Allargamento della zona euro

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1leftarrow blue.svgVoci principali: Euro, Zona euro.

Situazione aggiornata a giugno 2014:

     Zona euro

     UE non appartenenti all'AEC II

     UE appartenenti all'AEC II con opt-out

     UE non appartenenti all'AEC II con opt-out

     Non UE che usano bilateralmente l'euro

     Non UE che usano unilateralmente l'euro

L'euro fu introdotto come unità di conto virtuale il 31 dicembre 1998 in 11 stati membri dell'Unione europea, mentre sotto forma di monete e banconote il 1º gennaio 2002.

Il primo allargamento avvenne nel 2001 con l'adesione della Grecia; ciò le permise di introdurre le nuove banconote e monete contemporaneamente agli undici stati originari. In seguito la moneta è stata introdotta nei seguenti paesi:[1][2][3]

Criteri di accesso[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parametri di Maastricht.

L'adesione ufficiale alla zona euro di uno stato membro dell'Unione europea è subordinata al rispetto di criteri economici sanciti dal Trattato di Maastricht (1992), noti come parametri di Maastricht.

Alcuni microstati, che prima dell'introduzione godevano di particolari accordi monetari con stati membri dell'UE, hanno potuto introdurre l'euro, ma non è stata loro consentita la partecipazione alle decisioni relative agli affari economici e monetari della zona euro: non possono partecipare alle riunioni dell'Ecofin. Inizialmente i microstati aderenti all'euro furono Monaco, San Marino e la Città del Vaticano. Andorra cominciò ad utilizzare l'euro senza un accordo con la Banca centrale europea. L'accordo fu raggiunto il 30 giugno 2011:[4] il microstato ha iniziato a far circolare euro il 15 gennaio 2015.[5]

Criteri di convergenza (giugno 2014)[6][7]
Stato Inflazione
(media su 12 mesi dei tassi annuali)[8]
Rapporto deficit/PIL Rapporto debito pubblico/PIL Membro AEC II Interesse bond decennale
(media su 12 mesi)[9]
Valori di riferimento Max 1,7%
(al 30 aprile 2014)
Min -3,0%
(anno fiscale 2014)
Max 60%
(anno fiscale 2014)
minimo 2 anni
(al 30 aprile 2014)
Max 6,2%
(al 30 novembre 2014)
Bulgaria Bulgaria -0,8% -1,9% 23,1% No 3%
Croazia Croazia 1,1% -3,8% 69% No 4,8%
Danimarca Danimarca[10] 0,4 -0,8% 44,5% 1º gennaio 1999 0,9%
Polonia Polonia 0,6% 5,7%[11] 49,2% No 2,5%
Regno Unito Regno Unito[10] 2,3 -5,8% 90,6% No 2,25%
Rep. Ceca Rep. Ceca 0,9% -1,9%[12] 44,4% No 0,7%
Romania Romania 2,1% -2,2% 39,9% No 5,3%
Svezia Svezia 0,3% -1,8% 41,6% No 1,9%
Ungheria Ungheria 1,0% -2,9% 80,3% No 3,6%

Cronologia degli allargamenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'introduzione dell'euro.

Membri aderenti agli Accordi europei di cambio Aec II[modifica | modifica wikitesto]

Le valute che saranno sostituite dall'euro
Valuta Codice Tasso di cambio Data obiettivo
Membri aderenti agli Accordi europei di cambio Aec II
Danimarca Corona danese DKK 7,46038 da stabilirsi a seguito dell'esito di referendum
Obbligati all'adesione agli Accordi europei di cambio Aec II
Bulgaria Lev bulgaro BGN 1,95583[13] non in agenda
Rep. Ceca Corona ceca CZK 1º gennaio 2019
Polonia Złoty polacco PLN da stabilirsi
Romania Leu romeno RON 2020-2023[14]
Ungheria Fiorino ungherese HUF non in agenda
Svezia Corona svedese SEK da stabilirsi
Croazia Kuna croata HRK da stabilirsi

Tutti gli altri membri dell'Unione europea devono adottare l'euro, ad eccezione della Danimarca, comunque membro degli accordi europei di cambio Aec II, e del Regno Unito, i quali hanno ricevuto una deroga dal Trattato di Maastricht. I seguenti membri hanno avuto accesso agli accordi europei di cambio Aec II, nel quale devono rimanere due anni prima di adottare la moneta unica.

