Alleanza 90/I Verdi

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Alleanza 90/I Verdi
(DE) Bündnis 90/Die Grünen
Bündnis 90 - Die Grünen Logo.svg
Leader Simone Peter, Cem Özdemir
Stato Germania Germania
Sede Platz vor dem Neuen Tor 1, 10115 Berlino
Fondazione 1993
Ideologia Ecologismo,
Femminismo[1],
Pacifismo,
Liberalismo sociale,
Progressismo sociale
Collocazione Centro-sinistra
Gruppo parl. europeo Verdi Europei - Alleanza Libera Europea
Seggi al Bundestag
65 / 709
Seggi al Parlamento europeo
11 / 96
Organizzazione giovanile Grüne Jugend
Iscritti 48.163
Sito web www.gruene.de

Alleanza 90/I Verdi (in tedesco: Bündnis 90/Die Grünen) è un partito politico tedesco fondato nel 1993 a seguito della confluenza di due distinti soggetti politici:

Il partito è membro dei Verdi europei e costituisce la formazione ambientalista più forte d'Europa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Verdi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni Settanta, nella Germania occidentale, vennero fondati I Verdi, che raccolsero ambientalisti e pacifisti che si opponevano all'uso dell'energia nucleare e si battevano per migliorare la qualità della vita nelle grandi città. Nel 1982 la componente più moderata del partito diede vita al Partito Ecologico-Democratico (ÖDP), oggi presente quasi unicamente in Baviera. L'ÖDP contestava le forme di protesta troppo radicali messe in atto dal movimento. I Verdi si andavano, infatti, sempre più impegnando a favore dei diritti degli omosessuali, per forme meno autoritarie d'insegnamento e contro opere pubbliche dal forte impatto ambientale.

Il partito riuscirà ad eleggere un deputato in parlamento solo nel 1983. Nel 1987, dopo lo scoppio della centrale nucleare di Chernobyl e la battaglia contro l'abbattimento delle foreste, il partito aumentò considerevolmente i suoi voti giungendo, alle elezioni parlamentari, all'8,3% dei voti. In questi anni leader del partito sarà Joschka Fischer, che manterrà tale ruolo fino al 2005.

Alleanza 90[modifica | modifica wikitesto]

Alleanza 90 era stata fondata nel 1990 dall'incontro di tre gruppi di opposizione al regime comunista:

  • Nuovo Forum (Neues Forum), fondato nel 1989 e primo movimento organizzato di opposizione;
  • Democrazia ora (Demokratie Jetzt), movimento socialdemocratico contrario ad una riunificazione immediata con la Germania occidentale;
  • Iniziativa per la libertà ed i diritti umani (Initiative Freiheit und Menschenrechte), fondato nel 1986 come semplice coordinamento tra i pacifisti della Germania orientale.

La fusione[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezione del 1990, dopo la riunificazione con la Germania orientale, vennero mantenuti due distinte soglie di sbarramento al 5%. I Verdi si allearono con Alleanza '90, un movimento per i diritti civili nella Germania dell'Est. Nella Germania occidentale, i Verdi, questa volta, non riuscirono a superare lo sbarramento elettorale. Nelle elezioni del 1994, invece, i Verdi ritornarono sopra lo sbarramento, con il 7,4% dei voti.

Alle elezione del 1998 "A-V" ottenne il 6,75% e 47 deputati. Entrò per la prima volta al governo in una coalizione con il Partito Socialdemocratico di Germania e Joschka Fischer fu nominato ministro degli esteri. Il partito in questi anni si va rafforzando, anche se la partecipazione all'intervento militare in Kosovo provocò la fuoriuscita dei pacifisti più intransigenti.

Nel 2000, il partito ottenne il suo più importante successo con il ministro dell'energia, Jürgen Trittin, che riuscì a far approvare un piano ventennale di riduzione al ricorso all'energia nucleare. Nel 2001, però, il partito vide ben quattro deputati votare contro il proprio governo dopo l'intervento militare in Afghanistan. Ciò nonostante alle lezioni legislative del 2002, i Verdi incrementarono i propri voti, 8,6%, ed i propri seggi, 55, e rimasero alla governo con l'SPD. Alle elezioni europee del 2004, il partito riuscì ad eleggere 13 dei 99 seggi assegnati alla Germania.

Alle elezioni federali del 2005 i Verdi hanno avuto una leggerissima flessione, 8,1% dei voti e 51 seggi. Il crollo della SPD e l'affermazione della CDU hanno determinato la nascita di una Große Koalition, poiché né la CDU con i Liberali, né l'SPD con i Verdi potevano garantire un governo stabile. L'opposizione all'alleanza tra il partito di Angela Merkel e quello socialdemocratico portò a una nuova crescita per gli ambientalisti, saliti al 10,7% alle elezioni federali del 2009 e al 12,1% nelle consultazioni europee dello stesso anno.

Alle elezioni federali del 2013 i Verdi ottengono l'8,4% e 63 seggi mentre alle elezioni europee del 2014 raggiungono il 10,7% ed ottengono 11 seggi al parlamento europeo.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Pur propugnando in prima linea ideologie ecologiste e ambientaliste, il partito sostiene anche istanze pacifiste, progressiste e di difesa dei diritti sociali e civili.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Christiane Olivo, Creating a Democratic Civil Society in Eastern Germany: The Case of the Citizen Movements and Alliance 90, 978-1-349-38627-7, 978-0-312-29959-0, Palgrave MacMillan 2001.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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