Altopiano dell'Argimusco

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Argimusco
Megaliti della virilità femminile e maschile, Altopiano dell'Argimusco (ME).JPG
Le due pietre di forma allungata situate nei pressi dell'ingresso dell'Argimusco
Civiltàsconosciuta
Utilizzoluogo di culto e astronomico
Epocaetà del bronzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneMontalbano Elicona
Altitudine1 200 m s.l.m.
Amministrazione
PatrimonioRiserva Naturale del Bosco di Malabotta
VisitabileLibera fruizione
Sito webwww.argimusco.net
Mappa di localizzazione

L'Argimusco è un altopiano che si trova in Sicilia, poco a nord dell'Etna, all'incirca al confine tra i monti Nebrodi e i Peloritani, ed è diviso amministrativamente tra i comuni di Montalbano Elicona, Tripi (che sorge sul sito dell'antica Abacaenum) e Roccella Valdemone.

L'altopiano è molto panoramico in quanto si possono ammirare da vicino l'Etna, le isole Eolie, le curiose montagne Rocca Salvatesta e Montagna di Vernà, capo Tindari, capo Calavà e capo Milazzo. Esso è parte della Riserva naturale orientata Bosco di Malabotta.

Il sito[modifica | modifica wikitesto]

In questa zona sorgono numerosi roccioni di arenaria quarzosa modellati in forma curiosa e suggestiva. Le pietre possiedono particolari forme, antropomorfe e zoomorfe, la cui natura è da associare all'erosione eolica o forse ad un antico intervento umano.

Per quanto non esista ancora uno studio sistematico sul sito, comprensivo di indagini archeologiche e scavi, alcuni studiosi di storia locale hanno identificato diverse figure nella forma delle rocce dando così un nome e un'identificazione.[1]

La vicinanza del comune di Montalbano Elicona dove soggiornò più volte Arnaldo di Villanova fa sospettare anche una frequentazione dello stesso nel sito per rituali esoterici.

Panorama del Tirreno dall'Argimusco

Elenco delle rocce identificate[modifica | modifica wikitesto]

Immagine Nome Descrizione
Arimusco.JPG Menhirs naturali Nei pressi della Portella Cerasa proprio all'ingresso del sito si ergono due grandi massi di forma allungata, che richiamerebbero i simboli sessuali della virilità e della femminilità.[2]
Uno dei megaliti della virilità.jpg menhir della virilità Da questo lato uno dei menhir sembra avere delle forme vagamente rettiloidi.
Megalito Aquila, Altopiano dell'Argimusco (ME).JPG Aquila Questa roccia è la più identificabile tra tutte. Il becco punta in direzione dell'Etna visibile sullo sfondo.[2]
Orante - Argimusco.JPG Orante L'Orante è la roccia tra le più suggestive del sito. Vista da Est sembra una figura femminile in atto di preghiera. Si tratta di una roccia alta 25 metri facente parte della cosiddetta Rupe dell'acqua.[2] Il volto è rivolto a settentrione.
Guerriero Argimusco.JPG Il guerriero o il sacerdote Roccia che mostra, se vista da Est la forma di un viso umano oblungo con un buco identificabile con l'occhio.[2] Il foro fa sospettare gli studiosi su di un possibile uso astronomico della roccia.
Roccia del guerriero o della scimmia 2.jpg La scimmia o il babbuino Si tratta della stessa roccia identificata con quella del guerriero, ma vista dal lato ovest.
Babbuino - Argimusco.JPG Il babbuino o il capro? Questa roccia somiglia ad un babbuino, ma potrebbe anche ricordare la forma di un ovino.
Grande sedile.JPG La torre o grande sedile Roccia a forma cubica.[2]
Roccia circolare.jpg Doppia sfera Questa roccia somiglia a una doppia sfera.
Roccia a forma d'occhio.jpg L'occhio Roccia appena affiorante dal terreno a forma di occhio con sopracciglio.
Roccia con forma circolare 2.jpg Roccia con sfera Masso dalla forma triangolare con una sfera incassata.
Altopiano dell'Argimusco
Panorama Argimusco.JPG
L'altopiano
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
ProvinciaMessina Messina
Altezza1 200 m s.l.m.
CatenaNebrodi
Coordinate37°59′16.91″N 15°02′34″E / 37.98803°N 15.042778°E37.98803; 15.042778Coordinate: 37°59′16.91″N 15°02′34″E / 37.98803°N 15.042778°E37.98803; 15.042778
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Sicilia isola
Altopiano dell'Argimusco
Altopiano dell'Argimusco

