Amadeus (rivista)

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Amadeus
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StatoItalia Italia
LinguaItaliano
PeriodicitàMensile
GenereMusica classica
Fondazionedicembre 1989
SedeMilano
EditoreBel Vivere S.r.l.
Sito web
 

Amadeus è una rivista italiana, attualmente edita da Bel Vivere S.r.l.. È un mensile, creato nel dicembre 1989, che propone ai suoi lettori il meglio della musica classica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla guida del mensile furono inizialmente posti Gaetano Santangelo (all'epoca direttore editoriale, dal 2007 direttore responsabile) e Duilio Courir (direttore artistico e culturale fino al 2007), che si avvalsero della collaborazione di noti critici musicali, musicologi italiani e non, che avevano il compito di trattare la materia in modo accessibile ma scientifico. Alla rivista veniva allegato un cd, contenente le opere approfondite all'interno di essa. Nel 1991 cominciò la pubblicazione della collana parallela Speciale Amadeus. Il primo numero, dedicato ad una nuova registrazione dell'Estro armonico di Vivaldi, ottenne un sorprendente successo. Fecero poi seguito Amadeus Lirica, Amadeus Profili, Amadeus Elite e Amadeus Rainbow e Amadeus Scuola, che suscitò un grande interesse. A partire dal 1997 il Premio del disco premia le migliori produzioni discografiche internazionali.[1]

Oltre a rinnovare più volte la sua grafica, Amadeus ha cambiato anche editore nel corso degli anni: inizialmente prima testata periodica della Joint venture De Agostini-Rizzoli Periodici, è passato alla De Agostini Periodici nell'agosto 2005 e nel luglio 2007 a Paragon Edizioni s.r.l., che nel novembre 2015 è confluita in Bel Vivere s.r.l..[1]

Primati[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad essere considerato il mensile di musica più diffuso e autorevole[senza fonte], Amadeus è anche il solo periodico di settore presente nella Biblioteca Vaticana. Inoltre, tutti i suoi numeri sono tradotti in braille, destinati all'Istituto dei Ciechi.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Amadeus, chi siamo, amadeusonline.net. URL consultato il 31 maggio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]