Alleanza Liberale

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Alleanza Liberale
Liberal Alliance
LA cirkel blaa pa hvid.svg
LeaderAlex Vanopslagh
StatoDanimarca Danimarca
SedeNybrogade 10, 3.sal

DK-1203 København K.

Fondazione7 maggio 2007
IdeologiaLiberalismo[1][2]
Libertarismo di destra[3][4]
Liberismo
In precedenza
Centrismo
Conservatorismo liberale
Conservatorismo sociale
CollocazioneCentro-destra
Gruppo parl. europeonessuno
Affiliazione internazionalenessuna
Seggi Folketing
4 / 179
 (2019)
Seggi Europarlamento
0 / 13
 (2019)
Seggi Regioni
5 / 205
 (2019)
Seggi Consiglieri comunali
28 / 2 432
 (2019[5])
Organizzazione giovanileLiberal Alliance Youth
Sito webwww.liberalalliance.dk/

Alleanza Liberale (in danese: Liberal Alliance) è un partito politico danese di orientamento liberale[6][7][8][9] e libertariano[10][11] fondato nel 2007; inizialmente designato col nome di Nuova Alleanza (Ny Alliance), ha assunto l'odierna denominazione nel 2008.

Da novembre 2016 a giugno 2019 ha fatto parte del Governo Løkke Rasmussen III.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito fu fondato con il nome Nuova Alleanza (Ny Alliance) il 7 maggio 2007 da parte di tre parlamentari europei: Naser Khader e Anders Samuelsen - entrambi provenienti dalle file della Sinistra Radicale, di ispirazione liberale sociale[6] - e Gitte Seeberg, già esponente del Partito Popolare Conservatore. Il partito si proponeva di sintetizzare le due culture politiche, ed era inizialmente considerato un partito liberale classico e moderato[6].

Alle elezioni politiche del 2007, NA ottenne il 2,8% dei voti e 5 seggi, ponendosi all'opposizione del governo di centro-destra (V-KF).

Nel 2008, Gitte Seeberg lasciò il partito protestando contro lo status del partito come partito di destra, in conflitto con il suo desiderio di formare un partito centrista, inoltre respingeva l'influenza del Partito popolare danese, di destra sociale[12]. In seguito, un altro parlamentare abbandonò il partito, unendosi al Partito liberale[13].

Sotto la nuova guida di Anders Samuelsen, la posizione del partito si spostò verso destra, sposando il liberalismo economico e le politiche libertarie[9], cambiando nome in Alleanza Liberale il 27 agosto 2008[14].

Il 1º settembre 2008, il partito ebbe un terzo mandato in Parlamento, in quanto Gitte Seeberg venne nominata segretaria generale della sezione danese del World Wide Fund for Nature (WWF). Il suo mandato fu assegnato all'ex vice sindaco di Slagelse, Villum Christensen[15]. Il 5 gennaio 2009, il cofondatore del partito Naser Khader lasciò il partito[16].

Alle europee del 2009, AL ottenne lo 0,59% dei voti, non ottenendo nessun seggio.

Alle politiche del 2011, AL ottenne il 5% dei voti e 9 seggi, rimanendo all'opposizione questa volta di un governo di centro-sinistra (RV-SD-SF).

Alle politiche del 2015 ottiene il 7,5% e 13 seggi al Folketing.

Alle elezioni europee del 2014, AL ottenne il 2,9% dei voti e nessun seggio[17].