Evidenze archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

Vasca dalla forma regolare

Ad oggi nessuno studio archeologico è stato eseguito sul sito, pertanto qualsiasi datazione sugli usi dell'area o su eventuali popolazioni risulta incompleto. Sono state fatte una serie di ipotesi da parte di studiosi di storia locale come Gaetano Maurizio Pantano e Giuseppe Todaro.

Nei pressi della cosiddetta Rupe dell'acqua sono presenti delle vasche di cui una dalla forma regolare di 1,50x 0,45 metri e una trincea a forma di arco, sulle cui funzioni non è ancora possibile avere certezze. È dibattuta anche la forma delle rocce, se vi sia stata una mano umana o meno.

Ricerche e studi[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati eseguiti anche degli studi di astronomia culturale da parte di Andrea Orlando, dottore di ricerca in astrofisica nucleare e presidente dell'Istituto di Archeoastronomia Siciliana, in merito alla possibile presenza di allineamenti astronomici delle rocce e quindi di una funzione rituale o persino calendariale del luogo.

Altri studi sui possibili allineamenti sono stati eseguiti da Paul Devins, il quale colloca la realizzazione del sito in epoca tardo-medievale o addirittura successiva per alcune sue parti.[3]

Nel giugno 2015 SB Research Group dell'Università di Trieste ha eseguito dei rilevamenti acustici alla ricerca di risonanze acustiche tra le rocce dell'altipiano.[4]


Argimusco lo Specchio delle Stelle[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 nel saggio Argimusco Decoded di Paul Devins e Sandro Musco viene formulata la teoria dello Specchio delle Stelle: Argimusco è "un sito di enormi statue di pietra che, unico caso al mondo, riproduce specularmente dieci costellazioni presenti sull'orizzonte al tramonto estivo. Tutto questo per le cure mediche e la salute di una famiglia reale del 1300, quella degli Aragona di Sicilia"[5]. Oltre alle pietre/statue in stile sabeo, che rappresenterebbero le costellazioni della Vergine, dell'Aquila, del Serpente, di Ofiuco, del Cratere, del Cigno, dell'Idra, del Corvo, del Saggittario (Dardo) e del Leone, Paul Devins e il Professore di Storia Medievale Sandro Musco individueranno anche alcune pietre riproducenti simboli alchemici e templari: ll Pellicano, la Civetta, l'Alambicco, il Salnitro e il Tetragramma. Ad avallare l'ipotesi degli studiosi che il luogo fosse stato utilizzato da Arnaldo da Villanova come sanatorio all'aperto al fine di curare la gotta a Federico III Re di Sicilia vi è la presenza di una vasca scavata nella roccia, usata per le sanguisughe e un sestante di pietra, infatti entrambe queste roccie si trovano vicino ad un piano inclinato indispensabile alla pratica del salasso.[6]

Schema della Teoria sullo Specchio delle Stelle[modifica | modifica wikitesto]
Nomi

Costellazioni

Immagini

corrispondenza

tra

Collestazioni e Pietre

Descrizione

tratta da Argimusco Decoded, 2014

Vergine Vergine e Ofiuco con Luna.jpg Costellazione (Igino – De Astronomia) – statua megalitica in stile sabeo per le applicazioni di medicina astrale praticate da Arnau de Vilanova. Citato il sigillo della Vergine nel testo di Arnau De Sigillis. Probabilmente trattasi di un enorme ritratto della Regina  Eleonora d'Angiò ritratta secondo le prescrizioni date da Arnau nell'Informacio modificando sostanzialmente l'iconografia araba  con probabilità tratta dal Liber locis stellarum fixarum di Al Sufi del 964.

L'uso delle dita intrecciate in preghiera, come rappresentato sull'Orante/Vergine, è certamente non precristiano. Intrecciare le dita era anzi considerato fonte di malaugurio nella civiltà greco-romana. L'usanza delle dita intrecciate e delle mani giunte giunse in occidente solo con il Cristianesimo.                      

