Ambrogio Fogar

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Ambrogio Antonio Fogar

Ambrogio Antonio Fogar, conosciuto solo come Ambrogio Fogar (Milano, 13 agosto 1941Milano, 24 agosto 2005), è stato un navigatore, esploratore, scrittore e conduttore televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ancora giovanissimo si dedica all'avventura. A 18 anni attraversa per ben due volte le Alpi con gli sci.[1] Poco più che maggiorenne inizia a praticare il paracadutismo e si dedica in seguito al volo acrobatico; in questo periodo, inoltre, si laurea all'Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC) di Milano. Durante il suo 56° lancio un inconveniente tecnico mette a rischio la sua vita; fortunatamente si salva. Ambrogio Fogar prende il brevetto di pilota per piccoli aerei acrobatici.[1]

Ambrogio Fogar 1972.jpg

Dopo l'aria passa all'esperienza sul mare: nel 1972 attraversa l'Atlantico del nord in solitaria e per quasi tutto il viaggio senza l'uso del timone a causa di un'avaria. La transatlantica in solitario, la OSTAR 1972, lo porterà ad essere uno dei due primi italiani ad aver compiuto questa impresa.[2] Nel 1973 partecipa alla regata Cape2Rio Città del Capo-Rio de Janeiro.[1]

Dal 1º novembre 1973 al 7 dicembre 1974, per un totale di 402 giorni[3], esegue la circumnavigazione del globo in solitaria da est verso ovest, cioè in direzione opposta rispetto alle correnti, con uno sloop, un tipo di barca a vela, chiamato "Surprise". Questo giro del mondo nella direzione opposta ai venti e alle correnti predominanti lo fa di fatto entrare come primo italiano nell'olimpo dei suoi predecessori, quali lo statunitense Joshua Slocum, il britannico Sir Francis Chichester e l'inglese Chay Blyth.[4]

Nel 1974 vince il Premio Bancarella Sport con il libro Il mio Atlantico edito Bietti.[5] Ambrogio Fogar nel 1975 con il "Surprise" affianca lo yacht del Presidente dell'Egitto Sadat durante la riapertura del Canale di Suez.[6] Il 17 novembre 1975 nasce a Tradate la sua primogenita Francesca, avuta da Maria Teresa Panizzoli.

Nel 1976 è la volta di un'altra transatlantica in solitario, Ambrogio Fogar affronta la OSTAR 1976.[7] Nel 1977 decide di esplorare il Triangolo delle Bermude e lo fa assieme a Enzo Maiorca e Uri Geller[8].

Nel 1977 parte per una nuova impresa, però, il 19 gennaio 1978, al largo delle isole Falkland nel Sud dell'Oceano Atlantico, la sua imbarcazione, il "Surprise", viene colpita da un branco di orche o balene e affonda in poco tempo. Con lui c'è il suo amico e compagno di viaggio, il giornalista Mauro Mancini. I due, che riescono a portare con loro sulla zattera autogonfiabile di salvataggio solo un po' di zucchero e un pezzo di pancetta e a uccidere a colpi di remi due cormorani nelle settimane successive, sopravviveranno in mare bevendo acqua piovana e nutrendosi di una specie di telline che si attaccava al fondo della zattera. Il 2 aprile, dopo 74 giorni alla deriva, vengono finalmente individuati e soccorsi dal mercantile greco Master Stefanos al comando di Johannis Kukunaris. In gravissime condizioni, i due hanno perso circa 40 chilogrammi ciascuno, e due giorni dopo Mauro Mancini muore di polmonite. Solo Ambrogio Fogar riesce a sopravvivere.[9]

Nel 1978 riceve il Premio Barendson[10]. Nel 1979 vince il Premio Bancarella Sport con il libro La zattera edito Rizzoli.[5] Trascorre due mesi in Alaska per imparare a guidare i cani da slitta; poi si sposta sull'Himalaya e in Groenlandia, questo per prepararsi per la sua prossima impresa.[1] Infatti, nel 1982 in compagnia del fido Armaduk, il suo cane di razza siberian husky, conquista a piedi il Polo nord, l'impresa è durata 51 giorni.[11] Negli anni '80 inoltre, Armaduk, viene contrattato da un'azienda che produce alimenti per animali e oltre ad avere il suo suo nome e la sua immagine sulle confezioni, intraprende anche dei tour promozionali.[11]

Negli anni '80 Ambrogio Fogar è il direttore della collana Dentro l'avventura pubblicata per Rizzoli Junior[12]. È il protagonista di Poli Mirabilia - La marcia sul pack e altre meraviglie, radio-documentario presentato al Prix Italia nel 1983[13] e trasmesso da Rai Radio 1 nel 1984[14].

