Alpino (F 594)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Alpino (F 594)
Alpino (F594), Baltimore, 2018 (02).jpg
Descrizione generale
Naval Ensign of Italy.svg
TipoFregata missilistica antisommergibile
ClasseBergamini
ProprietàNaval Ensign of Italy.svg Marina Militare
IdentificazioneF 594
CostruttoriFincantieri
CantiereRiva Trigoso (GE)
Varo13 dicembre 2014
Entrata in servizio30 settembre 2016
Caratteristiche generali
Dislocamento6.900 t
Lunghezzafuori tutto 144,7 m
Larghezzafuori ossatura 19,70 m
Altezzaponte principale 11,30 m
Pescaggiom
PropulsioneCODLAG:
  • 1 Avio-GE LM 2500+G4 32,00 MW
  • 2 motori elettrici propulsivi 2x2,5 MW
  • 4 gruppi 4x2,1 MW
  • 2 eliche a passo variabile
  • 1 motore elettrico con elica prodiera azimutale retrattile
  • Autonomia 45 giorni
  • Velocità ≥ 27 nodi
  • Autonomia 6.000 miglia a 15 nodi
Equipaggio145 + 20 di supplemento di personale
Equipaggiamento
Guerra elettronica

ESM:

ECM:

Sistema antisiluro SLAT:

  • 2 lanciatori per 12 decoy acustici ciascuno
Armamento
Artiglieria
  • 2 Cannoni OTO Melara da 76/62 mm SR
    (con kit DAVIDE e STRALES)
  • 2 Mitragliere OTO Melara/Oerlikon GBM-AO1 da 25/80 mm
  • Siluri
    Missili
    Mezzi aerei

    fonti citate nel corpo del testo

    voci di navi presenti su Wikipedia

    L'Alpino è una fregata missilistica in organico alla Marina Militare, quinta unità costruita della Classe Bergamini e la quarta unità dopo il Virginio Fasan, il Carlo Margottini e il Carabiniere ad essere specializzata nella lotta antisommergibile. Impostata nei cantieri di Riva Trigoso, l'unità è stata varata il 13 dicembre 2014.

    Storia[modifica | modifica wikitesto]

    Impostata nel cantiere navale di Riva Trigoso, la nave è stata varata il 13 dicembre 2014 alla presenza di Nicola Latorre, presidente della Commissione Difesa del Senato, del Capo di stato maggiore della difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi, del Capo di stato maggiore dell'Esercito, Generale di corpo d'armata Claudio Graziano, e di varie rappresentanze dell'ANMI. Lo schieramento d'Onore della cerimonia comprendeva la Bandiera di guerra del Raggruppamento subacquei ed incursori, il Medagliere della Marina Militare ed il Labaro del Nastro Azzurro (Provincia di Genova), i gonfaloni della Regione Liguria, della Provincia di Genova e del Comune di Sestri Levante.

    Madrina del varo è stata la Signora Maria Rosa Solimano, cugina del Sergente maggiore degli alpini Francesco Solimano di Sori (provincia di Genova), del 1º reggimento, battaglione Pieve di Teco, caduto sul fronte russo e insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

    “Comandante di squadra mortai da 45, durante il ripiegamento dal Don, dimostrava eccezionale fermezza d’animo tenendo salda ed efficiente la sua squadra alla testa della quale partecipava con leggendario valore a ripetuti duri combattimenti svoltosi durante dieci giorni di ripiegamento. Nel corso di violenta offensiva, avendo mantenuta in piena efficienza la sua squadra recuperando armi e munizioni abbandonate, poteva opporre con rinnovato ardore tenace resistenza e reagire con audaci contrassalti. Ferito, durante una carica di cavalleria che travolgeva le nostre linee, rifiutava il soccorso dei superstiti, li incitava a battersi ad oltranza, alla salvezza preferiva dividere da forte la sorte dei compagni feriti rimasti nella gelida steppa. Mirabile esempio di assoluta dedizione al dovere e di stoica fermezza”.

    Dopo il varo la nave è stata trasferita presso lo stabilimento Fincantieri del Muggiano per completare l'allestimento, e dopo il completamento delle prove in mare, nave Alpino è stata ufficialmente consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016 dopo una cerimonia svolta presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano a La Spezia; la fregata costituisce la quinta unità italiana del programma FREMM e la quarta nonché ultima unità della serie in configurazione anti-sommergibile[1][2]

    Nome[modifica | modifica wikitesto]

    La nave intitolata all'omonimo corpo militare, specialità dell'Arma di Fanteria, ed è la quarta unità navale italiana a portare questo nome nella storia della marineria italiana.

    Il primo Alpino era un cacciatorpediniere della classe Soldato, in servizio nella Regia Marina dal 1909 al 1928, che ha partecipato alla guerra Italo-Turca ed alla prima Guerra Mondiale con compiti di minamento, supporto alle operazioni speciali, pattugliamento ed ha preso parte a numerose azioni belliche nell’Adriatico e nello Ionio.

    Il secondo Alpino era un cacciatorpediniere Classe Soldati in servizio nella Regia Marina dal 1938 al 1943, che nel corso della seconda guerra mondiale ha preso parte a numerose battaglie avendo sempre la meglio sul nemico, tra cui le lbattaglie di Punta Stilo e di Capo Matapan, che venne affondata mentre era ormeggiata nel porto di La Spezia dopo essere stata colpita da una bomba lanciata da uno dei 170 velivoli inglesi che nella notte tra il 18 e 19 aprile 1943 effettuarono un bombardamento a tappeto sulla città di La Spezia.

    La terza unità a portare il nome Alpino è stata una fregata costruita nei Cantieri del Tirreno di Riva Trigoso in servizio nella Marina Militare dal 1967 al 2006. Inizialmente costruita con il nome, “Circe”, nel corso della sua costruzione venne ribattezzata Alpino ed è stata la prima nave a stabilire un record di permanenza in mare nel 1973, quando partita dall’Italia, ha raggiunto il mar di Labrador con una navigazione ininterrotta di 496 ore nel corso delle quali ha percorso 7315 miglia. Nel 1996, dopo un periodo di significative lavorazioni e modifiche, è stata riclassificata in nave di Comando e Supporto alle forze di Contromisure mine ed ebbe in seguito nel 1998 assegnato il nuovo distintivo ottico A 5384 in sostituzione del precedente F 580, effettuando il suo ultimo ammaina bandiera il 31 marzo 2006.

    Motto[modifica | modifica wikitesto]

    Il motto della nave è “Di qui non si passa”, che è anche il motto delle penne nere, venne coniato dal generale Luigi Pelloux, primo ispettore generale del Corpo degli alpini, il 18 ottobre 1888, durante una parata militare a Roma. In quella occasione, mentre le truppe sfilavano in parata davanti al Re d'Italia ed all'Imperatore di Germania, il Generale Pelloux concluse un discorso dicendo: "essi simboleggiano quasi, all'estrema frontiera, alle porte d'Italia, un baluardo sul cui fronte sta scritto 'Di qui non si passa'"

    Immagini[modifica | modifica wikitesto]

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ Consegnata FREMM "Alpino" alla Marina Militare, su difesaonline.it. URL consultato il 7 ottobre 2016.
    2. ^ (EN) Italian Navy's final ASW FREMM is delivered, ready for service, su janes.com. URL consultato il 7 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2016).

    Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

    Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

    Sul sito della Marina Militare

    Marina Portale Marina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di marina