Aquila Aquila al tramonto.jpg Costellazione (leggenda di Cesare Germanico) – statua

megalitica in stile sabeo per le applicazioni di medicina

astrale  praticate  da  Arnau  de  Vilanova.  L'immagine

modello  è  stata  con  probabilità  tratta  dal  Liber  locis

stellarum fixarum quindicesimo Forschung Bibliothek

Pergamenthandschrift  M  II  141,  una  delle  numerose

edizioni  del  Liber  locis  stellarum  fixarum che  Al  Sufi

scrisse nel 964 per tradurre dal greco l’Almagesto diTolomeo)

Giove nell'ala dell'Aquila Il volto Giove sull'ala dell'Aquila.jpg Giove  che  si  trasforma  nell’aquila  per  andare  da

Ganimede (leggenda di Cesare Germanico)

Leone Pietra del Leone.jpg Arnoldus Saxo, nel XIII, secolo così diceva delle virtù del sigillo raffigurante la costellazione del Leone: “Si inveneris leonem, hic valet ferenti ipsum contra ydropisim et egritudinem frigoris”. Arnau curò i calcoli renali del Papa Bonifacio VIII con un sigillo d'oro con sopra inciso un segno del Leone, posto sul rene con una cintura: nell'opera Speculum Medicine e del De Parte Operativa parla delle cure con il sigillo di pietra del Leone. Nel De Sigillis così dice della preparazione del sigillo: “Sigillum est leonis: XI die ante kalendas augusti accipe aurum et fac inde sigillum ut superius. Et sculpetur in eo forma Leonis(...) et dum mallio ferietur dicas:”exurge Leo de tribus Judas et intende iudicio meo, deus meus in causam meam”. Postea dicatur Psalmus: “Iudica me deus et discerne causam meam (...)”. Nel De iudiciis astronomie Arnau de Vilanova dice “Leo respicit cor et os stomachi et pulmonem et epar”. Guigonis de Caulhiaco scrisse “Et Hermes dixit, ut Arnaldus37 et Conciliator testantur, quod ymago Leonis sculpta in auro purissimo Sole existente in Leone, Luna, Saturnum non respiciente nee ab eo recedente, in bracali aut in zona de corio vituli marini aut leonis portata, preservat a calculo” pag 39
Serpente Testa del Sepente di pietra.jpg Costellazione (Igino – De Astronomia)– statua megalitica in stile sabeo per le applicazioni di medicina astrale praticate da Arnau de Vilanova. L'immagine modello è stata  con  probabilità  tratta  dal  Liber  locis  stellarum fixarum di Al Sufi del 964 (manoscritto del quindicesimo

secolo  in  deposito  presso  la  ForschungBibliothek  di Gotha in Germania Pergamenthandschrift M II 141, una delle  numerose    edizioni fixarum che Al Sufi scrisse nel 964 per tradurre dal grecol’Almagesto di Tolomeo)

Cigno Pietra del Cigno.jpg Costellazione (Igino – De Astronomia)– statua megalitica in stile sabeo per le applicazioni di medicina astrale praticate da Arnau de Vilanova. L'immagine modello è stata  con  probabilità  tratta  dal  Liber  locis  stellarum fixarum  di  Al  Sufi  del  964,  modificando  la  figura  ivi rappresentata con le ali aperte, per ovvi motivi statici della statua.
Cratere Cratere in Argimusco.jpg Costellazione (Igino – De Astronomia) – statua megalitica in stile sabeo per le applicazioni di medicina astrale praticate da Arnau de Vilanova    
Idra Rocce dell'Idra.jpg Costellazione (Igino – De Astronomia) – statua megalitica in stile sabeo per le applicazioni di medicina astrale praticate da Arnau de Vilanova. L'immagine modello è stata  con  probabilità  tratta  dal  Liber  locis  stellarum fixarum di Al Sufi del 964 (manoscritto del quindicesimo

secolo  in  deposito  presso  la  ForschungBibliothek  di Gotha in Germania Pergamenthandschrift M II 141, una delle  numerose  edizioni  del fixarum che Al Sufi scrisse nel 964 per tradurre dal greco l’Almagesto di Tolomeo)

