Amalgama

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Amalgama (disambigua).

Si definisce amalgama una lega di mercurio con altri metalli[1]. Nel medioevo il mercurio era popolare tra gli alchimisti per la sua capacità di dissolvere gli altri metalli e formare con essi una miscela metallica che indurisce rapidamente, denominata appunto dai latini amàlgama (=con mercurio), oppure dai greci málagma (= impasto tenero)[2]. Troppo poco mercurio (<44%) produce degli amalgami fragili, friabili, non lucidi. Troppo mercurio (>70%) produce amalgami deboli, granulosi, non resistenti[3]. Per questo il materiale usato in odontoiatria, l'amalgama dentale, ha un contenuto di mercurio che va dal 50% (amalgama convenzionale) al 65% (amalgama ad elevato contenuto di rame).

I vari tipi di amalgama prendono il nome dal metallo che è presente in quantità maggiore dopo il mercurio: per esempio la formulazione usata in odontoiatria è chiamata amalgama d'argento, in quanto il contenuto di argento è sempre prevalente (~50-70% nella lega che va ad unirsi al mercurio)[4].

Gli amalgami sono ancora utilizzati nell'industria estrattiva dell'oro e nella produzione di idrossido di sodio per via elettrolitica. Un altro utilizzo (anch'esso in declino) è appunto quello in campo dentistico.

Rilascio di mercurio[modifica | modifica wikitesto]

L'amalgama non è completamente inerte, infatti oltre al problema della corrosione, cioè rilascio dei suoi ioni metallici, che dipende dalle condizioni di temperatura, di stress meccanico e galvanico, si verifica anche un rilascio di vapori di mercurio[5]. La tensione di mercurio nell'amalgama dentale convenzionale è decisamente più bassa di quella del mercurio liquido, ma sufficiente comunque per produrre un rilascio a 37 °C di 43.5 µg di vapore di mercurio per centimetro quadrato di superficie al giorno[6]. Lo stato di ossidazione anche influenza la velocità di emissione di vapori di mercurio, ma in ogni caso il rilascio è in media 200.000 volte inferiore a quello del mercurio liquido[7] puro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Acerra 1999, p. 134
  2. ^ Silvestroni, p. 233
  3. ^ http://airforcemedicine.afms.mil/idc/groups/public/documents/afms/ctb_108340.pdf
  4. ^ (EN) Mitchell RJ, Okabe T, Setting reactions in dental amalgam. Part 1. Phases and microstructures between one hour and one week, in Crit Rev Oral Biol Med, vol. 7, nº 1, SAGE, 1996, pp. 12-22, DOI:10.1177/10454411960070010101, PMID 8727104.
  5. ^ Gocce di mercurio sulle otturazioni in amalgama
  6. ^ Biological and Mercury-free Dentistry - The Doctors' Medical Library, Health and Medical Information
  7. ^ No Job Name

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Silvestroni, Fondamenti di chimica, 10ª ed., CEA, 1996, ISBN 88-408-0998-8.
  • Gmelin, Il Manuale di Chimica Inorganica (Max-Planck-Society, 1961)
  • Roberto Facecchia, Esposizione cronica al mercurio (Nuova italia Ed., 2012)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]