Americanizzazione

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Americanizzazione è un termine sociologico che definisce l'aspetto dell'uniformazione della società ai modelli culturali e comportamentali degli Stati Uniti d'America[1]. Il sociologo George Ritzer l'ha definita più dettagliatamente come "propagazione di idee, usanze, modelli sociali, industria e capitale americani nel mondo"[2]. Secondo il sociologo statunitense l'americanizzazione opera automaticamente, senza subire arresti da parte di fenomeni opposti, come processi concorrenti (ad esempio la "nipponizzazione") o forze locali.

Un altro contributo al concetto generale fu fornito da Antonio Gramsci, che individuò come similari i concetti di americanizzazione e Fordismo: con il sistema ispirato ad Henry Ford, il fondatore del Partito Comunista d'Italia e del quotidiano l'Unità intendeva un processo di combinazione tra Taylorismo, tecnologia e cambiamenti culturali, che sfociavano in uno stile di vita raggiunto grazie alla produzione di massa.

In contrapposizione al multiculturalismo, che si riferisce a società in cui convivono culture differenti, l’Americanizzazione appare ad una parte di studiosi come "proiezione delle ambizioni capitalistiche di nazioni, multinazionali ed organizzazioni, le cui forze motrici sono, per le aziende, una crescente redditività, per gli Stati, l'espansione ideologica mirata all'egemonia politica".

Il termine ha anche due applicazioni storiche precise: il primo riguarda la situazione storica negli Stati Uniti durante la Prima Guerra Mondiale (primo grande conflitto internazionale per il Paese dopo le grandi ondate immigratorie del XIX secolo), periodo in cui l'euforia patriottica della popolazione fornì un forte incentivo alla assimilazione cosciente da parte delle varie minoranze linguistiche e culturali di origine europea; tra gli effetti più visibili, le varie lingue europee correntemente parlate nei quartieri e nelle comunità rurali (es. italiano, tedesco, ceco, polacco, ecc.) furono quasi totalmente soppiantate dall'uso vernacolare dell'inglese.

Il secondo significato storico riguarda la diffusione a livello internazionale di abitudini ed influenze di origine americana (esempio celebre sono le catene di fast food come i McDonald's, ma si include la cultura pop e la prevalenza della musica leggera americana a livello globale, ecc.) successive alla Seconda Guerra Mondiale e sporadicamente penetrata oltre la Cortina di Ferro prima della caduta del Muro di Berlino ed egemonicamente dopo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Devoto/Oli, Il dizionario della lingua italiana, edizione cartacea 2000-2001, Le Monnier, p. 78
  2. ^ George Ritzer, La globalizzazione del nulla. Slow Food Editore, Bra (CN), 2005.

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