Corvo Costellazione (Igino – De Astronomia) – statua megalitica in stile sabeo per le applicazioni di medicina astrale praticate da Arnau de Vilanova. L'immagine modello è

stata  con  probabilità  tratta  dal  Liber  locis  stellarum fixarum di Al Sufi del 964 (manoscritto del quindicesimo secolo  in  deposito  presso  la  ForschungBibliothek  di Gotha in Germania Pergamenthandschrift M II 141, una delle  numerose  edizioni  del fixarum che Al Sufi scrisse nel 964 per tradurre dal greco l’Almagesto di Tolomeo)

Ofiuco/Serpentario

(per i Greci Asclepio)

Pietra di Ofiuco.jpg Costellazione (Igino – De Astronomia) – statua megalitica in stile sabeo per le applicazioni di medicina astrale praticate da Arnau de Vilanova - Il Serpentario veniva indicato  per  la in Antidotarium modello  è  stata  con  probabilità  tratta  dal  Liber  locis stellarum fixarum di quindicesimo Forschung Bibliothek Pergamenthandschrift  M  II  141,  una  delle  numerose edizioni  del  Liber  locis  stellarum  fixarum che  Al  Sufi scrisse nel 964 per tradurre dal greco l’Almagesto di Tolomeo)
Dardo/Sagitta Dardo Sagitta.jpg Costellazione (leggenda di Cesare Germanico)– statua megalitica in stile  sabeo  per  le  applicazioni  di  medicina  astrale praticate da Arnau de Vilanova. L'immagine modello è stata  con  probabilità  tratta  dal  Liber  locis  stellarum fixarum di Al Sufi del 964 (manoscritto del quindicesimo secolo  in  deposito  presso  la  ForschungBibliothek  di Gotha in Germania Pergamenthandschrift M II 141, una delle  numerose    edizioni fixarum che Al Sufi scrisse nel 964 per tradurre dal greco l’Almagesto di Tolomeo)
Boote/Arturus? Boote o il sacerdote.jpg Vedi Boote: il Guardiano dei Cieli
SIMBOLI ALCHEMICI E PIETRE Immagini Tratto da Argimusco Decoded 2014
Pellicano e Civetta Pellicano e Civetta.jpg Il  pellicano  compare  tra  altri  simboli  nella  sintesi dell'Opera  illustrata  dalla  f . 92  del  Rosarium

philosophorum di Arnau de Vilanova Civetta alchemica (Emblemata 1531) già simbolo della dea Minerva in precedenti testi alchemici.

Delta

Tetragramma Templare con 9 gradini

Tetragramma con 9 scalini.jpg Simbolo  del  Tetragrammaton  di  cui  Arnau  tratta diffusamente  nel  libro  “Allocutio  super  significatione nominis Thetragrammaton
Vasca per le Sanguisughe Vasca per le sanquisughe.jpg Vasca  d'immersione  per  le  cure  post  salassi  o,  più,

probabilmente, vasca di allevamento delle sanguisughe

Alambicco Pietra dell'Alambicco.jpg Il Vaso alchemico (Alambicco) detto Pellicano indica anche il matraccio (o alambicco) nella

tradizione alchemica.

Sestante di Pietra Sestante di Pietra.jpg Costellazione (catalogata da Hevelius nel 1675) in Devins “La  Scoperta  dell'Argimusco”, classifica il sestante come osservatorio Lunare per le cure mediche della melotesia e, particolarmente, per I salassi e le altre terapie mediche in connessione con l'utilizzo della sfera di Pitagora. Il sestante è coerente alle conoscenze degli astronomi arabi e dotato delle stesse caratteristiche  tecniche  (era  di allineato sul meridiano nord-sud) per l'utilizzo nelsolstizio d'estate.
Palmento rupestre con vasca pentagonale
Palmento Rupestre pentagonale.jpg
Miniatura dal Ms. M.BR 52. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale.jpg
NelLiber de vinis è un libro di Arnaldo Da Villanova e nel Liber de secretis naturae viene illustrata la distillazione della quinta essenza (aqua vitae). Paracelso nel suo Paragranum si sofferma sulla nozione di quinta essenza. tramite cui parte dell’energia -dice Paracelso -  celeste poteva venir inclusa nelle cose terrestri". Per Aristotele la quinta essenza, corrispondeva all'etere o al 'quinto' elemento, da qui deriva l'immagine della stella a cinque punte e del pentagramma (inteso come sintesi di tutti gli elementi).

