Alleanza abbaside-carolingia

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Hārūn al-Rashīd mentre riceve la delegazione di Carlo Magno a Baghdad, dipinto di Julius Köckert.
Charlemagne Clock
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L'Alleanza abbaside-carolingia[1][2][3] fu un tentativo parzialmente riuscito di formare tra VIII e IX secolo (servendosi di ambascerie) una serie di approcci e operazioni militari combinate tra i franchi dell'Impero carolingio ed il Califfato abbaside nonché coi governanti della Spagna favorevoli alla politica degli Abbasidi. Questi contatti fecero seguito all'intenso conflitto tra i carolingi e gli Omayyadi, segnato dalla Battaglia di Tours del 732, motivo per cui l'imperatore Carlo Magno stava organizzando una controalleanza con il lontano impero abbaside. Poco dopo, un'altra alleanza carolingio-abbaside venne portata avanti nel conflitto con l'Impero bizantino.

Sfondo storico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Invasione islamica della Gallia.
Truppe musulmane lasciano Narbona vinte da Pipino il Breve nel 749 dopo 40 anni di occupazione.

L'Invasione islamica della Gallia dal 719 al 759 fu un periodo di intensi conflitti tra i Carolingi e gli Omayyadi, segnati dalla Battaglia di Tours del 732. Le forze islamiche vennero infine espulse dalla Gallia con la riconquista di Narbona nel 759 da parte di Pipino il Breve, ma la presenza omayadde in Spagna continuò a rappresentare un problema non da poco per i Carolingi.

Contatti all'epoca di Pipino il Breve[modifica | modifica wikitesto]

Ambasciate[modifica | modifica wikitesto]

Il califfato Abbaside (in verde) alla sua massima espansione, c. 850.

I contatti tra i Carolingi e gli Abbasidi iniziarono poco dopo la fondazione del Califfato Abbaside e la concomitante caduta del Califfato omayyade nel 751. Il regnante carolingio Pipino il Breve aveva una posizione sufficientemente solida in Europa da "rendere la sua alleanza valutabile dal califfo abbaside di Baghdad, al-Mansur".[4] I sostenitori del califfato omayadde si erano stabiliti fermamente nella Spagna meridionale sotto Abd ar-Rahman I, ed avevano costituito un avamposto strategico tra le terre dei Carolingi e i territori a sud, con gli Abbasidi ad ovest dei loro domini.

Un mancuso o denaro d'oro del re inglese Offa di Mercia (757–796), copia di un dinaro del Califfato abbaside (774). Esso combina infatti la legenda latina OFFA REX con scritte in arabo. British Museum.

Le ambasciate vennero portate da entrambe le parti con l'apparente obbiettivo di cooperare contro gli Omayaddi di Spagna: un'ambasceria franca si recò a Baghdad nel 765 e tornò in Europa tre anni più tardi con numerosi doni, ed un'ambasceria da Al-Mansur visitò la Francia nel 768.[4]

Scambi commerciali[modifica | modifica wikitesto]

Scambi commerciali iniziarono tra i Carolingi e gli Abbasidi, e monete arabe iniziarono a diffondersi nei territori carolingi ed in Europa.[5] Monete d'oro sono riportate durante il IX secolo, apparentemente in pagamento dell'esportazione di schiavi, ferro e armi dall'Europa all'estremo oriente.[6] Un famoso esempio, dell'VIII secolo, è il re inglese king Offa di Mercia, noto per aver coniato delle copie di dinari abbasidi emessi nel 774 dal califfo Al-Mansur con la scritta "Offa Rex" al centro sul retro al posto di un'iscrizione pseudo-cufica.[7][8]

L'alleanza di Carlomagno[modifica | modifica wikitesto]