Danimarca Danimarca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Danimarca e l'euro.

La corona danese fa parte dell'AEC II, con una banda di oscillazione del 2,25% rispetto al tasso di cambio centrale — una banda più stretta di quella della maggior parte dei membri. In seguito all'iniziale rifiuto danese del Trattato di Maastricht tramite referendum, la Danimarca ha negoziato un opt-out sull'adesione all'eurozona in base all'Accordo di Edimburgo e non è obbligata ad adottare l'euro.

Il 28 settembre 2000 ha avuto luogo un referendum sull'adesione alla zona euro, bocciato con il 53,2% di voti. Il 22 novembre 2007, il governo danese, da poco rieletto, aveva dichiarato l'intenzione di indire entro il 2011 un nuovo referendum sull'abolizione delle quattro eccezioni danesi al Trattato di Maastricht, inclusa quella relativa all'euro.[15]

Tra il 2007 e il 2009 sono stati effettuati sondaggi con cadenza mensile[16] che hanno evidenziato come la maggioranza dei danesi fosse favorevole ad entrare nell'eurozona.

In seguito, a causa della incertezza dovuta all'emergere della crisi economica il Governo danese ha deciso di posticipare i referendum previsti per il 2011. Con l'insediamento del Governo nel settembre del 2011 è stato deciso che il referendum sull'abolizione delle quattro clausole di opt-out non si terrà per i successivi quattro anni.[17] Allo stesso tempo i sondaggi hanno mostrato un rapido declino nella percentuale di danesi favorevoli all'adozione dell'euro.[18] Nonostante ciò, la Danimarca ha comunque deciso nello stesso anno di partecipare al patto per l'Euro.[19]

Non è chiaro se la Groenlandia e le Fær Øer adotteranno l'euro nel caso in cui la Danimarca scegliesse di farlo. Entrambe fanno parte del Regno di Danimarca, ma rimangono al di fuori dell'Unione europea. Le Isole Fær Øer utilizzano banconote danesi stampate con motivi feringi — la corona delle Fær Øer — e la Groenlandia progetta di introdurre un sistema simile. In base al sistema attuale, entrambi continuerebbero ad utilizzare valuta danese.

Obbligati all'adesione agli Accordi europei di cambio Aec II[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti stati devono aderire all'AEC II prima di poter adottare l'euro.

Bulgaria Bulgaria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Adozione dell'euro in Bulgaria.

Il lev bulgaro non fa parte dell'ERM II, ma è stato legato all'euro fin dalla nascita di questo (1,95583 BGN = 1 EUR). In precedenza era ancorato con cambio fisso al marco tedesco. La Bulgaria sin dal 2007 rispetta la maggior parte dei criteri per l'adesione all'UEM e all'epoca prevedeva di aderire all'AEC II all'inizio del 2009, in modo da soddisfare tutti i parametri di Maastricht per aderire all'eurozona nel 2012, data allora fissata in via provvisoria dal ministro delle finanze, Plamen Orešarski.[20]

Mentre il currency board, che aggancia la Bulgaria all'euro, è stato visto come un punto a favore per il rispetto a breve dei parametri di Maastricht da parte del paese,[21] la BCE ha fatto pressioni sul governo bulgaro affinché desista poiché non sa come consentire di aderire all'eurozona a un paese con un currency board. Il primo ministro ha dichiarato la volontà di mantenere tale currency board fino all'adozione dell'euro, ma fattori quali l'alto tasso di inflazione, un tasso di cambio non realistico con la moneta unica e la bassa produttività sono penalizzati da tale sistema.[22]

La Bulgaria doveva aderire all'ERM II nel novembre 2009,[23] ma questa data obiettivo fu spostata. Il 22 dicembre 2009 Simeon Dyankov, ministro delle finanze della Bulgaria, disse che il Paese si sarebbe mosso per aderire agli accordi nel marzo 2010,[24] ma a causa dell'alto deficit la Bulgaria decise di rinviare di nuovo.[25] Un'analisi del 2008 riportò che la Bulgaria non sarebbe stata in grado di entrare nell'Eurozona prima del 2015, a causa dell'elevata inflazione e della crisi economica.[26]