Ambrogio Fogar nello studio di Jonathan - Dimensione avventura

Diventa conduttore televisivo e abile divulgatore, mettendo a frutto le proprie capacità di esploratore, con il fortunato programma d'avventura Jonathan - Dimensione avventura da lui creato e trasmesso su Canale 5 dal 1984 al 1986 e successivamente su Italia 1 dal 1986 al 1991[15]. Nel frattempo tra il 1987 e il 1988 co-conduce Parliamone, il talk di Buongiorno Italia, su Canale 5[16]. Nel 1989 conduce per la televisione slovena Campo base in onda su TV Koper-Capodistria[17].

Pubblica sulle pagine del Corriere dei ragazzi la storia delle sue imprese e ha anche una breve avventura come direttore della rivista "Molto interessante", edita dalla Peruzzo. Dopo il mare è la volta del deserto, e Fogar partecipa a tre edizioni della Parigi-Dakar e a tre Rally dei Faraoni.[1]

Il 31 luglio 1991 nasce a Milano la sua secondogenita Rachele, avuta dall'ungherese Katalin Szijarto. Di professione modella, ha ereditato dal padre la passione per le sfide e gli sport estremi, ha inoltre anche il brevetto di paracadutismo e alcune patenti tra cui quella nautica. Partecipa anche a vari reality, come per esempio Pechino Express 7 - Avventura in Africa o Calzedonia Ocean Girls, ad alcuni dei quali ha partecipato insieme all'amica e collega Linda Morselli.[18]

Il 12 settembre 1992 Ambrogio Fogar è vittima di un gravissimo incidente in Turkmenistan, durante il raid Pechino-Parigi nel quale compone un equipaggio con Giacomo Vismara. Il fuoristrada si ribalta, il suo compagno esce miracolosamente illeso, ma Fogar subisce la frattura della seconda vertebra cervicale e rimane quasi completamente paralizzato. Questa disgrazia non riesce però a domare il suo spirito d'avventura: nel 1997, su una sedia a rotelle basculante, partecipa al giro d'Italia in barca a vela. Non smettendo mai di lottare e non arrendendosi alla malattia dice: «Io resisto perché spero un giorno di riprendere a camminare, di alzarmi da questo letto con le mie gambe e di guardare il cielo…».

Il 24 febbraio 1993 è morto di vecchiaia, all'età di 17 anni, il cane Armaduk.[11]

In questo periodo è testimonial per la campagna di raccolta fondi dell'associazione miolesi e per la crociata di Greenpeace contro la caccia alle balene[19]. Collabora, inoltre, con La Gazzetta dello Sport e "No Limits World".[20] Negli anni le sue avventure sono state raccontate anche tramite fumetto[21]. Inoltre Ambrogio Fogar è stato spesso testimonial pubblicitario; con la Bayer, oltre ad essere il testimonial, nella pubblicità vi erano brevi racconti in cui narra sue esperienze di vita che si traducono in insegnamenti.[22]

Muore il 24 agosto 2005 per infarto cardiaco. Cremato, le sue ceneri vengono tumulate nella Cripta del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano[23][24].

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

La sua vita fu al centro di diverse polemiche. Nella prima metà degli anni settanta venne accusato di plagio. Fogar scrisse un libro dopo il suo viaggio attorno al mondo da est a ovest, intitolato 400 giorni intorno al mondo e divenne anche un best-seller, tuttavia un lettore si accorse che sei pagine di quel libro erano copiate da un altro libro del navigatore britannico John Guzzwell.[25][26]

Nel 1978 ci furono le critiche legate al naufragio con l'amico Mauro Mancini, quando venne accusato di incoscienza e sventatezza per la morte del compagno, avvenuta due giorni dopo il salvataggio.[27]

Altre critiche Fogar le ricevette in occasione della spedizione al polo nord con una slitta e accompagnato solo dal cane Armaduk. Come ammise successivamente lui stesso, per passare alcuni tratti pericolosi della banchisa Fogar si servì di un piccolo aereoplano.[27]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