Vedi anche Medicina e astrologia. Aspetti della medicina astrale platonica, in Il linguaggio dei cieli. Astri e simboli nel Rinascimento, a cura di G. Ernst, G. Giglioni, Roma, Carocci, 2012, pp. 203-219, p. 216.[1]

Salnitro
Salnitro e Aquila.jpg
Palle di Pietra vedi File:Roccia con forma circolare 2.jpg "L'Argimusco è pieno di uova di pietra che nascono per uno strano fenomeno geologico da altre pietre. Il fenomeno è presente anche nei templi megalitici di Tarxien e Dingli a Malta, tra i siti sacri tolmeici in Costarica e sotto le piramidi di Visoko, in Bosnia. Il fenomeno non è stato ancora spiegato.

Ipotizzammo nel nostro precedente studio “La scoperta dell'Argimusco” che la palla dell'Argimusco avrebbe potuto richiamare quello che era nell'iconografia alchemica, “l'uovo filosofale"555, che successivamente si trasformava in pietra filosofale, ovvero nell'elemento necessario alla produzione dell'oro.

Essa rappresentava la materia primordiale che in germe portava in sé ogni attitudine alla maturazione: il tuorlo simboleggiava la speranza dell'oro." pag. 200


Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'intento di valorizzare il luogo e diffonderne la conoscenza nel 2012 è nato il Festival di Archeoastronomia 'Pietre&Stelle', un evento che lega la valenza paesaggistica e archeologica del luogo con il cielo. Nel 2014, tra gli ospiti d'onore della kermesse culturale vi è stato anche Franco Battiato.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Argimusco
  2. ^ a b c d e Andrea Orlando, Argimusco: i Megaliti tra Cielo e Terra, su archeoastronomo.blogspot.it. URL consultato il 5 ottobre 2015.
  3. ^ NUOVE SCOPERTE SUI MEGALITI DI MONTALBANO ELICONA, su www.duepassinelmistero.com. URL consultato il 5 ottobre 2015.
  4. ^ Studio delle caratteristiche di archeoacustica del sito megalitico dell’Argimusco (Sicilia), su www.sbresearchgroup.eu. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  5. ^ Paul Devins Sandro Musco, Argimusco Decoded, Lulu com, 2014, pp. 426, ISBN 978-1291091045. URL consultato il 25 ottobre 2018.
  6. ^ Fonti sulla teoria dello Specchio delle Stelle: Per l'utilizzo delle costellazioni per la medicina da parte di Arnau vedi  Regimen  Podagre  e  Regimen  Sanitatis,  Speculum Medicine, De Parte Operativa e De Sigillis vedi inoltre Paul Devins “La Scoperta dell'Argimusco”, 2011 ein Considerazioni Propedeutiche, 2012. Per l'utilizzo della simbologia Alchemica vedi Allocutio  super  significatione  nominis  Tetragrammaton  di Arnau de Vilanova. Per la rappresentazione di Giove – Aquila vedi Iliade di Omero (X, 265-267), le Metamorfosi di Ovidio (X, 148-161) e Eneide di Virgilio, V,249-255, Giove-aquila - nelle mitologie l'unico caso di associazione tra una figura antropomorfa e l'aquila si trova nella mitologia greca, tema ripreso da Igino a da Thebit cui si riferiva Arnau - il tema è certamente non precedente all'epoca classica     Per  fonti iconografiche della Vergine, vedesi il corrispondente  mosaico di  Eleonora nell'abside sinistra del Duomo di Messina. Le  dita  intrecciate  in  preghiera, secondo  un uso certamente non precedente all'era cristiana (dita intrecciate erano  segno  di  malaugurio  in  epoca  greco-romana); vedi Frazer in Il Ramo d'Oro e Schemata in Treccani Enciclopedia dell'Arte Antica (1966) di I.Iucker. Per Utilizzo  delle  tecniche-mediche  astrali  da parte di Arnau da Villanova (vasca  sanguisughe,sestante arabo, tacche incise) da parte di Arnau vedi Regimen Podagre e Regimen Sanitatis, Speculum Medicine, De Parte Operativa e nel De Sigillis di Arnau. Per utilizzo sestante arabo (inventato da Al-Khudjani nel 994) solo al solstizio estivo – megaliti corrispondenti a costellazioni al tramonto nel solstizio estivo del 1310, salvo Scorpione coperto dall' Etna vedi O'Connor, John J, Robertson, Edmund F., "Abu Mahmud Hamid  ibn  al  -Khidr  al-Khujandi,  MacTutor  History  of Mathematics University of St. Andrews. Per utilizzo del sestante arabo di pietra in connessione con tacche incise su megaliti per misurare i gradi lunari al passaggio della luna dalle costellazioni corrispondenti Regimen Podagre e Regimen Sanitatis, Speculum Medicine, De Parte Operativa e nel De Sigillis di Arnau de Villanova e Considerazioni. Per verificare avvenimenti storici e utilizzo di Argimusco in epoca medievale vedi documento del 16 luglio 1308 Marrone A. “Repertorio degli atti della Cancelleria del Regno di Sicilia dal 1282 al 1377”, nel 1309 Arnau diventa tutore di Federico III - vendita dei gioielli di Eleonora d'Angiò, nel 1310 redazione del “Informació espiritual per al rei Frederic e iscrizioni chiesa Spirito Santo e stile della chiesa di S.Caterina. Per  la  dedicazione  del sito al  culto  beghino  vedi  in  Informació espiritual le raccomandazioni ad Eleonora d'Angiò. 26 agosto 1311 atto regio emesso da Montalbano per un tributo (exenium) imposto alla Camera Reginale di Eleonora d'Angiò. La colletta obbligatoria non conteneva indicazione della finalità. Venne  designato  a  riscuotere  il  Maestro  Razionale  Enrico Rosso. Dall'atto seguirono un colloquio generale al Parlamento di Castrogiovanni e due altri atti della Cancelleria regia causati da una rivolta fiscale. Marrone A. “Repertorio degli atti della Cancelleria del Regno di Sicilia dal 1282 al 1377”. Marrone in Sovvenzioni regie, riveli, demografia in sicilia dal 1277 al 1398 pag. 26 in Mediterranea - ricerche storiche -Anno IX 2012 pag 51 G. Agnello, Urbs fidelissima. Il governo di Siracusa durante la Camera reginale (1282-1536), pag. 9 Per prove della presenza di Arnau a Montalbano Elicona vedi  chiese  del  1310  con  portali  catalano-catari,  chiese mancanti di croci e di absidi, forse, a causa della funzioni catare. Sui beghini vedi Confessió de Barcelona (1305), il Raonament d’Avinyó (c.1310), Informatio beguinorum seu lectio narbone scritto (1302-1311) di Arnaiu de Vilanova. Vedi tradizione della cura della gotta di Federico con le acque del Tirone da parte di Arnau de Vilanova. Biblioteca sicula, sive De scriptoribus Vol.) di Antonino Mongitore. Vedi tricora del castello di Montalbano Elicona quale sepolcro di Arnau con iscrizioni in arabo-giudeo. Per la presenza del sepolcro di Arnau a Montalbano Elicona vedi DeRebus Siculis Decades Duae di Fazello (1558)     Per la conoscenza dell'arabo da parte di Arnau vedi Juan A. Paniagua, El Maestro Arnau de Vilanova mèdico, Valencia, Catedra de Historia de la Medicina, 1969, p. 70     Per la conoscenza di Arnau dell'ebraico vedi J.M. March, Ramon Marti y !a seva Explanatio simboli Apostolo rum, lnstitut d'Estudis Catalans, Barcellona 1908, pp. 443-96 Per la tecnica  di  medicina  stellare  (vasca  per  sanguisughe,sestante arabo, tacche incise, etc.) che usava Arnau. Regimen Podagre e Regimen Sanitatis, Speculum Medicine, De Parte Operativa e nel De Sigillis di Arnau Per la simbologia  alchemica  (presente  nel  salnitro,  civetta, alambicco e pellicano-alambicco) vedi nell'Opera illustrata alla f.92 del Rosarium philosophorum diArnau de Vilanova appare il pellicano, il salnitro/sale è presente nelle opere alchemiche di Arnau in generale     Per il riferimento alle statude sigillo in stile sabeo vedi riferimento a Thebit