Amaro destino

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Amaro destino
Titolo originale House of Strangers
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1949
Durata 101 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere noir, drammatico
Regia Joseph L. Mankiewicz
Soggetto Jerome Weidman
Fotografia Milton R. Krasner
Montaggio Harmon Jones
Musiche Daniele Amfitheatrof
Interpreti e personaggi
Premi

Amaro destino è un film del 1949 diretto da Joseph L. Mankiewicz, presentato in concorso al 3º Festival di Cannes.[1]

Grande interpretazione di Edward G. Robinson, il film racconta la storia di una famiglia italiana meridionale e di un banchiere che, a New York e intorno alla metà del XX secolo, aveva la possibilità di prestare soldi a chiunque, potendo contare a volte solo sulla parola dei debitori. Il film in un certo senso anticipa la situazione che, sessanta o settant'anni dopo, sarà provocata effettivamente e in modo generalizzato dalla crisi finanziaria.

Nel 1949 la parola d'onore aveva ancora un valore che invece nel XXI secolo ha perso, almeno in una certa misura. Il film analizza i comportamenti e le rigide regole di una tipica famiglia meridionale dell'epoca, con la sua mentalità, le sue abitudini, la dominazione del patriarca Gino Monetti sull'intera famiglia, e sul matrimonio, che assolve, attraverso paradossi al limite del ridicolo, gli abusi che la donna, Maria, subisce dal futuro fidanzato/marito.

Il finale improvviso, incentrato sulla resa dei conti tra i fratelli Monetti e Pietro, chiamato spesso dal padre/padrone "caprone", estremizza a tal punto la mentalità meridionale del secondo dopoguerra che, in un certo senso, rende poco credibili anche le situazioni che hanno preceduto il finale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1949, festival-cannes.fr. URL consultato il 25 gennaio 2011.

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