Ammortamento a rate costanti

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1leftarrow blue.svgVoce principale: ammortamento.

L'ammortamento "francese" prevede che le rate siano posticipate e che la somma ricevuta dal debitore all'inizio (t = 0) sia il valore attuale di una rendita a rate costanti. Ciascuna rata è comprensiva di parte del capitale (quota capitale) ed i relativi interessi (quota interessi) calcolati sul capitale residuo non ancora restituito (debito residuo). Tale metodo è alternativo ai metodi di calcolo con rata anticipata e ai metodi italiano e tedesco a quota capitale costante e rata variabile.

Modalità di calcolo del piano di rimborso[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il metodo francese la quota di interessi è più alta nel primo periodo e decresce nel corso dell'ammortamento, mentre, al contrario, la quota di capitale è più bassa all'inizio e cresce progressivamente (secondo una legge di progressione geometrica che è tipica della capitalizzazione composta). Per questo motivo l'ammortamento francese è anche detto "progressivo".

La specifica composizione delle due quote che compongono la rata determina una rata costante, ossia di importo sempre uguale per tutta la durata dell'ammortamento. Per questo motivo l'ammortamento francese è anche detto "a rata costante".

La formula di attualizzazione che determina l'importo della rata costante effettua una distribuzione di quote capitali di importo crescente e di quote interessi decrescenti secondo il regime di calcolo dell'interesse composto che non dà comunque luogo ad anatocismo [1] [2].

La formula che determina l'importo della rata è la seguente:

dove R è la rata, C il capitale iniziale, i il tasso di interesse sul capitale residuo ed n il numero di rate. Il tasso di interesse, solitamente annuale, va eventualmente riportato alla stessa cadenza delle rate (es. se mensili va diviso per 12, se semestrali per 6 e così via).

Ad ogni scadenza è anche possibile ricalcolare la rata ponendo C pari al debito residuo ed n pari al numero di rate non ancora scadute. In questo modo si otterrà sempre la stessa rata costante calcolata all'inizio.

Per l'attualizzazione delle rate deve essere soddisfatto il vincolo di equivalenza finanziaria che in questo caso equivale a scrivere la seguente:

dove:

  • S è il capitale prestato,
  • è la quota capitale relativa alla k-esima rata
  • n il numero di rate

Considerando che l'importo attualizzato della quota capitale è

dove:

  • R è l'importo della rata,
  • i il tasso di interesse nominale del periodo,
  • l'indice k scorre dalla prima rata alla n-esima,
  • n-k+1 è il numero di rate non ancora scadute,

Si ha che:

Da questa formula, noti capitale prestato, tasso di interesse nominale e numero di rate, è possibile calcolare R.

corrisponde, dunque, alla quota capitale della k-esima rata:

Si desume dalla (2) che tra una quota e la precedente vale la seguente relazione:

Ne deriva che ciascuna quota capitale può essere scritta a partire dalla prima quota :

con k= 1,.., n.

Inoltre dalla (2) si ricava facilmente (impostando k=n):

e impostando k=1:

ne consegue per la quota capitale della rata k-esima:

con k= 1, 2,.., n.

A questo punto si può scrivere direttamente la formula per il debito residuo e quella per l'interesse in ciascun periodo k.

con k= 1, 2,.., n - 1

con k= 1, 2,.., n.

Notare che in ogni periodo vale

con k= 1, 2,.., n.

Dalla precedente formula risulta che la rata è sempre la somma della quota capitale del periodo , cioè , più gli interessi sul debito residuo del periodo precedente, cioè . La formula (2) della quota capitale si ricava infatti risolvendo

La quota interessi prevale nella prima metà del mutuo, per la restante durata prevale la quota capitale. Pertanto, in assenza di clausole penali che limitino la possibilità, le estinzioni anticipate, sia parziali che totali, con mutui a tasso fisso, consentono un risparmio di interessi maggiore, in quanto nei primi anni è preponderante nella rata il rimborso degli interessi.

Modalità alternative di ammortamento a rate quasi-costanti[modifica | modifica wikitesto]

Esistono mutui con ammortamento "francese", ma a tasso variabile. In questi casi la rata viene ricalcolata al variare del tasso di interesse e sulla base del debito residuo. Tuttavia, in considerazione di quanto detto sopra per il calcolo della rata, questa è una distorsione del metodo di ammortamento "francese", che si basa su un modello matematico a tasso fisso. Tale metodo di calcolo a rata variabile è di uso comune nei mutui immobiliari, i quali, essendo per loro natura di lunga durata, espongono le parti al rischio di oscillazione dei tassi di interesse.

Esistono inoltre mutui a rata costante (calcolata secondo la formula dell'ammortamento "francese") e a tasso variabile. In questi casi la durata dell'ammortamento non è predeterminata, e il mutuatario non sa precisamente quando sarà estinto il debito. Se i tassi di interesse crescono, aumenta la durata del mutuo. In quest'ultima modalità di calcolo, in assenza di tetti sul tasso di interesse praticato, il peso della quota interessi può raggiungere il totale del valore della rata, rendendo di fatto il prestito inestinguibile (non rimborsando mai quote di capitale).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dr. Umberto Tranfaglia e Ing. Francesco Rossi, Ammortamento Francese e Anatocismo, Cloud Finance. URL consultato il 18 luglio 2015.
  2. ^ Dott. Walter Giacomo Caturano, AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE: non viola il divieto di anatocismo ex art.1283 cc, ex parte creditoris. URL consultato il 18 luglio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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