Alluvione di Genova del 4 ottobre 2010

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Alluvione di Genova - Sestri Ponente
disastro naturale
Alluvione sestri ponente ottobre 2010 - 05.jpg
Auto accatastate dal torrente Molinassi
TipoAlluvione lampo
Data4 ottobre 2010
LuogoLiguria
StatoItalia Italia
MotivazioneTemporale marittimo autorigenerante
Conseguenze
Morti1

L’alluvione di Genova - Sestri Ponente del 4 ottobre 2010 si è verificata a causa di un temporale marittimo, a carattere autorigenerante, molto violento e persistente che ha colpito con estrema violenza una zona relativamente ristretta del ponente cittadino e di Varazze.[1] Ha provocato l'esondazione dei torrenti Chiaravagna, Cantarena, e Molinassi, e la morte di una vittima oltre che ingenti danni materiali.

L'evento[modifica | modifica wikitesto]

La cellula temporalesca formatasi nella prima mattina del 4 ottobre ha inizialmente stazionato per alcune ore (tra le 4.00 e le 8.00) nella zona di Varazze riversando a terra quasi 300 mm d'acqua e causando l'esondazione dei maggiori torrenti con diversi smottamenti sulle colline della zona dopodiché si è trasferito ad est fermandosi sui quartieri del ponente cittadino tra Pegli, Sestri Ponente e la val Polcevera dove ha scatenato tutta la sua potenza causando una vera alluvione lampo. In circa cinque ore, tra le 8 e le 13 sono caduti oltre 400 mm d'acqua sulle alture di Sestri Ponente, 380 mm su quelle di Pegli e circa 300 sulla bassa val Polcevera tra Pontedecimo e la foce del torrente[2].

Poche decine di millimetri di pioggia in più avrebbero potuto provocare una vera e propria catastrofe con la possibile esondazione del Polcevera e di molti altri torrenti secondari che invece sono rimasti, pur per poco, dentro il proprio alveo.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Il torrente Chiaravagna, alcune ore dopo l'alluvione

In seguito alle intense precipitazioni nel primo pomeriggio esondarono i torrenti Chiaravagna, Cantarena e Molinassi mentre il torrente Marotto e i rii Zanino e Monferrato esplosero letteralmente da sotto l'asfalto. Quasi tutta la parte bassa di Sestri Ponente e di Multedo venne allagata: negozi, box, scantinati, piazze, strade, portando via le auto parcheggiate e anche una vita umana, un operaio delle cave del Monte Gazzo precipitato insieme ad un terrapieno ingoiato dalla furia delle acque del torrente Chiaravagna e ritrovato pochi giorni nel mare antistante Sestri.

Il letto del rio Molinassi, con l'abituale portata dei periodi di calma, nel punto in cui è esondato nell'ottobre 2010.

Il torrente Molinassi, che negli ultimi 440 metri scorre coperto dai capannoni della Fincantieri, ruppe l'argine destro, un vecchio muro in pietra, all'altezza di Piazza Clavarino allagando la parte ovest di Sestri unendo le sue acque a quelle fuoriuscite dal torrente Cantarena in via Leoncavallo, via sotto la quale si infila negli ultimi 300 metri del suo corso. Nella parte est della delegazione è invece il torrente Chiaravagna ad esondare in corrispondenza della diga formatasi contro il palazzo di via Giotto 15 costruito proprio sopra il suo alveo e poi abbattuto nel marzo del 2013. La parte più occidentale è stata altresì allagata dal torrente Marotto e i dai rii Zanino e Monferrato che sono violentemente fuoriusciti dal reticolo di cunicoli nei quali erano stati incanalati durante la prima metà del XX secolo sotto i capannoni industriali abbandonati dell'ex fonderia Multedo e quelli che oggi ospitano le Coop e altre attività produttive, e fatti sfociare in mare oltre la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, a poca distanza dai moli del porto petroli.

Altri allagamenti, fortunatamente senza conseguenze irreparabili, avvennero nelle altre zone basse del ponente quali il sottopasso ferroviario di Multedo, quello nei pressi di Piazza Brin a Certosa e tutta la zona della Fiumara a Sampierdarena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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