Amanti di Valdaro

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Gli Amanti di Valdaro nel Museo Archeologico di Mantova

Gli Amanti di Valdaro, talvolta chiamati anche amanti di Mantova,[1] sono due scheletri del neolitico ritrovati presso Valdaro in prossimità di Mantova nel 2007. Il nome dato ai resti umani[2] perché i due scheletri, un uomo e una donna, sono stati rinvenuti abbracciati tra loro[3], anche con gli arti inferiori,[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio del 2007 la Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia comunicava il ritrovamento di una sepoltura neolitica nell'ambito degli scavi su una villa romana in zona Valdaro nel comune di San Giorgio di Mantova. L'eccezionalità del ritrovamento consisteva nel fatto che i due scheletri rinvenuti erano stati sepolti di fianco, faccia a faccia, incrociandoli in un abbraccio che coinvolgeva anche gli arti inferiori. Si tratta dell'unico esempio di sepoltura doppia (bisoma) in Italia Settentrionale.[5] Le foto dei due scheletri[6] provocarono grande emozione popolare e diedero grande celebrità al ritrovamento. A ciò contribuì anche l'approssimarsi della festa di San Valentino durante la quale su molti media, ovunque nel mondo,[7] furono pubblicate come simbolo d'amore eterno le foto dei due amanti.[8]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Gli amanti di Valdaro hanno avuto un forte impatto sulla cultura popolare anche fuori dall'Italia.

Qualche mese dopo in Turchia venne alla luce un'altra coppia di scheletri sepolti in maniera analoga, togliendo l'alone di unicità.[9]

Il giorno dell'inaugurazione è stato presentato un albo a fumetti dal titolo Amanti a Mantova che sviluppa una delle tante ipotesi romantiche sui due ragazzi sepolti. Edito da "Editoriale 25 novembre", storia e disegni GianCarlo Malagutti, colori Eva Castelli.

I due scheletri vengono ritratti nella copertina dell'album Forever More pubblicato dalla band statunitense Tesla nel 2008.

Esposizione[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'inizio si pose con insistenza il problema di dare una collocazione espositiva ai due scheletri anche per incentivare il turismo museale a Mantova sulla scia di quanto avvenne a Bolzano per Ötzi la mummia di Similaun. A varie riprese sono stati esposti eccezionalmente durante eventi celebrativi a Mantova, come ad esempio durante il Festivaletteratura nel 2011.[10] Infine, a sette anni dal ritrovamento, l'11 aprile 2014 sono stati definitivamente esposti all'interno di una teca in cristallo al Museo archeologico nazionale di Mantova.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi articolo della Gazzetta di Mantova
  2. ^ Il primo a usare il nome amanti di Valdaro fu il giornalista Stefano Scansani della Gazzetta di Mantova che seguì la vicenda per conto del suo giornale. Si veda il suo primo articolo del 6 febbraio 2007, sull'argomento alla riga 16, tratto dall'archivio della Gazzetta di Mantova
  3. ^ Vedi archeogate.org[collegamento interrotto]
  4. ^ Vedi articolo da la Gazzetta di Mantova.
  5. ^ Vedi archeoblog.net[collegamento interrotto]
  6. ^ Vedi le foto sulla galleria della Gazzetta di Mantova
  7. ^ Fra i primi media internazionali a mostrare interesse la CNN, China Today e Al Jazeera come si può leggere in un articolo della Gazzetta di Mantova
  8. ^ Vedi altro articolo di Stefano Scansani su Gazzetta di Mantova
  9. ^ Vedi articolo su quotidiano.net
  10. ^ Vedi articolo da mantovanotizie.com
  11. ^ Pinardi Sabrina, Due scheletri e una teca La nuova casa degli amanti, in Corriere della Sera, 11 aprile 2014, p. 10. URL consultato il 12 aprile 2014.

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