Alle elezioni parlamentari del 2015, il partito ottenne il 7,5% dei voti e 13 seggi nel Folketing, con risultati dal 17,5% a Gentofte, un sobborgo benestante di Copenaghen, al 4% a Bornholm. Inizialmente, il partito non partecipò al governo di minoranza dei liberali di Venstre (con Lars Løkke Rasmussen), ma prestò il suo sostegno parlamentare al governo. Alla fine di novembre 2016 entrò a far parte di un governo di coalizione di centrodestra a 3 partiti, insieme a Venstre e al Partito Popolare Conservatore, il terzo governo presieduto da Løkke Rasmussen. Il leader del partito Anders Samuelsen venne nominato ministro degli affari esteri, mentre Simon Emil Ammitzbøll-Bille ebbe l'incarico di ministro dell'economia e degli interni. Ulteriori membri del governo facenti parte di Alleanza Liberale erano Merete Riisager (ministro della pubblica istruzione), Mette Bock (ministro della cultura), Ole Birk Olesen (ministro dei trasporti) e Thyra Frank (ministro della terza età)[18].

Alle elezioni parlamentari del 2019, il partito ottenne 2,3% dei voti (e il 2,2% alle europee), perdendo 9 dei suoi 13 seggi nel Folketing[19]. lI leader del partito Anders Samuelsen non venne rieletto[20], così si è dimesso. Il 9 giugno 2019 Alex Vanopslagh è diventato il nuovo leader di AL[21].

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente il partito era di orientamento centrista, "unendo le parti migliori del conservatorismo liberale e sociale"[22]. In seguito alla Leadership di Samuelsen, il partito si è spostato verso un orientamento liberale classico e libertario[23], ed ha supportato riforme liberiste quali una riforma fiscale che sostituisse la tassazione progressiva con una tassa piatta al 40%, dimezzando le aliquote dell'imposta sulle società[24]. Ha supportato i diritti degli utenti per l'assistenza sanitaria pubblica, l'abolizione dei piani di prepensionamento e la rivalutazione di tutti coloro che ricevono sussidi[24]. Si è opposto all'ingresso della Danimarca nell'Euro Plus Pact nel 2011, supportando un'UE reinventata e basata sul libero mercato[25]. Ha sostenuto l'uso dell'energia nucleare[26] e il diritto delle coppie dello stesso sesso di sposarsi e adottare bambini (contribuendo a farlo approvare)[27]. Ha supportato la legalizzazione dell'hashish[28] e la riduzione delle tasse di immatricolazione dei veicoli[29].

Nel programma del 2020, Alleanza Liberale sostiene, tra le svariate idee, la riduzione delle tasse, la non-tassazione delle prime 84.000 corone guadagnate da un'impresa, più libertà di scelta e meno burocrazia per le scuole, una razionalizzazione del settore pubblico e un piano per il clima, che prevede la spesa dello 0,2% del PIL danese (circa 3,7 miliardi di corone) per la ricerca sul clima, la riduzione delle tasse sull'elettricità, l'abolizione della tassa di immatricolazione sulle auto meno inquinanti e pone come obiettivi ricavare tutta l'energia elettrica danese da fonti rinnovabili entro il 2030 e zero emissioni di anidride carbonica entro il 2050[30][31].

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti % Seggi
Parlamentari 2007 97.295 2,8
5 / 179
Europee 2009 13.796 0,59
0 / 13
Parlamentari 2011 176.585 4,98
9 / 179
Europee 2014 65.480 2,88
0 / 13
Parlamentari 2015 264.449 7,52
13 / 179
Europee 2019 60.693 2,20
0 / 13
Parlamentari 2019 82.228 2,33
4 / 179