È stato nominato commendatore della Repubblica Italiana[28], ha ricevuto la medaglia d'oro al valore marinaro[19] e la medaglia d'oro alla memoria[17].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma 13 gennaio 1975

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Omaggi della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006, dopo un anno dalla scomparsa del padre Ambrogio, la figlia Francesca (avuta da Maria Teresa Panizzoli) scrive insieme alla giornalista Marta Chiavari un libro-intervista, intitolato Ti aspetto in piedi[29], che ripercorre le tappe del loro rapporto padre-figlia. Dal 2007 al 2010 cura e conduce il programma Jonathan, sulle tracce dell'avventura, che propone una riedizione del programma del padre[30].

Nel 2010, a 32 anni di distanza, la famiglia Fogar decide di donare la zattera, su cui il padre rimase per 74 giorni, al Galata − Museo del mare di Genova[31].

Nel 2011 Francesca realizza una serie di spettacoli e concerti teatrali, di cui è anche autrice, in memoria del padre. L'opera è intitolata Ambrogio Fogar, mio padre[32].

La figlia Rachele (avuta dall'ungherese Katalin Szijarto) si laurea nel 2014 in Scienze linguistiche e Letteratura straniera all'Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC) di Milano, con il massimo dei voti, con una tesi sul padre intitolata No Limits, l'esperienza giornalistica di Ambrogio Fogar[33].

Altri omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 dicembre 1998 gli è stato dedicato l'asteroide della fascia principale 25301 Ambrofogar, corpo celeste scoperto da Andrea Boattini e Maura Tombelli[34].

Nel 2005, nel giorno della morte, Rete 4 ha trasmesso un documentario dal titolo Ambrogio Fogar, l'ultimo eroe. Il documentario, realizzato con il contributo di Ambrogio Fogar nel 1998, ne ripercorre la vita e le imprese con il supporto di interviste e filmati d'epoca.[35]

Il 25 maggio 2006 a Milano, presso il centro sportivo Giuriati, di cui Fogar era un assiduo frequentatore, è stata istituita una targa commemorativa.[36]

Nel 2008 è stata trattata la vita e le imprese di Ambrogio Fogar nel programma Sfide su Rai 3[37].

Il 5 novembre 2009 nasce la Scuola di Escursionismo "Ambrogio Fogar" del CAI (Club Alpino Italiano), successivamente verrà ridenominata nel 2014 in "Fogar-Bonatti", aggiungendo quindi il nome di Walter Bonatti.[38]

Nel 2015, a dieci anni dalla morte, a Milano presso A.N.M.I. (Associazione nazionale marinai d'Italia), si è tenuta una mostra dedicata ad Ambrogio Fogar.[39]

Il 24 maggio 2016 a Milano gli sono stati intitolati i giardini di fronte alla Darsena di Porta Ticinese; tra i vari sostenitori dell'iniziativa l'A.N.M.I. (Associazione nazionale marinai d'Italia).[40][41][42]

Inoltre alcune vie della rete stradale hanno preso il suo nome. Inoltre gli è stato intitolato un rifugio alpino, il bivacco Ambrogio Fogar situato, appunto, sulle Alpi.[43][44]