Alleanza militare in Spagna (777-778)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 777, i governanti pro-abbasidi della Spagna settentrionale contattarono i Carolingi per ottenere aiuto contro il potente Califfato omayyade nella Spagna meridionale, guidato da Abd ar-Rahman I.[9] Gli "Abbasidi spagnoli cercarono supporto per la loro causa in Pipino di Francia; egli fu contento di ciò perché la dinastia di Cordoba era un problema costante per la Francia sudoccidentale".[10]

Sulayman al-Arabi il wali (governatore) pro-abbaside di Barcellona e Girona inviò una delegazione a Carlomagno a Paderborn, offrendogli la sua sottomissione assieme all'alleanza di Husayn di Saragozza e Abu Taur di Huesca in cambio di aiuto militare.[9] Questi tre governanti pro-Abbasidi riportarono inoltre che il califfo di Baghdad, Muhammad al-Mahdi, stava preparando un'invasione in massa contro il califfo omayyade, Abd al-Rhaman I.[9]

La Battaglia di Roncisvalle pose fine alla campagna di Carlomagno del 777-778 contro gli Omayaddi in Spagna.

Dopo la firma di quest'alleanza a Paderborn,[11] Carlomagno si mise subito in marcia attraversando i Pirenei nel 778 "alla testa di tutte le forze che poté trovare".[12] Le sue truppe vennero bene accolte a Barcellona ed a Girona da Sulayman al-Arabi.[13] Muovendosi verso Saragozza, le truppe di Carlomagno vennero ad incontrarsi con altre truppe guidate da Sulayman.[12] Husayn di Saragozza, ad ogni modo, si rifiutò di cedere la città come da accordi, dicendo di non aver mai promesso a Carlomagno la sua alleanza. Nel frattempo, le forze inviate dal califfato di Baghdad si erano fermate nei pressi di Barcellona.[14] Dopo un mese di assedio a Saragozza, Carlomagno decise di tornare nel suo regno.[14] Durante la sua ritirata, Carlomagno subì un attacco da parte dei baschi della Navarra centrale. Come rappresaglia egli attaccò Pamplona, distruggendola.[14] Durante la sua ritirata a nord, ad ogni modo, si scontrò nuovamente coi baschi nella Battaglia di Roncisvalle il 15 agosto 778.[15]

La presenza carolingia rimase ad ogni modo nel sud dei Pirenei, e la città di Girona venne catturata nel 785, concentrandosi dunque sull'espansione del proprio dominio a Vic, Casserres e Cardona.[16]

I musulmani fecero la loro ultima incursione in Gallia nel 793, ove saccheggiarono i sobborghi di Narbona e sconfissero Guglielmo di Gellone, conte di Tolosa presso Carcassona.[17]

Ultimi contatti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo queste campagne, vi furono ancora numerose ambascerie tra Carlomagno ed il califfo abbaside Hārūn al-Rashīd dal 797,[18] apparentemente in vista di un'alleanza carolingia-abbaside contro Bisanzio,[19] o con l'intenzione di ottenere una nuova alleanza contro gli Omayaddi in Spagna.[17]

Interessi strategici[modifica | modifica wikitesto]

Al contrario, "il conflitto di Carlo con l'emiro omayadde di Cordova lo rese un alleato dell'emiro abbaside di Baghdad, il celebrato Harun al-Rashid",[20] ed i due "formarono un patto contro il nemico comune".[21]

Per Carlomagno, l'alleanza aveva anche la funzione di contrastare l'Impero Bizantino, che si opponeva al suo ruolo predominente in Italia ed alla sua pretesa di Imperatore romano. Per Harun al-Rashid, il vantaggio era di avere un forte alleato contro gli Omayaddi in Spagna.[22]

Ambasciate[modifica | modifica wikitesto]

Orologio automatico di al-Jazari, con uccelli che ogni ora lasciano cadere una pallina ed automi musicisti, copia dell'originale risalente al XIV secolo.