La Bulgaria nel 2011 riuscì a soddisfare quattro dei cinque parametri di convergenza per l'adozione dell'euro. L'unico criterio non rispettato era quello di essere stato un membro dell'ERM-II per almeno due anni. Il Ministro delle Finanze nel luglio 2011 dichiarò che il governo aveva deciso di non aderire a tali accordi finché fosse durata la crisi del debito sovrano dei Paesi dell'Eurozona.[27] Secondo la Deutsche Bank, il governo avrebbe scelto di aderire all'euro non prima del 1º gennaio 2016.[28]

Croazia Croazia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Adozione dell'euro in Croazia.

La Croazia è desiderosa di far parte della moneta unica sin dal suo ingresso nell'Unione europea, tanto che la banca nazionale croata ha annunciato l'intenzione di adottare l'euro nel giro di due o tre anni.[29] La Croazia non fa ancora parte dell'ERM II, ma il cambio tra kuna croata ed euro da marzo del 2005 ad oggi è sempre stato molto stabile,[30] il che semplifica l'ingresso nel meccanismo ERM.

Polonia Polonia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Adozione dell'euro in Polonia.

In base al Trattato di Atene, la Polonia è obbligata all'ingresso nella zona euro e, come prerequisito, alla stabilizzazione di alcuni vincoli macroeconomici.

Un ostacolo politico è dato dal fatto che l'adozione dell'euro implica una modifica della Costituzione della Repubblica di Polonia, procedura assai lunga e che richiede la maggioranza parlamentare dei 2/3, di cui il Governo non dispone.[31][32]

Al momento la Polonia non ha una tabella di marcia per l'adesione all'AEC II. Inoltre l'opinione pubblica, dalla crisi del debito sovrano europeo, si è progressivamente orientata contro l'adesione all'euro.[33]

Date queste difficoltà, nel gennaio 2013 il presidente polacco affermò che la questione deve essere rimandata a dopo le elezioni del 2015.[34]

Nel settembre del 2014, il presidente polacco ha esortato il nuovo premier Ewa Kopacz a rompere gli indugi sul tema dell'adozione, affrontare il dibattito e prendere una decisione.[35]

Rep. Ceca Rep. Ceca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Adozione dell'euro in Repubblica Ceca.

Inizialmente la Repubblica Ceca aveva l'intenzione di adottare l'euro nel 2010.[36] In seguito la data è stata posticipata al 2012 per il forte deficit del Paese.[37] Nel 2007 il Ministro delle Finanze della Repubblica Ceca ha posticipato la data al 2012.[38] La data è slittata poi al 2015 con il governo Mirek Topolánek,[39] per poi essere ancora spostata indicativamente per il 2019.[40]

Mentre nel 2014 i fondamentali economici sono tornati a rispettare i 5 criteri di convergenza,[41] diversi esponenti politici hanno iniziato a proporre un referendum di conferma prima di procedere all'adesione, sebbene una consistente maggioranza della popolazione negli ultimi anni si sia orientata contro il progetto europeo[42] e non vede di buon occhio l'abbandono della moneta nazionale.

Romania Romania[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Adozione dell'euro in Romania.

Il leu romeno non fa ancora parte dell'AEC II. Il presidente della BCE ha affermato nel giugno 2007 che "la Romania ha molto lavoro da fare ... per un periodo di diversi anni" prima di aderire all'AEC II.[43] Per semplificare le future modifiche agli sportelli bancomat necessarie in caso di adozione dell'euro, quando è stato adottato il nuovo leu nel 2005 (al cambio di 10 000 vecchi lei per 1 nuovo leu) le nuove banconote sono state emesse con le stesse dimensioni e proporzioni delle banconote euro. Le vecchie banconote rumene erano infatti decisamente più larghe di quelle nuove.