Nel 2018 va in scena lo spettacolo teatrale 74 giorni sospesi per la regia di Massimo Navone che ripercorre il naufragio di Ambrogio Fogar e Mauro Mancini.[9]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Radio-documentari[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Ambrogio Fogar è stato autore di diversi libri: con Il mio Atlantico e La zattera ha vinto il Premio Bancarella Sport nel 1974 e nel 1979.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Ambrogio Fogar, la Vita in Viaggio, su nauticareport.it.
  2. ^ OSTAR 1972: Franco Faggioni e Ambrogio Fogar i primi italiani a completare quest'imporesa, su lastampa.it.
  3. ^ Intrepido n. 31 del 31 luglio 1975 - Articolo e intervista di Enzo Tortora, su ambrogiofogar.blogspot.com.
  4. ^ Vela, su treccani.it.
  5. ^ a b Albo d'oro - Premio Bancarella Sport, su premiobancarella.it.
  6. ^ Ambrogio Fogar e il viaggio di pace a Suez raccontato da TV Sorrisi e Canzoni, su ambrogiofogar.blogspot.com.
  7. ^ Messaggi in bottiglia da un catamarano in mezzo all'Atlantico - O.S.T.A.R. '76, su ilmare.com.
  8. ^ Fogar nel Triangolo delle Bermude - Corriere della Sera 20 marzo 1977, su ambrogiofogar.blogspot.com.
  9. ^ a b 74 giorni sospesi, la storia del naufragio di Fogar e Mancini, su lanouvellevague.it.
  10. ^ Ambrogio Fogar riceve il Premio Barendson, su terraevenere.blogspot.com.
  11. ^ a b c È morto Armaduk, il cane di Ambrogio Fogar, su ricerca.repubblica.it.
  12. ^ Dentro l'avventura, su chronicalibri.it.
  13. ^ Poli Mirabilia - La marcia sul pack e altre meraviglie, su raiplayradio.it.
  14. ^ Radio Doc - Le storie raccontate via etere - Poli Mirabilia, su rai.it.
  15. ^ Fogar, alla ricerca di sensazioni forti, su archive.fo.
  16. ^ "Parliamone": co-conduce Ambrogio Fogar, su ricerca.repubblica.it.
  17. ^ a b Ricordando Ambrogio Fogar, su repubblica.it.
  18. ^ Le Mannequin, su rai.it.
  19. ^ a b È morto Ambrogio Fogar lo spirito dell'avventura, su Repubblica.it, 24 agosto 2005.
  20. ^ ACCADDE OGGI – Ambrogio Fogar, una vita dedicata all’avventura, su laziochannel.it.
  21. ^ Le avventure in fumetto di Ambrogio Fogar, su ambrogiofogar.blogspot.com.
  22. ^ Ambrogio Fogar per Bayer, su ambrogiofogar.blogspot.com.
  23. ^ Il Famedio - Personaggi Famosi, su comune.milano.it.
  24. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.
  25. ^ Quando l' Italia scoprì Fogar e l' avventura, in la Repubblica, 7 dicembre 2004. URL consultato il 19 gennaio 2019.
  26. ^ BEST OF 2015 – "L’avventura è l'avventura", giornaledellavela.com, 26 dicembre 2015. URL consultato il 19 gennaio 2019.
  27. ^ a b Addio a Fogar, l'uomo dell'avventura, Il Giornale, 25 agosto 2005. URL consultato il 19 gennaio 2019.
  28. ^ Dettagli del conferimento dell'onorificenza di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, su quirinale.it.
  29. ^ Ti aspetto in piedi, su lafeltrinelli.it.
  30. ^ PER IMPARARE *** Francesca Fogar e l'avventura di papà, in Corriere della Sera, 17 marzo 2007, p. 54. URL consultato il 19 luglio 2010.
  31. ^ La zattera che salvò Fogar approda al Museo del Mare, su genova.repubblica.it.
  32. ^ PER IMPARARE *** Francesca Fogar e l'avventura di papà, in Corriere della Sera, 17 marzo 2007, p. 54. URL consultato il 19 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2015).
  33. ^ Rachele Fogar: "La mia vita e la mia tesi di laurea su papà Ambrogio", su liberoquotidiano.it.
  34. ^ 25301 Ambrofogar, su minorplanetcenter.net.
  35. ^ Ambrogio Fogar, l'ultimo eroe, su ambrogiofogar.blogspot.com.
  36. ^ Ambrogio Fogar, l’esploratore che amava il Giuriati, su corrigiuriati.altervista.org.
  37. ^ Sfide: Ambrogio Fogar, su cinevideoblog.it.
  38. ^ Scuola di escursionismo del CAI, su scuolacaicesena.it.
  39. ^ L’ANMI ricorda con una mostra Ambrogio Fogar, navigatore, esploratore, scrittore… e marinaio milanese, su canottaggio.org.
  40. ^ Milano intitola i giardini della Darsena ad Ambrogio Fogar, su pressmare.it.
  41. ^ Ambrogio Fogar avrà un giardino a Milano, su girodiboa.corriere.it.
  42. ^ Milano, i giardini della Darsena dedicati ad Ambrogio Fogar, su ilgiorno.it.
  43. ^ Fornalino (Pizzo del) da Pizzanco, per il vallone Asinera, su gulliver.it.
  44. ^ Bivacco Ambrogio Fogar (JPG), su escursionando.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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