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ parties-and-elections.eu, http://parties-and-elections.eu/denmark.html.
  2. ^ books.google.com, https://books.google.com/books?id=lQWYAAAAQBAJ&pg=PA73.
  3. ^ books.google.com, https://books.google.com/?id=gWhKffLMUhUC&lpg=PP1&pg=PA152.
  4. ^ books.google.com, https://books.google.com/books?id=qVdzAgAAQBAJ&pg=PA176.
  5. ^ Danmarks Statistikbank
  6. ^ a b c Parties and Elections in Europe, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 25 aprile 2020.
  7. ^ Wayne C. Thompson, Nordic, Central, and Southeastern Europe 2013, Rowman & Littlefield, 2013, p. 73, ISBN 978-1-4758-0489-8.
  8. ^ Hans Slomp, Europe, a Political Profile: An American Companion to European Politics, ABC-CLIO, 2011, p. 415, ISBN 978-0-313-39181-1. URL consultato il 27 luglio 2013.
  9. ^ a b Åsa Bengtsson, Kasper Hansen, Ólafur Þ Harõarson, Hanne Marthe Narud e Henrik Oscarsson, The Nordic Voter: Myths of Exceptionalism, ECPR Press, 2013, p. 205, ISBN 978-1-907301-50-6.
  10. ^ Erik Aloek, Christoffer Green-Pedersen e Lars Thorup Larsen, Morality Issues in Denmark: Policies Without Politics, in Isabelle Engeli, Christoffer Green-Pedersen e Lars Thorup Larsen (a cura di), Morality Politics in Western Europe: Parties, Agendas and Policy Choices, Palgrave Macmillan, 2012, p. 152, ISBN 978-0-230-30933-3.
  11. ^ John L. Campbell e Ove K. Pedersen, The National Origins of Policy Ideas: Knowledge Regimes in the United States, France, Germany, and Denmark, Princeton University Press, 2014, p. 176, ISBN 978-1-4008-5036-5.
  12. ^ politik/article464717, su politiken.dk (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2008).
  13. ^ politik/article467599., su politiken.dk (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2008).
  14. ^ politik/article559064, su politiken.dk (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2008).
  15. ^ (DA) Khader forlader Liberal Alliance - TV 2, su nyheder.tv2.dk, 5 gennaio 2009. URL consultato il 25 aprile 2020.
  16. ^ article.php/id-19620126, su nyhederne.tv2.dk.
  17. ^ Resultater - Hele landet - Europa-Parlamentsvalg søndag 25. maj 2014 - Danmarks Statistik, su dst.dk. URL consultato il 25 aprile 2020.
  18. ^ www.thelocal.dk, https://www.thelocal.dk/20161128/here-is-denmarks-new-coalition-government. URL consultato il 25 aprile 2020.
  19. ^ KMDValg, su www.kmdvalg.dk. URL consultato il 25 aprile 2020.
  20. ^ (DA) Se valgte politikere til Folketinget og deres personlige stemmer | DR, su www.dr.dk. URL consultato il 25 aprile 2020.
  21. ^ (DA) Alex Vanopslagh bliver Liberal Alliances nye politiske leder, su DR. URL consultato il 25 aprile 2020.
  22. ^ article926769, su jp.dk.
  23. ^ (EN) Marco Lisi, Party System Change, the European Crisis and the State of Democracy, Routledge, 6 agosto 2018, ISBN 978-1-351-37764-5. URL consultato il 25 aprile 2020.
  24. ^ a b against-the-grain [collegamento interrotto], su cphpost.dk.
  25. ^ Political majority agree to euro pact, su web.archive.org, 26 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2011).
  26. ^ Fukushima spurs nuclear opposition, su web.archive.org, 10 maggio 2011. URL consultato il 25 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2011).
  27. ^ church-minister-to-consider-gay-partnerships, su cphpost.dk. URL consultato il 25 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2011).
  28. ^ (DA) Rådhuspladsen 37 1785 København V. Telefon: 33111313, Liberal Alliance: Ja til fri hash, su ekstrabladet.dk. URL consultato il 25 aprile 2020.
  29. ^ Registreringsafgiften på biler sænkes igen i finansloven, su jyllands-posten.dk, 18 novembre 2016. URL consultato il 25 aprile 2020.
  30. ^ (DA) Politik - Liberal Alliance, in Liberal Alliance. URL consultato il 25 aprile 2020.
  31. ^ www.liberalalliance.dk, https://www.liberalalliance.dk/klimaplan/. URL consultato il 25 aprile 2020.

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