Tre ambascerie vennero inviate da Carlomagno alla corte di Harun al-Rashid il quale inviò poi almeno altre due ambascerie a Carlomagno.[19] Harun al-Rashid viene riportato aver inviato numerosi doni a Carlomagno, come spezie, prodotti d'artigianato, un orologio, una scacchiera ed un elefante di nome Abu 'Abbas.[19] L'orologio automatico era un orologio ad acqua d'ottone, descritto negli Annales Regni Francorum dell'807. Esso segnava le 12 ore con delle palle d'ottone che cadevano su un piatto ogno ora, e disponeva inoltre di dodici cavalieri che apparivano a turno ogni ora.[23][24]

Un elefante da guerra bianco in Spagna nell'XI secolo.

L'ambasceria del 797, la prima da Carlomagno, era composta di tre uomini l'ebreo Isacco (Isaac Judaeus, probabilmente come interprete),[25] Lantfrid e Sigimud, e Harun al-Rashid venne descritto come "Aronne, re dei Persiani".[26] Quattro anni più tarni nell'801, l'ambasceria abbaside giunse a Pisa, composta da "un persiano dell'est" ed un inviato "dell'emiro Abraham, probabilmente il governatore di Harun al-Rashid per il Nord Africa, Ibrahim ibn al-Aghlab, con notizie dell'ebreo Isacco che stava tornando con numerosi doni. Incontrarono Carlomagno che era presente in Italia a quel tempo.[27]

Nel 799, Carlomagno inviò una nuova missione al Patriarca di Gerusalemme.[28]

Guidato a quanto pare da buoni incoraggiamenti dalla Spagna, Luigi il Pio, re d'Aquitania, catturò Barcellona nell'801, ma fallì nell'estendere le sue conquiste a Tortosa, che rimase musulmana per i successivi tre secoli.[17]

Nell'802, una seconda ambarsceria venne inviata da Carlomagno, la quale fece ritorno nell'806.[29]

Nell'807, Rodberto, ambasciatore di Carlomagno morì al suo ritorno dalla Persia.[27] Harun al-Rashid è riportato per essersi offerto per la custodia dei luoghi Santi a Gerusalemme per Carlomagno.[19] Nell'807, Abdallah, "inviato dal re dei Persiani", raggiunse Carlomagno ad Aquisgrana accompagnato da due monaci di Gerusalemme, Giorgio (un tedesco di nome Egilbaldo, priore del monastero del Monte degli Ulivi) e Felice, inviato del patriarca Tommaso. Essi portarono anche molti doni, tra cui un orologio ("horologium").[27]

La terza e ultima ambasceria venne inviata da Carlomagno nell'809, ma giunse a destinazione dopo la morte di Harun al-Rashid.[19] L'ambasceria tornò nell'813 con messaggi di amicizia, ma con pochi risultati concreti.[29]

Influenze artistiche[modifica | modifica wikitesto]

Diverse influenze islamiche sembrarono apparire nell'architettura religiosa cristiana dall'epoca dei contatti tra Carlomagno ed i popoli arabi, come ad esempio i disegni multicolori ispirati alla policromia islamica, ravvisabile in grande stile nel portale d'ingresso dell'Abbazia di Lorsch in Germania.[30]

La prima architettura carolingia generalmente combina tra sé elementi della cultura romana, paleocristiana, bizantina, islamica e nord-europea.[31]

Nell'Impero bizantino dal 723 all'842, islam ed ebraismo influenzarono un movimento cristiano dell'epoca teso alla distruzione di tutte le immagini, noto come Iconoclastia.[32] Secondo Arnold Joseph Toynbee, fu il prestigio dei successi militari islamici del VII-VIII secolo a motivare i cristiani bizantini ad adottare il precetto islamico della distruzione di immagini idolatriche.[33] Carlomagno stesso si propose di seguire i precetti dell'iconoclastìa, ma tale tendenza venne fermato da papa Adriano I.[33]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Ludovico il Pio riceve un'ambasceria dal figlio di Harun al-Rashid, al Ma'mun, nell'831.

