

Quando le due protagoniste si riuniscono infine alla compagnia, Amor nello specchio può essere rappresentata per la prima volta, a Sabbioneta.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival il 17 settembre 1999 ed è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 19 novembre 1999.[1]

È stato distribuito in DVD da Dolmen Home Video nel 2005.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La critica in generale ha lodato le intenzioni di questo film così «singolare nel panorama italiano per ispirazione e fantasia produttiva»,[2] ma non ne ha trovato all'altezza il risultato finale.

Alla notevole ricostruzione storica, grazie agli straordinari ambienti offerti dai palazzi mantovani e dal teatro di Sabbioneta e valorizzati dalle scenografie di Antonello Geleng,[3][4] che per Fabrizio Liberti (FilmTV) sconfina in un «eccessivo autocompiacimento formale»,[5] corrisponde secondo Irene Bignardi (La Repubblica) una sceneggiatura «spesso più cerebrale che accattivante, più intelligente che appassionante», per Silvio Danese (Il Giorno) «una vicenda didascalica e obsoleta».[4]

Questo tentativo di «rievocare un mondo libertino ante litteram, in bilico tra repressione e genialità»[6] è definito senza mezze misure dal Dizionario Mereghetti «un modesto, volgare e inutile pasticcio».[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) IMDb - Release Info, su imdb.com. URL consultato l'11 luglio 2010.
  2. ^ Irene Bignardi, Eva contro Eva riunite a corte, in La Repubblica, 21 novembre 1999.
  3. ^ Tullio Kezich, Eva contro Eva nella solita guerra ma alla fine sarà attrazione fatale, in Il Corriere della Sera, 20 novembre 1999. (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  4. ^ a b Silvio Danese, Il Giorno, 27 novembre 1999.
  5. ^ Fabrizio Liberti, Il fascino del teatro nel film di Salvatore Maira. Originale, ma non basta, in FilmTV, 9 dicembre 1999.
  6. ^ a b Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 9788860731869 p. 171

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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