Il governo rumeno aveva annunciato un piano per l'ingresso nella zona euro entro il 2014, prevedendo inoltre che l'adesione all'AEC II avvenisse non prima del 2012.[44] Tali date non sono poi state rispettate a causa dei lenti progressi nel raggiungere i criteri imposti per l'adozione dell'euro.

Per tali motivi, nel 2013, il governo rumeno ha comunicato alla commissione europea un programma di allineamento senza una data obiettivo,[45] dichiarando in seguito che l'ingresso nell'eurozona rimane un obiettivo fondamentale e una data realistica potrebbe essere intorno al 2020.

L'anno seguente, a maggio 2014, il governo ha fissato e comunicato alla BCE la data obiettivo del 1º gennaio 2019.[46]

Svezia Svezia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Adozione dell'euro in Svezia.

In base al Trattato di Corfù, approvato mediante referendum, la Svezia sarebbe tenuta ad entrare nella zona euro e quindi ad adottare la moneta unica. Nonostante ciò, il 14 settembre 2003 si tenne un ulteriore referendum relativo all'euro, che ebbe esito contrario all'adozione della moneta comune (56% contrari; 42% favorevoli).[47] Il governo svedese ha sostenuto che stare al di fuori dell'eurozona è legale, poiché uno dei requisiti per l'ingresso è l'appartenenza per almeno due anni all'AEC II; scegliendo semplicemente di rimanere al di fuori del meccanismo dei tassi di cambio, il governo svedese è riuscito ad evitare il rispetto dell'obbligo di adozione dell'euro. Alcuni dei maggiori partiti svedesi continuano a credere che aderire sarebbe nell'interesse nazionale, ma tutti si sono impegnati ad attendere l'esito di un futuro referendum e non mostrano interesse nel sollevare la questione.

Prima delle elezioni parlamentari del settembre 2006, tutti i maggiori partiti erano d'accordo nel non sollevare la questione prima delle successive elezioni (che si sono tenute nel settembre 2010). I partiti sembrano concordare sul fatto che la Svezia non adotterà l'euro se non dopo un secondo referendum. Finora i sondaggi (come quello di maggio 2008, con il 34,6% di favorevoli, 51,7% di contrari e 13,7% di indecisi[48]) hanno mostrato una stabile maggioranza di contrari.

Ungheria Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Adozione dell'euro in Ungheria.

L'Ungheria intendeva sostituire il fiorino ungherese nel periodo 2010-2012, ma tale data in seguito è stata posticipata. in base all'andamento dell'economia nazionale. In origine l'Ungheria aveva pianificato di adottare l'euro come sua valuta ufficiale il 1º gennaio 2010, ma quella data è stata abbandonata a causa del deficit di bilancio eccessivamente alto. Il fiorino non fa tuttora parte dell'AEC II.

È realisticamente difficile che l'Ungheria possa aderire alla zona euro nel prevedibile futuro, almeno fino a che non avrà migliorato la gestione della finanza pubblica. Nel 2008 il deficit di bilancio ammontava al 6% del PIL, mentre il rapporto tra debito pubblico e PIL si attestava al 67%.[49] Ad aprile 2013, il deficit di bilancio è rientrato all'1,9%, in linea con i criteri di convergenza, ma il debito pubblico continua a crescere a tassi superiori di quelli del PIL, attestandosi al 79,2%.

Non obbligati all'adesione agli Accordi europei di cambio Aec II[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il Regno Unito e l'euro e Cinque criteri economici.