nel De iudiciis astronomie, e riferimenti sul concetto nel Defloratio Philosophorum e Novum lumen di Arnau de Vilanova. Per la Tradizione sull'uso di “statue favellatrici” da parte di Arnau (vedi sonetto di Santinelli e Arturo Graf, in Miti, superstizioni e leggende, II, 24 sg, 1893) Per la Committenza della Casa Reale : Il 26 agosto 1311 atto regio emesso da Montalbano per un tributo (exenium) imposto alla Camera Reginale di Eleonora d'Angiò. La colletta obbligatoria non conteneva indicazione della finalità. Venne  designato  a  riscuotere  il  Maestro  Razionale  Enrico Rosso. Dall'atto seguirono un colloquio generale al Parlamento di Castrogiovanni e due altri atti della Cancelleria regia causati da una rivolta fiscale. - Marrone A. “Repertorio degli atti della Cancelleria del Regno di Sicilia dal 1282 al 1377” vedi Marrone in Sovvenzioni regie, riveli, demografia in sicilia dal 1277 al 1398 pag. 26 in Mediterranea - ricerche storiche - Anno IX 2012 pag 51- G. Agnello, Urbs fidelissima. Il governo di Siracusa durante la Camera reginale (1282-1536), pag. 9 Per riferimento alla donazione di un tabernacolo di legno ad Arnau e realizzazione delle  due  chiese  cataro-beghine  di  Spirito  Santo  e  Santa Caterina come “controprestazione” (regalo spirituale) da parte della famiglia reale per la concessione per progettazione e direzione lavori da parte di Arnau. Altra concessione era stata data ad Arnau da Vilanova per il Castello di Otter da Pietro I vedi tabernacolo di legno inventariato al n. 171 dell'inventario di Arnau (R. Chabas, Inventarios.de los libros, ropas y demàs efectos de arnaldo de villaneuva, «Revista   de archivos, biblitecas y museos»,j. 1903,9,) Per  la  dedicazione  al  culto  beghino  vedi  in  Informació espiritual le raccomandazioni ad Eleonora d'Angiò. Vedi demanio regio di caccia di Argimusco/Malabotta dato in Paul Devins in Argimusco Decoded ove di parla della probabile concessione per progettazione e direzione lavori (Arnau era già concessionario della Corona Aragonese per il castello di Otter). Il demanio regio di caccia della Regia Aedes, divenne sede dei lavori dello specchio delle stelle per la salute della famiglia reale di fronte alle incombenti tribolazioni (1311 e 1368) profetizzate da Arnau. Vedi rovenienza delle risorse dalla Camera reginale Eleonora  causato  dalla  passione  alchemica  del  fratello  di     Eleonora d'Angiò, Roberto d'Angiò re di Napoli, oltre che per    'interesse alchemico in generale dei francescani dell'epoca e     della stessa Corona catalana.     Probabile necessità di costruire un grande sigillo di pietra in vista delle tribolazioni di annunciata da Arnau per il 1368/1376 cui si parla nel Magnum Opus. Sull'apocalisse annunciata da Arnau vedi Backman C. ibidem, a cura di A.Musco, 2007, pag. 57, e ancora si veda Guadalajara J. “La venida del Anticristo: terror y moralidad en la Edad Media Hispánica”. Culturas Populares. Revista Electrónica 4 (2007), vedi anche Interpretatio facta per Magistrum Arnaldum de Villanova de visionibus in somnis dominorum Iacobi secundi regis Aragonum et Frederici tertii regis Siciliae eius fratris del 1308. Nel 1309 Arnau  divenne  tutore  della  famiglia  reale  siciliana  e  fece vendere i gioielli ad Eleonora vedi Ziegler J., Medicine and Religion c. 1300. The Case of Arnau de Vilanova, Oxford, Clarendon Press, 1998.
  7. ^ CONTAMINAZIONI - Battiato all'Argimusco. Un tempio diventa teatro - Scomunicando, su Scomunicando. URL consultato il 5 dicembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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