Ambrosio Aureliano

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Immagine di re Artù, da taluni identificato con il romano-britannico Ambrosio Aureliano

Ambrosio Aureliano (457 ? - 533 ?. In gallese: Emrys Wledig, che tradotto vuol dire Re Emrys; Anglicizzato in Ambrosio Aureliano, chiamato Aurelio Ambrosio nella Historia Regum Britanniae e infine chiamato semplicemente Pendragon nelle opere di Robert de Boron) - che nell'Historia Regum Britanniae è erroneamente riportato come Aurelio Ambrosio - fu un capo semi-leggendario romano-britannico, che vinse importanti battaglie contro gli anglosassoni nel V secolo, secondo Gildas e leggende conservate nell'Historia Brittonum. Stando ai Chronica Maiora, Ambrosio prese il potere nel 479. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che fosse il leader dei Romano-Britannici nella battaglia del Monte Badon e che potrebbe quindi essere la base della figura di re Artù.

Emrys Wledig. Una rozza illustrazione da una versione in lingua gallese del XV secolo della Historia Regum Britanniae di Geoffrey di Monmouth.

Spesso nelle leggende Bretoni viene presentato come lo zio paterno di Artù, quindi il fratello di re Uther Pendragon.

Aureliano secondo Gildas[modifica | modifica wikitesto]

Gildas risulta essere l'unico testimone vissuto negli anni in cui Ambrosio Aureliano sconfisse gli invasori anglo-sassoni, mentre tutti i successivi letterati che scrissero in merito lo fecero basandosi su fonti altrui (come Nennio e Beda): questo fatto conferma - secondo lo storico Morris[1] - che Ambrosio Aureliano potrebbe essere il mitico Re Artù, in quanto Gildas esplicitamente lo ritiene il capo dei britannici romanizzati nella battaglia del Monte Badon.

Infatti Ambrosio Aureliano è una delle poche persone che Gildas identifica per nome nel suo sermone De Excidio Britanniae. Dopo il distruttivo assalto dei sassoni, i sopravvissuti si riunirono sotto la leadership di Ambrosio, che viene così descritto:

«Sotto il comando di Ambrosio Aureliano, uomo dotato di un grande senso della misura, che quasi unico dei Romani era sopravvissuto all'urto di tanto grande tempesta, dopo aver perduto i genitori, che non a caso indossavano la toga praetexta, ma i cui discendenti ai nostri giorni sono assai degenerati rispetto la rettitudine dell'avo, i superstiti ripresero le forze provocarono i vincitori alla battaglia: e con l'assenso del Signore la vittoria fu dalla loro parte.»

(Gildas, De Excidio Britanniae, Capitolo 25, Paragrafo terzo. a cura di Sabrina Giuriceo, Rimini, Il Cerchio. ISBN 978-8884745965)

I Sassoni secondo Gildas vennero arruolati come mercenari dall'esercito del sovrano Vortigern per combattere contro altri invasori, gli Scoti e i Pitti. Ma i Sassoni non soddisfatti del pagamento dato da Vortigern iniziarono a conquistare l'isola.

Se Vortigern ha voluto mettere in atto una politica che ha peggiorato la condizione della Britannia, La poltica di Ambrosio invece fu completamente opposta: organizzare i superstiti in un esercito e ottenne la prima vittoria militare contro gli invasori sassoni. [2]

Tuttavia, questo successo non fu decisivo: "A volte i sassoni e a volte i cittadini [cioè gli abitanti romano-britanni, ndr] furono vittoriosi".[3]

Un punto di questa breve descrizione ha attratto l'attenzione degli studiosi, sollevando una domanda. Il fatto che Gildas dica che i parenti di Ambrosio "Toga Praetexta" (un tipo di toga orlata di porpora) indicherebbe che egli era collegato con uno degli imperatori romani[4], forse con la casata di Teodosio o con un usurpatore, come Costantino III. La mancanza di informazioni per questo periodo, però, non permette di dare una risposta sicura a tale quesito.

Altre descrizioni di Aureliano[modifica | modifica wikitesto]

L'Historia Brittonum di Nennio contiene numerose notizie su Ambrosio. La più significativa è la storia di Ambrosio, Vortigern e i due draghi che si trovavano sotto la fortezza di Dinas Emrys (capitoli 40-42). In questo racconto si dice che, interrogato da Vortigern su chi fosse e da quale famiglia provenisse, egli abbia detto di chiamarsi Ambrosio e che era figlio di "uno dei consoli del popolo romano". Questa storia fu in seguito ripresa con maggiori dettagli da Goffredo di Monmouth nella sua semi-leggendaria Historia Regum Britanniae, in cui egli fonde il personaggio di Ambrosio con la tradizione gallese sul veggente Merlino, conosciuto per aver vaticinato le future vittorie dei nativi celtici della Britannia sui sassoni e i normanni.