Il Regno Unito ha negoziato un opt-out dal Trattato di Maastricht relativamente all'adozione dell'euro al posto della sterlina britannica. Nel 2007, l'allora Primo Ministro, Gordon Brown, aveva escluso che l'ingresso potesse avvenire nel prevedibile futuro, affermando che la decisione di non aderire è stata quella giusta per il Regno Unito e per l'Europa.[50] Il governo di Brown si era impegnato ad adottare una procedura che prevede, prima di aderire alla zona euro, tre diverse approvazioni da parte del Gabinetto, del Parlamento, e dell'elettorato britannico mediante un referendum.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Lettonia verso l’euro, il Post, 6 giugno 2013. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  2. ^ (EN) Latvia to adopt euro on 1 January 2014 (PDF), Consiglio dell'Unione europea, 9 luglio 2013. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  3. ^ Lituania nell'Euro dal 1 gennaio 2015, ANSA, 23 luglio 2014. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  4. ^ (CA) Andorra firma un acord monetari amb la UE que li permetrà encunyar euros, Ara, 10 febbraio 2011. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  5. ^ (CA) 1ª Emissió dels euros andorrans, andorra-mint.com. URL consultato il 31 marzo 2015.
  6. ^ Rapporto sulla Convergenza - Tavola 1 (PDF), Banca centrale europea, giugno 2014. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  7. ^ (EN) Convergence Report 2014 (PDF), Commissione europea, 4 giugno 2014. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  8. ^ Il valore medio di tale indice non dev'essere superiore di 1,5 punti percentuali della media aritmetica non pesata dei tre Paesi UE con il più basso indice; nel caso in cui in uno di questi Paesi l'indice sia significativamente minore di quello medio dell'Eurozona e ciò sia dovuto a particolari circostanze, l'indice di questo Paese sarà sostituito con quello del quarto Paese con l'indice più basso
  9. ^ Il valore medio di tale indice non dev'essere superiore di 2 punti percentuali alla media aritmetica non pesata dei rendimenti decennali dei bond dei tre Paesi UE con il più basso indice di inflazione; nel caso in cui in uno di questi Paesi il rendimento sia significativamente maggiore di quello medio dell'Eurozona (ovvero superiore a esso di 2 punti percentuali) e se il Paese avesse difficoltà nell'accesso al credito nei mercati finanziari, il rendimento di questo Paese non sarà preso in considerazione ai fini del calcolo
  10. ^ a b Danimarca e Regno Unito sono state esclusi dal rapporto di convergenza della BCE. Eurostat continua a monitorare i dati macroeconomici dei due paesi (cfr. Sito Eurostat).
  11. ^ La Polonia è ancora sottoposta ad una procedura di deficit eccessivo, pertanto non rispetta il parametro secondo la Commissione europea (cfr. (EN) European Commission - Convergence report 2014, p. 20 & graph 7b).
  12. ^ La Commissione europea ha chiesto di chiudere la procedura per deficit eccessivo nei confronti della Repubblica ceca, tuttavia essa è ancora aperta, poiché la decisione spetta al Consiglio (cfr. (EN) European Commission - Convergence report 2014, p. 9).
  13. ^ La Bulgaria, pur non facendo ancora ufficialmente parte degli Accordi europei di cambio Aec II, ha una moneta che era agganciata al marco tedesco (e quindi ora all'euro) con un tasso di cambio fisso e dunque è possibile, almeno provvisoriamente, inserire tale dato nella lista.
  14. ^ Claudio Cherubini, L’Europa senza euro: il caso Romania, ilcaffegeopolitico, 19 ottobre 2015.
  15. ^ (EN) Danes to hold referendum on relationship with EU, The Guardian, 22 novembre 2007. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  16. ^ (DA) Meningsmålinger (PDF), Dagbladet Børsen, aprile 2007.
  17. ^ (EN) Constant Brand, Denmark scraps border-control plans, in European Voice, 13 ottobre 2011. URL consultato il 20 gennaio 2015.
  18. ^ (EN) Debt Crisis Pushes Danish Euro Opposition to Record, Poll Shows, Bloomberg, 27 settembre 2011. URL consultato il 22 gennaio 2013.