Sembra che nell'831, il figlio di Harun al-Rashid, al Ma'mun, inviò anch'egli un'ambasceria a Ludovico il Pio.[34] Questa ambasceria sembra avesse l'obbiettivo di promuovere il commercio tra i due regni.[34]

Dopo l'814 e l'ascesa al trono di Ludovico il Pio, dissensi interni prevennero nuovi interventi dei carolingi in Spagna.[17]

Quasi un secolo dopo Berta, figlia di Lotario II e madre di diversi re d'Italia del X secolo, si dice abbia inviato un'ambasceria al califfo abbaside Al-Muktafi, in richiesta di amicizia ed alleanza.[35]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Heck, p.172
  2. ^ Shalem, p.94-95
  3. ^ Carolingian Chronicles by Bernhard Walter Scholz, p.16
  4. ^ a b Deanesly, p.294
  5. ^ Goody, p.80
  6. ^ Charlemagne, Muhammad, and the Arab roots of capitalism by Gene W. Heck p.179-181 [1]
  7. ^ British Museum
  8. ^ Medieval European Coinage By Philip Grierson p.330
  9. ^ a b c Lewis, p.244
  10. ^ Mohammed, Charlemagne, and the Origins of Europe Richard Hodges, p.120 [2]
  11. ^ Lewis, p.245
  12. ^ a b Lewis, p.246
  13. ^ Lewis, p.253
  14. ^ a b c Lewis, p.249
  15. ^ Lewis, p.251-267
  16. ^ O'Callaghan, p.106
  17. ^ a b c d O'Callaghan, p.106
  18. ^ Heck, p. 172
  19. ^ a b c d e Heck, p. 172
  20. ^ Carolingian Chronicles by Bernhard Walter Scholz p.16
  21. ^ Beyond the Arab disease by Riad Nourallah p.51
  22. ^ Creating East and West by Nancy Bisaha p.207
  23. ^ Daily life in the age of Charlemagne by John J. Butt p.146
  24. ^ Legends of Charlemagne; or Romance of the middle ages Thomas Bulfinch p. xix [3]
  25. ^ Charlemagne and the Early Middle Ages by Miriam Greenblatt, p.29
  26. ^ A History of Palestine, 634-1099 by Moshe Gil, Ethel Broido p.286
  27. ^ a b c Gil, p.286
  28. ^ War And Peace in the Law of Islam by Majid Khadduri, p.247
  29. ^ a b Mohammed, Charlemagne, and the Origins of Europe Richard Hodges, p.121 [4]
  30. ^ A world history of architecture Marian Moffett p.194
  31. ^ A world history of architecture Marian Moffett p.195
  32. ^ Adventures in Paranormal Investigation Joe Nickell p.222
  33. ^ a b A Study of History: Abridgement of volumes VII-X by Arnold Joseph Toynbee p.259 [5]
  34. ^ a b Heck, p. 173
  35. ^ M. Hamidullah, "An Embassy of Queen Bertha to Caliph al-Muktafi billah in Baghdad 293/906", Journal of the Pakistan Historical Society, I, 1953, pp 272-300.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Margaret Deanesly A History of Early Medieval Europe Taylor & Francis, London Methuen & Co, Ltd
  • David Levering Lewis God's Crucible Islam and the Making of Europe, 570-1215 W.W. Norton, 2008 ISBN 978-0-393-06472-8
  • Gene W. Heck When worlds collide: exploring the ideological and political foundations of the clash of civilizations Rowman & Littlefield, 2007 ISBN 0-7425-5856-8
  • Jack Goody Islam in Europe, Polity Press, 2004, ISBN 978-0-7456-3193-6
  • Joseph F. O'Callaghan A History of Medieval Spain Cornell University Press, 1983 ISBN 0-8014-9264-5
  • Moshe Gil, Ethel Broido A History of Palestine, 634-1099 Cambridge University Press, 1997 ISBN 0-521-59984-9

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