Allestimento architettonico

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Carlo Scarpa, Allestimento del Museo di Castelvecchio a Verona: allestimento del Crocifisso e dolenti, noto anche come L'urlo di pietra. Foto di Paolo Monti, 1961 (Fondo Paolo Monti, BEIC).
Antonio Monfreda e Patrick Kinmonth, allestimento della Mostra Valentino a Roma, 45 years of Style, Museo dell'Ara Pacis, Roma 2007


L'allestimento architettonico è la disciplina volta a gestire ed organizzare mostre ed eventi temporanei o esposizioni museali stabili (in questo caso si parla specificatamente di museografia) dal punto di vista dello spazio architettonico. Si differenzia dall'architettura degli interni perché legato alla gestione di opere d'arte, di cui definisce lo spazio di esposizione[1]. Strettamente connesso all'allestimento architettonico è il light design.

È una disciplina sviluppatasi nella seconda metà del secolo scorso, con il mutare del concetto di museo e lo sviluppo della museologia oltre che con la nascita di nuove forme d'arte, come le installazioni temporanee.

La figura professionale preposta all'allestimento architettonico è l'architetto, chiamato a definire le modalità di esposizione delle opere d'arte (posizionamento, design degli espositori, illuminazione, materiali) e il percorso del pubblico all'interno dell'esposizione, che sia essa stabile o temporanea[2].

Esempi di allestimento[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Eventi e mostre[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucio Altarelli, Allestire. Attraversamenti, temi, territori, ibridazioni, Palombi editore, Roma 2005
  • Massimo Malagugini, Allestire per comunicare. Spazi divulgativi e spazi persuasivi, Franco Angeli edizioni, Roma 2008
  • M. Falsitta, Allestimenti, 24 Ore Cultura, Milano 2002

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Falsitta, Allestimenti, 24 Ore Cultura, Milano 2002
  2. ^ G. Donini, L'architettura degli allestimenti, Kappa, Roma 2010