  19. ^ Assetto per le politiche economiche nell’UEM, Banca centrale europea. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  20. ^ (EN) Bulgaria's budget of reform, in the Sofia Echo, 30 novembre 2007. URL consultato il 19 agosto 2008.
  21. ^ (EN) Bulgaria could join euro zone ahead of other EU countries, in the Sofia Echo, 5 ottobre 2005. URL consultato il 19 agosto 2008.
  22. ^ (EN) EU said to pressure Bulgaria into discontinuing currency board, in the Sofia Echo, 28 dicembre 2007. URL consultato il 19 agosto 2008.
  23. ^ (EN) byDnevnik.bg, Bulgaria to seek eurozone entry within GERB's term – Finance Minister, in the Sofia Echo, 17 settembre 2009. URL consultato il 26 aprile 2011.
  24. ^ (EN) M3 Web – http://m3web.bg, Bulgaria: Bulgaria to Apply for ERM 2 in March, 22 dicembre 2009. URL consultato il 31 luglio 2010.
  25. ^ (EN) Bulgaria delays eurozone application as deficit soars, Eubusiness.com, 9 aprile 2010. URL consultato il 31 luglio 2010.
  26. ^ (EN) Bulgaria's Eurozone accession drifts away, focus-fen.net. URL consultato il 25 novembre 2008.
  27. ^ (EN) Bulgaria puts off Eurozone membership for 2015, Radio Bulgaria, 26 luglio 2011. URL consultato il 2 settembre 2012.
  28. ^ (EN) Bulgaria: Frontier country report (PDF), Deustche Bank Research, 23 maggio 2011. URL consultato il 2 settembre 2012.
  29. ^ (HR) Vujčić: uvođenje eura dvije, tri godine nakon ulaska u EU, in Poslovni dnevnik, 1º luglio 2006. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  30. ^ Euro/Kuna
  31. ^ (EN) Poland may hold euro referendum in 2010-Deputy PM, Forbes, 18 settembre 2008. URL consultato il 9 ottobre 2008.
  32. ^ (EN) Poland may push back euro rollout to 2012, BizPoland, 15 settembre 2008. URL consultato il 9 ottobre 2008.
  33. ^ (EN) Public Opinion and the euro, ec.europa.eu.
  34. ^ (EN) Poland president says no euro entry decision before 2015 ballots, Reuters, 22 gennaio 2013. URL consultato il 22 agosto 2013.
  35. ^ Presidente polacco a nuovo governo: serve decisione sull'euro, TM News, 22 settembre 2014. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  36. ^ (CS) Topolánek a Tůma: euro v roce 2010 v ČR nebude, Novinky.cz, 19 settembre 2006. URL consultato il 20 gennaio 2015.
  37. ^ (CS) Euro je v Česku reálné v roce 2012, míní MF, Novinky.cz, 21 febbraio 2007. URL consultato il 20 gennaio 2015.
  38. ^ (CS) Topolánek: euro nepřijmeme asi ani v roce 2012, Novinky.cz, 18 novembre 2007. URL consultato il 20 gennaio 2015.
  39. ^ Repubblica ceca: dentro l'euro nel 2015, in Il Sole 24 ORE, 30 marzo 2010. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  40. ^ (EN) For Czechs, euro adoption still a long way off, Radio Praha, 9 giugno 2008. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  41. ^ (EN) European Central Bank - Eurosystem, Convergence Report June 2014 (PDF), giugno 2014, ISBN 978-92-899-1324-9, ISSN 1725-9525.
  42. ^ (EN) Isha Maggu, The Czechs and the euro, in The Prague Post, 16 agosto 2014.
  43. ^ (EN) ECB: Introductory statement with Q&A, Banca centrale europea, 6 giugno 2007. URL consultato il 19 agosto 2008.
  44. ^ (RO) Guvernul a aprobat programul de convergenţă, Comunicato stampa del governo rumeno, 24 gennaio 2007. URL consultato il 20 agosto 2008.
  45. ^ (EN) Romania abandons target date for joining euro, in The Telegraph, 18 aprile 2013. URL consultato il 22 agosto 2013.
  46. ^ (EN) Andra Timu, Romania Sets 2019 as Target Date to Join Euro Area, Voinea Says, Bloomberg, 6 maggio 2014. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  47. ^ (EN) Final result of the 2003 referendum, Valmyndigheten, settembre 2003. URL consultato l'8 gennaio 2009.
  48. ^ (SV) EMU-/eurosympatier 1997-2008, Statistiska Centralbyrån, 17 giugno 2008. URL consultato il 20 agosto 2008.
  49. ^ (EN) The world factbook - Hungary, CIA, 7 agosto 2008. URL consultato il 19 agosto 2008.
  50. ^ (EN) Puritanism comes too naturally for 'Huck' Brown, in The Times, 24 luglio 2007. URL consultato il 19 agosto 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]