Nell'Historia Brittonum ci sono però anche altre notizie. Al capitolo 31 viene detto che Vortigern regnò nella paura di Ambrosio. Nel 66° si parla di una battaglia combattuta tra Ambrosio e Vitolino a Guoloph (località spesso identificata con Wallop, che dista circa 15 chilometri da Amesbury, vicino Salisbury). Nel capitolo 48, invece, viene detto che a Pascent, figlio di Vortigern, fu permesso di regnare sul Buellt e sul Gwrtheyrion. Non è chiaro come queste tradizioni siano correlate tra di loro o se vengano da una stessa fonte. È comunque possibile che si riferiscano a un altro Ambrosio. L'Historia Brittonum, infatti, data la battaglia di Guoloph al 439, cioè quaranta/cinquant'anni prima delle battaglie che, secondo Gildas, furono combattute da Ambrosio Aureliano.

Nel conflitto che secondo l'Historia Brittonum sarebbe esistito tra Ambrosio e Vortigern alcuni studiosi hanno visto un nucleo di veridicità storica: l'esistenza, cioè, di due partiti opposti, uno guidato da Ambrosio e l'altro da Vortigern. J. N. L. Myres ha proposto l'ipotesi che Vortigern appoggiasse l'eresia di Pelagio (diffusa in Britannia), mentre Ambrosio il credo cattolico. Questa teoria fu accettata e sviluppata da storici successivi, che sulla sua base hanno fatto un'accurata descrizione degli eventi verificatisi in Britannia nei secoli V e VI. Tuttavia, un'interpretazione alternativa e più semplice del conflitto tra queste due figure è che l'Historia Brittonum conserverebbe le tradizioni ostili ai presunti discendenti di Vortigern, che a quel tempo erano una casata regnante nel Powys. Quest'interpretazione è sostenuta dal carattere negativo di tutte le storie su Vortigern, accusato anche di presunte pratiche incestuose (Historia Brittonum).

Ambrosio Aureliano appare poi nella tarda Historia Regum Britanniae di Geoffredo di Monmouth, che anzitutto corrompe il suo nome Aurelio Ambrosio e lo presenta come un figlio di re Costantino. Quando il primogenito di Costantino III, Costante, fu ucciso da Vortigern, gli altri due figli, Ambrosio e Uther Pendragon, ancora molto giovani, andarono in esilio in Bretagna. In seguito, quando il potere di Vortigern vacillò, i due fratelli tornarono in patria con una grande armata, distrussero Vortigern e divennero amici di Merlino. È però probabile che Goffredo confonda tradizioni gallesi riguardanti due diversi Ambrosii.

Nel Galles, Ambrosio appare col nome di Emrys Wledig. Nel Merlino di Robert de Boron è semplicemente chiamato Pendragon e suo fratello più giovane, invece, Uter, un nome che quest'ultimo cambierà in Uterpendragon alla morte di Pendragon. Ciò è probabilmente una confusione che ha fornito la tradizione orale dal Romanzo di Bruto di Robert Wace. Solitamente Wace si riferisce soltanto a li roi (il re), senza però nominarlo, e qualcuno ha preso un'iniziale menzione dell'epiteto di Uther, Pendragon, come il nome di suo fratello.

Secondo S. Appelbaum, Amesbury, nel Wiltshire, potrebbe conservare nel suo nome quello di Ambrosio e potrebbe quindi essere stata il suo centro di potere. Se si unisce questa etimologia alla notizia data da Goffredo di Monmouth secondo cui Ambrosio Aureliano fece costruire Stonehenge - nella parrocchia di Amesbury (e dove si ritiene che sia stato sepolto Ambrosio) - e alla presenza qui di una fortezza in altura dell'Età del ferro, è forte la tentazione di connettere la figura di Ambrosio con Amesbury.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Ambrosio Aureliano è il protagonista del romanzo di Valerio Massimo Manfredi L'ultima legione, con il nome di Aureliano Ambrosio Ventidio.

Nel primo episodio della nona stagione di Stargate SG-1, Avalon, Ambrogio Aureliano è citato come identità storica di re Artù.

Nella serie TV Merlin, il nome gallese "Emrys" viene riadattato come traduzione del nome del mago Merlino così come viene conosciuto dai popoli dei druidi e dalle leggende che narrate dagli stregoni dell'Antica Religione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ John Morris, The Age of Arthur: A History of the British Isles from 350 to 650, Introduction.
  2. ^ Gildas, 26, in De Excidio Britanniae, 2ª ed., Il Cerchio (casa editrice), Nota 95, ISBN 978-8884745965.
  3. ^ Testo in inglese del "De excidio Britannae".
  4. ^ CAPITOLIVM, su capitolivm.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Morris, The Age of Arthur: A History of the British Isles from 350 to 650, Scribner Ed., New York, 1973. ISBN 978-0-684-13313-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re dei britanni Successore
Vortigern - Uther Pendragon