Ammazzali tutti e torna solo

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Ammazzali tutti e torna solo
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia, Spagna
Anno1968
Durata100 min
Generewestern
RegiaEnzo G. Castellari
SoggettoTito Carpi, Enzo G. Castellari
SceneggiaturaEnzo G. Castellari, Tito Carpi, Joaquín Romero Hernández, Francesco Scardamaglia
ProduttoreEdmondo Amati
Produttore esecutivoEdmondo Amati
Casa di produzioneFida Cinematografica, Centauro Film
Distribuzione (Italia)Fida Cinematografica
FotografiaAlejandro Ulloa
MontaggioTatiana Casini Morigi
Effetti specialiEugenio Ascani
MusicheFrancesco De Masi
ScenografiaEnzo Bulgarelli
CostumiEnzo Bulgarelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ammazzali tutti e torna solo è un film del 1968 diretto da Enzo G. Castellari.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Durante la guerra di secessione americana sette uomini partono per una missione pericolosa: recuperare un carico d'oro, entrando nel territorio nemico, ma al capo del gruppo, Clyde, viene dato un ordine aggiuntivo: uccidere i suoi compagni durante la missione e tornare da solo. Una volta portata a termine la missione, inizia una sparatoria fra i membri del gruppo a cui partecipa anche Lynch, capitano sudista. Alla fine rimarrà il solo Clyde che deciderà di tenersi l'oro.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne girato in varie città della Spagna fra cui Almería e Colmenar Viejo.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne distribuito in varie nazioni fra cui:[1]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Si notano molte assomiglianze nella trama con Quella sporca dozzina di cui viene definita una brutta copia,[2] la prima parte del film risulta ben realizzata perdendosi poi nel finale con innumerevoli morti. Ma per gli amanti del genere e di Castellari, rimarrà sempre un colpo da maestro.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Info sulle date di uscita
  2. ^ Pino Farinotti, Rossella Farinotti, Newton Compton, 2009, Il Farinotti 2010, pag 102, ISBN 978-88-541-1555-2.
  3. ^ Massimo Bertarelli, da 'Il giornale', 2 febbraio 2001

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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